Memoria 7 – 2004

Atlante di indentificazione delle Felci (FILICOPSIDA)
presenti in Svizzera e in Italia

Su base palinologica e epidermologica

Adalberto Peroni – Gabriele Peroni

Memoria 7

 

Sommario

Prefazioni

Ringraziamenti

Introduzione

Elenco delle Filicopsida presenti in Italia e Svizzera

Materiali e metodi

Epidermologia

Palinologia

Presentazione dei dati

Schede dei taxa

Chiave dicotomica dei taxa basata sulle caratteristiche epidermologiche e palinologiche

Glossario dei principali termini epidermologici e palinologici usati nel testo

Illustrazioni di riferimento per la diagnosi

Bibliografia

Indice alfabetico dei nomi dei taxa menzionati nel testo

Sommario

Prefazioni

Per i botanici le felci, nel senso più ampio del termine, hanno un fascino del tutto particolare. Esso è discreto, riservato, quasi pudico, si potrebbe dire un po’ come il loro ciclo biologico. Eppure questo fascino è al tempo stesso intenso e sorprendente. Le felci oggi, in gran parte non sono piante molto appariscenti, almeno nei nostri climi. Non hanno i primati di longevità e dimensioni delle conifere e nemmeno la spettacolare radiazione adattativa delle angiosperme, ancora in costante espansione. Eppure il fascino delle felci diventa via via sempre più tangibile per tutti, non appena ci si addentri nello studio della complessità attuale del mondo vegetale o della sua storia evolutiva.

Innanzitutto di felci e di gruppi di piante affini se ne trovano dappertutto: dalle vegetazioni sub-artiche a quelle equatoriali, e per quanto ci riguarda, dalle pietraie alpine alle macchie mediterranee, dalle paludi alle rupi e ai muri. In questo ampio spettro di ambienti, le felci spesso non sono una componente secondaria della flora e della vegetazione; questo sia per numero di specie rappresentate che per biomassa prodotta. Effettivamente il loro contributo alla biodiversità mondiale è enorme, basti pensare che nel loro insieme – con più di 14’000 specie – rappresentano il secondo gruppo di piante per consistenza numerica. Al loro interno comprendono una varietà di adattamenti ancor oggi impressionante: da forme arboree e lianose tropicali e equatoriali a piccole specie annue. Anche sotto il profilo della distribuzione geografica e ecologica il gradiente è elevatissimo: da specie cosmopolite invadenti a specie endemiche o a distribuzione relittuale, relegate in ambienti con scarsa competizione.

Da cosa deriva questa capacità di coprire una vasta gamma di soluzioni in molti campi? E’ quasi superfluo ricordare che le felci e i gruppi affini non sono un insieme compatto da un punto di vista filogenetico e che ciò che è giunto ai giorni nostri è tutto sommato ben poca cosa, se si pensa al ricchissimo patrimonio di specie estinte e studiate solo allo stato fossile. Tuttavia bisogna considerare che la storia delle parentele tra i principali gruppi filetici coincide in larga parte con la lotta per l’emersione e l’affrancamento sempre più spinto dall’acqua.

Questa lotta è stata affrontata dalle felci e dai gruppi affini con una varietà di soluzioni morfologiche, anatomiche e fisiologiche, sia degli apparati vegetativi che riproduttivi, che è stata la fucina da cui sono derivate pietre miliari nell’evoluzione delle piante. Da un punto di vista dell’assetto genetico dei taxa attuali, è come se le felci abbiano mantenuto in parte questa capacità di lotta e innovazione, che si estrinseca nella capacità di competere alla pari in molti ambienti con le più evolute angiosperme e nella plasticità di alcuni gruppi, in grado di formare ancor oggi nuove entità.

