Bollettino 99

Volume 99, 2011

C. Scapozza et al. – Datazione relativa con il martello di Schmidt delle età di esposizione di alcuni rock glaciers delle Alpi Bleniesi (Ticino, Svizzera)

N. Oppizzi et al. – Sviluppo dell’endocarso nell’area del Monte Generoso: conoscenze attuali e valutazioni teoriche

A. Spinelli et al. – La Val Piora: primo approccio a un mondo ricco di licheni ancora poco esplorato

C. Neff et al. – Presenza e grado di naturalizzazione della flora esotica nella regione di Sasso Fenduto (Comune di Cugnasco-Gerra, Ticino)

N. Schoenenberger et al. – Osservazioni floristiche in ambienti antropici disturbati in Ticino: taxa nuovi per la Svizzera

M. Luraschi et al. – Un’indagine realizzata tra giovani e adulti nella Svizzera italiana. I vaccini: quale percezione tra i cittadini?

R. Lardelli et al. – Tredici anni di monitoraggio degli uccelli nidificanti diffusi in Ticino

G. Poretti et al. – Patrimonio pomologico ticinese. Il melo (Malus domestica Borkhausen, 1803): cenni storici, etnobotanici e inventario delle cultivar della Capriasca

M. Mattei-Roesli et al. – Indagine sulle chirotterocenosi silvicole che trovano rifugio nei boschi delle Bolle di Magadino (Cantone Ticino, Svizzera)

M. Mattei-Roesli et al. – Segnalazione nel Cantone Ticino (Svizzera) di Myotis capaccinii (Chiroptera, Vespertilionidae), un pipistrello considerato estinto in Svizzera da 100 anni


 

Datazione relativa con il martello di Schmidt delle età di esposizione di alcuni rock glaciers
delle Alpi Bleniesi (Ticino, Svizzera)

Cristian Scapozza e Giulia Ramelli

Istituto di geografia, Università di Losanna (IGUL), Dorigny – Anthropole, CH–1015 Losanna, Svizzera

Riassunto:

La datazione relativa delle età di esposizione è stata eseguita grazie all’analisi di valori di rimbalzo (valori-R) misurati con il martello di Schmidt. L’area di studio è il massiccio della Cima di Gana Bianca, nelle Alpi Bleniesi (Alpi Ticinesi orientali, Svizzera meridionale). I valori-R misurati nell’area di studio sono compresi tra 44 e 63. Gli intervalli di confidenza al 95% sono generalmente inferiori a ± 1.00, eccetto per i siti di età pleistocenica. Tre diverse cronologie sono state proposte in base alla litologia e alla posizione delle forme geomorfologiche studiate. Un tentativo di calibrazione delle età di esposizione basato su dei valori-R misurati su delle superfici di età conosciuta mostra che le età minime dei rock glaciers attivi del massiccio della Cima di Gana Bianca sono comprese tra 3 e 5 ka cal BP. Questi rock glaciers avrebbero quindi cominciato a formarsi durante la prima parte dell’Olocene o, al più tardi, dopo l’Optimum climatico della prima metà dell’Olocene che è terminato verso 5 ka cal BP.

Relative-age dating with Schmidt hammer of exposure ages of several rockglaciers of the Blenio Alps (Ticino, Switzerland)

Abstract:

The relative surface dating was performed with the analysis of Schmidt hammer rebound values (R-values).
The studied area is the Cima di Gana Bianca massif, in the Eastern part of the Blenio Valley (Lepontine Alps of the Tessin, Southern Switzerland). The R-values measured in the study area are comprised between 44 and 63. The 95% confidence limits are generally below ± 1.00, except for the sites of Pleistocene age. Three different chronologies were proposed, based on the lithology and on the position of the studied landforms. A tentative of calibration of the exposure ages based on the R-values measured on surfaces of known age show that the minimum surface age of the investigated active rockglaciers lies between 3 and 5 ka cal BP and that it is likely that these rockglaciers started to evolve during the early phases of the Holocene or, at the latest, after the early-to-mid Holocene temperature optimum (ending around 5 ka cal BP).

Key words: periglacial geomorphology, permafrost, morpho-stratigraphy, Lateglacial, Holocene.


