Memoria 8 – 2006

Grotte, sorgenti e abissi  del Monte Generoso

Francesco Bianchi-Demicheli – Nicola Oppizzi

Memoria 8

 

Sommario

Prefazione

Ringraziamenti

Avvertenze

IL MASSICCIO DEL MONTE GENEROSO

Introduzione

Situazione geografica

Contesto geologico

Cenni di climatologia

Idrogeologia

Carsismo e genesi delle grotte

Meteorologia ipogea

Evoluzione delle scoperte delle grotte

Catasto delle grotte del Monte Generoso

Bibliografia

L’AREA CARSICA DELLA VALLE BREGGIA

Delimitazione geografica

Geologia

Idrogeologia

Fenomeni carsici

Endocarsismo

Zona Valle Breggia – Valle di Erbonne – Valle Squadrino

Zona alta Valle Breggia – Valle Erba Fredda – Val del Meriggio

Appunti

L’AREA CARSICA VETTA – COSTA DEGLI ALBAGNONI

Zona Vetta – Baraghetto – Piancaccia – Perostabbio – Sovaglia

Zona Cima Crocette – Val Bove – Costa degli Albagnoni

CONCLUSIONI

Prefazione

Il Monte Generoso possiede un patrimonio naturalistico unico e straordinario. Oltre a presentare flora, fauna e geologia eccezionali, racchiude meravigliosi segreti ancora in gran parte sconosciuti.

Da alcuni anni soltanto si sta infatti scoprendo che nelle profondità del Monte Generoso esiste un intricato sistema di cunicoli, sale, gallerie e pozzi che costituiscono un vastissimo mondo sotterraneo, un ambiente dove l’acqua ha scolpito la roccia creando cavità inimmaginabili. Le grotte sono di selvaggia bellezza, spesso ornate da splendide concrezioni dai colori diversi, a volte scure, a volte bianchissime e dalle forme più strane.

In questo mondo sotterraneo si incontrano grandi sale e profondi abissi che sembrano finire nel nulla.

Uno stillicidio di gocce scandisce il tempo ed è l’unico segno del suo divenire. Quando all’esterno il tempo è secco, all’interno del Generoso solo qualche piccolo rigagnolo scorre quieto, dilavando la roccia, ma se piove, o scoppia un temporale, in poco tempo l’acqua penetra con violenza sottoterra.

Percorre allora con furia le gallerie, allaga le sale e precipita nei pozzi con assordante fragore, proseguendo poi lungo valli sotterranee ancora inesplorate per ritrovare la luce in una delle numerose sorgenti che costellano la montagna. Solo nei momenti di calma l’Uomo può avventurarsi in quest’Universo, scoprirne i tesori osservando la sua struttura, interpretando la sua funzione e studiando la vita che lo anima.

La ricerca e l’esplorazione delle grotte è animata dalla stessa pulsione che ha spinto i primi navigatori degli oceani, gli esploratori dello spazio e degli abissi marini, ma anche i poeti e gli artisti alla ricerca della pietra filosofale della conoscenza. Una pulsione di vita che permette all’Uomo di navigare verso le frontiere effimere e irraggiungibili dello scibile e del sapere.

Il mondo delle grotte rappresenta il sesto continente, un continente nascosto dove, fra imponenti fiumi ipogei, sconcertanti vuoti sotterranei, delicati ricami rocciosi, effetti cromatici stupefacenti, l’Uomo, con una luce tremolante come quella incerta della Conoscenza, cerca nel buio dell’Universo la sua verità. E in questo mondo viene ispirato dalla forza e dalla genialità della natura, che accendono in lui quanto di più elevato porta dentro di sé: la scintilla della ricerca scientifica e della poesia.

Da millenni piove sulla Terra.
E abbandona alla roccia ogni goccia.
E la totalità della sua avventura alla notte.
E dalla sua memoria, dalle nuvole, il sole e il giorno
raccoglie la Notte il suo racconto.
È il momento del mondo
quando la roccia muta impara a parlare.

Bernard Férié
La Pierre en pleurs

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