Questo fa presumere una loro capacità di sopravvivere e rispondere agli sconquassi climatici e ambientali pronosticati. Considerando gli aspetti evolutivi e adattivi come punti di riferimento nello studio della biologia e dell’ecologia delle piante, ecco che il lavoro di Adalberto e Gabriele Peroni coglie nel segno due aspetti morfo-anatomici fondamentali per la tassonomia e la vita delle piante in relazione all’ambiente. Il lavoro appare come un’opera piena e matura, frutto di una grande passione tramutata in una lunga, rigorosa e produttiva esperienza scientifica. Il rilevante contributo culturale del lavoro è accresciuto dalla mole di informazioni riportate, dalla precisa analisi della letteratura esistente e dalla complessità del territorio indagato.

Da ultimo vorrei fare un cenno al territorio indagato, e in particolare a quelle terre che fanno da ponte tra i due paesi, e tramite questi tra l’Europa e il Mediterraneo, e che immagino abbiano avuto molta importanza nella formazione scientifica e naturalistica dei fratelli Peroni. Parlo dell’Insubria e della sua rigogliosa vegetazione, all’interno della quale si possono cogliere gli aspetti più emotivi del fascino delle felci, data la loro quieta ma costante presenza. E’ una presenza silente, che non si abbandona mai al chiasso di fioriture e che va colta nel silenzio dei sottoboschi e delle forre, scrutando tra le tonalità di verde.

Bruno Cerabolini

Professore associato in Botanica Ambientale applicata
Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale
Università degli Studi dell’Insubria – Varese

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Ecco il settimo volume delle “Memorie”, il secondo con la nuova veste grafica in edizione congiunta tra la Società ticinese di scienze naturali e il Museo cantonale di storia naturale, in assoluto il primo della serie dedicato specificatamente alle piante.

Non si è voluto però indirizzare questa “Memoria” alla presentazione di una frazione del mondo vegetale che si distingue per estetica o appariscenza; un po’ contro tendenza, se si pensa a quante monografie sulle orchidee
o su altri gruppi di piante con fiori trionfanti vedono la luce. Si è optato invece per l’approfondimento scientifico di quei vegetali che seppure famigliari ai più, spaventano poi anche il botanico provetto: le felci.

La maggior parte di noi distingue infatti senza troppe difficoltà, una felce tipica da un’altra pianta verde; molti si orientano bene anche nella varietà delle loro forme, dai licopodi, agli equiseti, alle specie frondose. Compito più arduo invece, riconoscere all’interno del gruppo, le tante specie e sottospecie che si assomigliano con differenze morfologiche talvolta impercettibili. Così complice anche la mancanza dell’aiuto dato dalla diversità dell’apparato floreale tipico delle spermatofite, ben pochi s’interessano delle felci.

Chi vuole riconoscere le felci deve andare oltre, occupandosi di quello che più le differenzia dai vegetali con fiori: l’esuberanza della loro foglia, emblema di quel sottobosco verde e lussureggiante che ben le rappresenta, e la loro spora enigmatica, generatrice di credenze secolari “sull’essenza invisibile” dei semi delle felci e sulla possibilità, per chi le raccoglieva, di divenire ugualmente invisibile.

Oggi la gran parte delle pubblicazioni descrittive sulle felci si basano sulle caratteristiche morfologiche delle foglie, mentre alcune dedicano spazio anche all’illustrazione delle spore che sono spesso un fattore discriminante per il riconoscimento specifico. Ed è proprio sulle parti meno visibili che anche gli autori, Gabriele e Adalberto Peroni, si sono chinati in questa loro opera scientifica, frutto di anni d’indagine sul campo, di profonda conoscenza degli argomenti e delle tecniche d’osservazione, nonché di passione per la floristica.

Questa “Memoria” presenta per ogni specie di felce considerata, la spora nella sua forma “invisibile” e, novità importante, riporta il disegno esatto dell’epidermide della foglia. Quest’ultimo carattere di determinazione è un contributo del tutto originale per le felci presenti alle nostre latitudini e fornisce senz’ombra di dubbio, uno strumento diagnostico più preciso di quelli finora a disposizione. Per il botanico, una sorta di “apriti Sesamo”.