Sviluppo dell’endocarso nell’area del Monte Generoso:
conoscenze attuali e valutazioni teoriche

Nicola Oppizzi1, Francesco Bianchi-Demicheli2

Laboratorio di Ricerca Sotterranea Monte Generoso
Società Svizzera di Speleologia – Sezione Ticino

    1. Via Cantonale, CH – 6594 Contone
    2. Via G. B. Foletti 12, 6900 Lugano – Chemin de l’Argilière 42, CH – 1234 Vessy

Riassunto:

Il Monte Generoso è un’area carsica dove sono attualmente (2009) conosciute 98 grotte per un totale di circa 14 km di gallerie topografate (SSTI 2009). Tuttavia, lo sviluppo dell’insieme delle gallerie e il numero di ingressi sono nettamente inferiori a quelli realmente esistenti.
Considerando il potenziale esplorativo teorico si ritiene che siano possibili ancora grandi e importanti scoperte.
L’area carsica del Monte Generoso possiede infatti un elevato potenziale speleologico, ragguardevole a livello ticinese e anche svizzero, il cui sviluppo totale potrebbe raggiungere gli 80 km. A questo patrimonio naturalistico e scientifico dovrebbe imperativamente essere accordata una giusta e adeguata valorizzazione.

Extension of the endokarst in the area of the Monte Generoso:
the actual situation and theoretical estimates

Abstract:

The Monte Generoso is a carsic area where 98 caves are currently known (2009). These caves make up a total of almost 14 km of explored galleries. However, the known length of the galleries and the number of cave entrances are clearly short of that existing ones. On the base of the theoretical potential extension, it is foreseeable that a growing number of big and important discoveries will be made in the near future. It has been estimated that the carsic area of the Monte Generoso has a speleologic potential of 80 km of galleries, which should absolutely be considered for a fair valorization of the extraordinary scientific and natural heritage it represents.

Key words: grotte, carsismo, pseudo–endocarso, Monte Generoso, Cantone Ticino, Svizzera.


La Val Piora: primo approccio a un mondo
ricco di licheni ancora poco esplorato

Alberto Spinelli1 e Mathias Vust2

  1. Contrada Mornée, CH – 6984 Pura
  2. Rue Montolieu 5, CH – 1030 Bussigny (lichens.vust@rossolis.ch)

Riassunto:

La 48h della biodiversità del luglio 2010 ha permesso agli autori di fare un primo passo alla scoperta di una regione fin qui assai trascurata dal punto di vista lichenologico. Un lavoro risalente al 1984 (manoscritto mai pubblicato), 6 lavori pubblicati tra il 1989 e il 2010 e Swisslichens ci forniscono dati che, uniti a quelli raccolti per questo lavoro, portano a 304 le specie di licheni e funghi lichenicoli fin qui censite. 52 delle 177 specie trovate dagli autori, vengono segnalate per la prima volta per il Cantone Ticino.

The Piora valley: first approach to a little explored world rich of lichens

Abstract:

During the Biodiversity Days in 2010 an inventory of lichens in the Val Piora was undertaken. The results of a study from 1984 (manuscript, not yet published), 6 papers published between 1989 and 2010 and Swisslichens, together with the lichens found by the authors of this paper, refers from a total of 304 species of lichens and lichenicolous fungi recorded in this area. 52 of the 177 species found by the authors, are recorded the first time in Canton Ticino.

Keywords: lichens, Val Piora, Canton Ticino, southern swiss Alps, biodiversity


 

Presenza e grado di naturalizzazione della flora esotica nella regione
di Sasso Fenduto (Comune di Cugnasco–Gerra, Ticino)

Christophe Neff1, Janet Maringer2, Nicola Schoenenberger3 e Marco Conedera4

  1. Institut für Geographie und Geoökologie, Karlsruher Institut für Technologie (KIT), Kaiserstraße 12, D–76128 Karlsruhe
  2. Institut für Landschaftsplanung und Oekologie, Universität Stuttgart, Keplerstr. 11, D–70174 Stuttgart
  3. Museo cantonale di storia naturale, via C. Cattaneo 4, CH–6900 Lugano
  4. Istituto Federale di Ricerca WSL, Gruppo Ecosistemi Insubrici, via Belsoggiorno 22, CH–6500 Bellinzona

Riassunto:

In questo contributo riportiamo il risultato di un inventario della flora esotica e del suo grado di naturalizzazione nei giardini, nei vigneti gestiti e abbandonati come pure nei terreni incolti della zona collinare di Sasso Fenduto, in territorio del Comune di Cugnasco–Gerra. In totale sono stati registrati 80 taxa, ciò che evidenzia un ulteriore sviluppo della tradizione di coltivare piante esotiche in Ticino, sia per quanto riguarda il numero e il tipo di taxon, sia per quanto riguarda la tipologia dei giardini (si è ormai passati dai giardini delle lussuose ville in riva al lago ai giardini delle case secondarie di collina). Prunus laurocerasus, Laurus nobilis, Trachycarpus fortunei, Phytolacca americana e y si sono rivelati i taxa più frequenti e con grado di naturalizzazione più elevato (da naturalizzato a invasivo). La maggior parte dei taxa esotici proviene dal Nord–America, dall’Asia e dall’Europa, incluso il bacino Mediterraneo. Il loro grado di naturalizzazione e il loro potenziale invasivo sono risultati strettamente correlati alle condizioni ambientali e climatiche della regione di origine. In particolare i taxa originari dal zonobioma delle laurofille sempreverdi presentano un elevato tasso di naturalizzazione (42%). Alcuni taxa esotici decidui come Phytolacca americana e Ailanthus altissima presentano invece un elevato grado di invasività negli ecosistemi disturbati, quali ad esempio le aree boschive appena percorse da incendio.