L’ultimo romanzo d’avventura del celebre neurologo Oliver Sacks (Diario di Oaxaca, Ed. Feltrinelli) ha come protagonisti alcuni naturalisti alla ricerca di felci rare in Messico; anche Gabriele e Adalberto Peroni sono in un certo senso degli avventurieri, impegnati a scovare ogni specie di felce negli angoli più remoti e inaccessibili di molti paesi. Ma sono soprattutto pazienti ricercatori e appassionati divulgatori. I loro nomi sono ben noti ai membri della Società e ai collaboratori del Museo di storia naturale di Lugano.

Nell’ultimo decennio e più, le loro pubblicazioni nel Bollettino sociale sono state numerose e variate, non meno frequenti i contributi verbali, con conferenze, corsi ed escursioni in Ticino e nella provincia di Varese. Più silenziose forse, ma ancor più essenziali, sono state le loro regolari visite agli erbari del Museo, per effettuare revisioni e completare le collezioni. In questo senso il merito è anche di coloro che nel tempo si sono adoperati per collezionare minuziosamente il nostro patrimonio naturale. Proprio le collezioni rendono possibili ricerche più complete, permettendo valutazioni e confronti. L’allestimento del presente contributo scientifico non sarebbe peraltro stato possibile senza la consultazione dei reperti d’erbario.

Questa “Memoria” rende dunque omaggio al mondo un po’ bistrattato delle felci e mostra quanto, ogni qualvolta ci si sofferma su una loro struttura particolare, le piante presentino ricchezze di forme sconosciute. Essa da inoltre voce anche al lavoro paziente di chi si specializza nella conoscenza di un gruppo d’organismi viventi con passione e caparbietà.

La speranza è che il testo susciti curiosità tra gli appassionati di natura, permettendo un primo approccio al mondo delle felci, ma che anche i botanici e gli specialisti vi trovino uno strumento essenziale per approfondire le loro conoscenze e uno stimolo per proseguire oltre.

Pia Giorgetti Franscini

Conservatrice per la Botanica
presso il Museo cantonale di storia naturale di Lugano

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Introduzione

Esistono numerosi ottimi libri di palinologia pteridologica, ove le immagini delle spore sono riprese al microscopio ottico, ma nessuno di questi è rappresentativo delle flore europee. In lingua italiana esiste un testo, unico nel suo genere a livello mondiale Iconographia Palynologica Pteridophytorum Italiae (E. FERRARINI et al. 1986), corredato da stupende immagini effettuate con
il microscopio elettronico.

Mancava, a nostro parere, un testo europeo di palinologia con immagini riprese al microscopio ottico, strumento di cui sono dotati, non solo gli enti scientifici, ma anche i ricercatori “free lance”. Discorso a parte merita l’epidermologia delle pteridofite.
Da diversi anni il nostro piccolo gruppo, ha ripreso, approfondito ed allargato questa tecnica, ingiustamente, un po’ negletta. Al contrario, lo studio degli stomi e dell’epidermide delle pteridofite è un ulteriore strumento, nelle mani del ricercatore e del naturalista, per giungere ad un’identificazione corretta. In particolari condizioni (entità critiche, o vecchio materiale d’erbario
privo di spore) può diventare l’unico metodo microscopico a nostra disposizione.

Nel corso degli anni, lo studio epidermologico ha mostrato la sua affidabilità, permettendo di assegnare specie critiche a gruppi specifici (PERONI & PERONI 1998; PERONI & PERONI 2000d). Recentemente PRELLI (2001) ha adottato il metodo da noi proposto per l’identificazione degli ibridi del genere Polystichum europei. Il nostro intento è fornire, con quest’atlante, un ausilio pratico sia per il ricercatore sia per il naturalista appassionato per l’identificazione delle felci, della regione presa in esame.

Come si diceva un tempo: ci auguriamo che questo lavoro, con gli errori e le mancanze inevitabili in ogni opera umana, sia utile come umile e docile “strumento di lavoro” per chi, a vari livelli, si muove nel mondo delle felci. Sperando che sia “benignamente accolta da colleghi ed amici”, ma trattandosi di un “lavoro in progresso” ogni critica, correzione ed aggiunta sarà la benvenuta.

Elenco delle specie trattate :

(CH = presente in Svizzera; I = presente in Italia)

A

Adiantum capillus-veneris L. (CH-I)

Anogramma leptophylla (L.) Link (CH-I)

Asplenium adiantum-nigrum L. subsp. adiantum-nigrum (CH-I)

Asplenium adiantum-nigrum L. subsp. corunnense (Christ) Rivas Mart. (CH-I)

Asplenium adulterinum Milde subsp. adulterinum (CH-I)

Asplenium adulterinum Milde subsp. presolanense Mokry, H. Rasbach et Reichst. (CH-I)

Asplenium balearicum Shivas (I)

Asplenium cuneifolium Viv. (CH-I)

Asplenium fissum Kit. ex Willd. (I)

Asplenium fontanum (L.) Bernh. (CH-I)

Asplenium foreziense Legrand (CH-I)

Asplenium lepidum C. Presl subsp. lepidum (I)

Asplenium marinum L. (I)

Asplenium obovatum Viv. subsp. lanceolatum (Fiori) P.
Silva (CH-I)

Asplenium obovatum Viv. subsp. obovatum (I)

Asplenium onopteris L. (CH-I)

Asplenium petrarchae (Guérin) DC subsp. petrarchae (I)

Asplenium ruta-muraria L. subsp. dolomiticum Lovis et
Reichst. (CH-I)

Asplenium ruta-muraria L. subsp. ruta-muraria (CH-I)

Asplenium seelosii Leyb. subsp. seelosii (I)

Asplenium septentrionale (L.) Hoffm. subsp. septentrionale (CH-I)

Asplenium trichomanes L. subsp. hastatum (Christ) S. Jess. (CH-I)

Asplenium trichomanes L. subsp. inexpectans Lovis (CH-I)

Asplenium trichomanes L. subsp. pachyrachis (Christ) Lovis et Reichst. (CH-I)

Asplenium trichomanes L. subsp. quadrivalens D.E. Mey. (CH-I)

Asplenium trichomanes L. subsp. trichomanes (CH-I)

Asplenium viride Huds. (CH-I)

Athyrium distentifolium Tausch ex Opiz (CH-I)

Athyrium filix-femina (L.) Roth (CH-I)

Azolla filiculoides Lam. (I)

B

Blechnum spicant (L.) Roth (CH-I)

Botrychium lanceolatum (S.G. Gmel.) Ångst. (CH-I)

Botrychium lunaria (L.) Sw. (CH-I)

Botrychium matricariifolium (Retz.) A. Braun ex Koch (CH-I)

Botrychium multifidum (S.G. Gmel.) Rupr. (CH-I)

Botrychium simplex E. Hitchc. (CH-I)

Botrichium virginianum (L.) Sw. (CH-I)

C

Ceterach officinarum Willd. subsp. bivalens D.E. Mey. (I)

Ceterach officinarum Willd. subsp. officinarum (CH-I)

Cheilanthes acrostica (Balbis) Tod. (I)

Cheilanthes guanchica C. Bolle (I)

Cheilanthes hispanica Mett. (I)

Cheilanthes maderensis Lowe (I)

Cheilanthes persica (Bory) Mett. ex Kuhn (I)

Cheilanthes tinaei Tod. (I)

Christella dentata (Forssk.) Brownsey et Jermy1

Cosentinia vellea (Aiton) Tod. subsp. vellea (I)

Cryptogramma crispa (L.) R. Br. ex Hook. (CH-I)