Presence and degree of naturalization of the exotic flora
in the area Sasso Fenduto (Cugnasco–Gerra, Ticino)

Abstract:

In this paper we present a comprehensive inventory of exotic plant taxa including their degree of naturalization in gardens, intact and abandoned vineyards as well as fallow land of the hilly slope of Sasso Fenduto in the municipality of Cugnasco–Gerra. In total we registered 80 exotic plant taxa, highlighting how the tradition of cultivating exotic plants in Ticino further developed in terms of both number and type of taxa and type of gardens (from the villas near the lake shore to the private gardens in the hilly regions). Prunus laurocerasus, Laurus nobilis, Trachycarpus fortunei, Phytolacca americana and Ailanthus altissima resulted the most frequent taxa with a degree of naturalization ranging from naturalized to invasive. Most of the exotic plant taxa originate in North–America, Asia and Europe, including the Mediterranean basin. Their naturalization and invasion potential was closely linked to the basic environmental and climatic conditions of the area of origin. In particular a high number (42%) of taxa originating from the ever–green laurophyllous zonobiom displayed a high degree of naturalization. Some deciduous alien taxa such as Phytolacca americana and Ailanthus altissima displayed a very high invasive potential also in disturbed ecosystems such as recently burnt forests.

Keywords: exotic plant species, garden flora, naturalization, invasive potential, laurophyllous plant species, floristic survey, southern Switzerland.


 

Osservazioni floristiche in ambienti antropici disturbati in Ticino:
taxa nuovi per la Svizzera

Nicola Schoenenberger1, Bruno Bellosi2, Emiliano Medici3, Tiziana Gobbin4 e Pia Giorgetti Franscini1

  1. Museo cantonale di storia naturale, via C. Cattaneo 4, CH–6900 Lugano, Svizzera
  2. Università degli Studi dell’Insubria, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Via Valleggio 11, I–Como
  3. Via delle Vigne 5, CH–6883 Novazzano
  4. Università di Neuchâtel, Facoltà di Scienze, rue Emile-Argand 11, CH–2000 Neuchâtel

Riassunto:

Sono presentate le note floristiche relative a cinque taxa nuovi per la Svizzera rilevati in ambienti antropizzati a bassa altitudine nel Ticino meridionale, Svizzera, nel 2009 e 2010. Avena sterilis subsp. ludoviciana e Carduus pycnocephalus di origine mediterranea, che si trovano al limite della loro area di distribuzione naturale settentrionale, Panicum hillmannii e Mazus pumilus neofite dalla presenza sporadica in Europa e Sicyos angulatus neofita invasiva dannosa per l’agricoltura e potenzialmente dannosa per gli ecosistemi naturali.

Floristic observations in human–disturbed habitats in Ticino:
new taxa for Switzerland

Abstract:

Floristic notes concerning five new taxa to Switzerland are presented, found in anthropogenic and disturbed habitats in the lowlands of southern Ticino, Switzerland in 2009–2010. The Mediterranean Avena sterilis subsp. ludoviciana and Carduus pycnocephalus located at the northern edge of their natural distribution range, the neophytes Panicum hillmannii and Mazus pumilus sporadically present in Europe, and the invasive neophyte Sicyos angulatus, a noxious plant in agriculture and potentially damaging in natural ecosystems.

Keywords: early detection, neophytes, disturbed habitats, urban flora, invasive species, adventive species, synanthropic species.


 

Un’indagine realizzata tra giovani e adulti nella Svizzera italiana.
I vaccini: quale percezione tra i cittadini?