Cyrtomium falcatum (L. fil.) S. Presl (I)

Cyrtomium fortunei J. Sm. (CH-I)

Cystopteris alpina (Lam.) Desv. (CH-I)

Cystopteris dickieana R. Sim (CH-I)

Cystopteris fragilis (L.) Bernh. (CH-I)

Cystopteris montana (Lam.) Desv. (CH-I)

Cystopteris sudetica A. Br. et Milde (I)

Cystopteris viridula (Desv.) Desv. subsp. viridula (I)

D

Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenk. subsp. affinis (CH-I)

Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenk. subsp. borreri (Newm.) Fraser-Jenk. (CH-I)

Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenk. subsp. cambrensis Fraser-Jenk. (CH-I)

Dryopteris carthusiana (Vill.) H.P. Fuchs (CH-I)

Dryopteris cristata (L.) A. Gray (CH)

Dryopteris dilatata (Hoffm.) A. Gray (CH-I)

Dryopteris expansa (C. Presl) Fraser-Jenk. et Jermy (CH-I)

Dryopteris filix-mas (L.) Schott (CH-I)

Dryopteris oreades Fomin (I)

Dryopteris pallida (Bory) C. Chr. ex Maire et Petitm. subsp. pallida (I)

Dryopteris remota (A. Braun ex Döll) Druce (CH-I)

Dryopteris submontana (Fraser-Jenk. et Jermy) Fraser-Jenk. (I)

Dryopteris tyrrhena Fraser-Jenk. et Reichst. (I)

Dryopteris villarii (Bellardi) Woyn ex Schinz et Thell. subsp. villarii (CH-I)

G

Gymnocarpium dryopteris (L.) Newm. (CH-I)

Gymnocarpium robertianum (Hoffm.) Newm. (CH-I)

H

Hymenophyllum tunbrigense (L.) Sm. (I)

M

Marsilea quadrifolia L. (CH-I)

Marsilea strigosa Willd. (I)

Matteuccia struthiopteris (L.) Tod. (CH-I)

N

Notholaena marantae (L.) Desv. subsp. marantae (CH-I)

O

Ophioglossum azoricum C. Presl (I)

Ophioglossum lusitanicum L. (I)

Ophioglossum vulgatun L. (CH-I)

Oreopteris limbosperma (Bellardi ex All.) Holub (CH-I)

Osmunda regalis L. (CH-I)

P

Phegopteris connectilis (Michx) Watt (CH-I)

Phyllitis sagittata (DC) Guinea et Heywood (I)

Phyllitis scolopendrium (L.) Newm. subsp. scolopendrium (CH-I)

Pilularia globulifera L. (CH-I)

Pilularia minuta Durieu ex A. Braun (I)

Polypodium cambricum L. (CH-I)

Polypodium interjectum Shivas (CH-I)

Polypodium vulgare L. (CH-I)

Polystichum aculeatum (L.) Roth (CH-I)

Polystichum braunii (Spenner) Fée (CH-I)

Polystichum lonchitis (L.) Roth (CH-I)

Polystichum setiferum (Forssk.) Woyn. (CH-I)

Pteridium aquilinum (L.) Kuhn subsp. aquilinum (CH-I)

Pteris cretica L. (CH-I)

Pteris vittata L. (I)

S

Salvinia natans (L.) All. (CH-I)

T

Thelypteris palustris (Forssk.) Brownsey et Jermy (CH-I)

V

Vanderboschia speciosa (Willd.) Kunkel (I)

W

Woodsia alpina (Bolton) S.F. Gray (CH-I)

Woodsia glabella R. Br. ex Richardson subsp. pulchella (Bertol.) A. et D. Love (CH-I)

Woodsia ilvensis (L.) R. Br. (CH-I)

Woodwardia radicans (L.) Sm. (I)

Estratto

Osmunda regalis pg.28  (pdf, 74 KB)

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