Michela Luraschi e Giovanni Pellegri

Science et Cité – Università della Svizzera italiana, Lugano
via Lambertenghi 10a, CH – 6904 Lugano

Riassunto:

La percezione dell’utilità dei vaccini nella Svizzera italiana è buona. Un’indagine realizzata dall’Università della Svizzera italiana nel 2010 dimostra che il 73% dei cittadini è favorevole ai vaccini in generale; inoltre la maggioranza degli intervistati associa alla parola vaccini i termini ‘lotta alle malattie’, ‘prevenzione’ e ‘protezione’. Il presente studio, che ha raccolto l’opinione dei cittadini e la posizione dei giovani in merito alla legislazione svizzera in materia di vaccini, evidenzia tuttavia alcune zone grigie soprattutto legate agli immaginari e alle confusioni esistenti tra i cittadini.
Il comportamento adottato rispetto alla scelta di un vaccino risponde a delle regole che coinvolgono educazione, comunicazione e altri fattori che hanno un ruolo sociale importante. Le donne dicono di conoscere meglio i vaccini rispetto agli uomini e utilizzano come principale canale informativo i medici e gli ospedali. Inoltre, attorno ai vaccini, vige tra alcuni gruppi di cittadini un tacito accordo di dubbio sulla loro utilità. Vittime di questi dubbi sono soprattutto quei vaccini la cui utilità è diventata invisibile proprio grazie al loro successo (morbillo, orecchioni, rosolia, poliomielite).

A survey of young adult (15-22 years) and over–25 population
in Italophone Switzerland. Vaccines: whot does the population feel about them?

Abstract:

There is a good perception of vaccines in Southern Switzerland. A survey carried out by Università della Svizzera italiana in 2010 shows that 73% of Swiss citizens are generally in favour of vaccines. It has also found that the majority of the interviewees associates vaccines with concepts like ‘fight against disease’, ‘prevention’ and ‘safeguard’.
While collecting the views of citizens and the outlook of young people over Swiss legislation on vaccines, our study also reveals a few grey areas, especially linked to collective ‘mythology’ and popular misapprehensions. Attitudes to the choice of a vaccine reflect, and depend on, education, communication and other factors playing a significant social role.
Women claim they understand vaccines better than men do; their main sources of information are doctors and hospitals.
Noticeably, some groups in our society continue to harbour doubts about the efficacy of vaccines. These doubts affect primarily those vaccines (measles, mumps, rubella, polio) whose beneficial application has somehow faded into the background of its very success.

Keywords: vaccination perception, public understanding of science, social perception of risk, risk and trust attitudes, collective imagination.

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Tredici anni di monitoraggio degli uccelli nidificanti diffusi in Ticino

Roberto Lardelli, Hans Schmid e Niklaus Zbinden
Stazione ornitologica svizzera, CH – 6204 Sempach

Riassunto:

Vengono presentati i risultati dei primi tredici anni del monitoraggio degli uccelli diffusi in Svizzera (MHB). Il progetto ha avuto una fase pilota in Ticino (1997-1998) ed è stato esteso dal 1999 a tutto il territorio nazionale. In Svizzera sono state accertate 123 specie/sottospecie di cui 89 con tendenza statisticamente significativa: 47 +, 32 =, 10 –, in Ticino 48 (22 +, 18 =, 8 –), sul Versante nord delle Alpi 69 (32 +, 27 =, 10 –). Le specie nidificanti nel bosco hanno un trend positivo nelle tre regioni considerate (Ticino, Svizzera, Versante nord delle Alpi), quelle delle regioni agricole segnano invece un trend stabile in Ticino e negativo in Svizzera. Allodola, Merlo dal collare e Stiaccino (specie prioritarie per una conservazione mirata in Svizzera) hanno presentato lo stesso andamento negativo in Ticino e nell’intera Svizzera. In allegato vengono presentate le linee di tendenza delle 48 specie con andamento statisticamente significativo in Ticino (1997–2009, 1999–2009) confrontate con quelle per la Svizzera (1999–2009) e del Versante nord delle Alpi.

Thirteen years of monitoring Common Breeding Birds in Ticino

Abstract:

In 1999, the project Monitoring Common Breeding Birds in Switzerland (MHB) was launched. The project was preceded by a pilot phase in Ticino (1997–1998). Here, we present the results for the 13 years the project has been running in Ticino, and for the period 1999–2009 in comparison to the results for the whole of Switzerland and for the biogeographic region «Northern Alps». In Switzerland, 123 species were recorded. For 89 of them statistically significant trends could be calculated and classified as follows: 47 species with positive trends (+), 32 stable (=), 10 with negative trends (–). In Ticino 48 species could be classified (22 +, 18 =, 8 –), in the region Northern Alps 69: (32 +, 27 =, 10 –). Species breeding in forests showed a positive global trend in Switzerland as well as in Ticino and the Northern Alps). In contrast, farmland species declined in Switzerland but showed no trend in Ticino. Skylark, Whinchat and Ring Ouzel, all classified as species of national conservation concern in Switzerland, showed an equally negative trend in the whole of Switzerland and in Ticino. The annex lists 48 species with statistically significant trends in Ticino (1997–2009, 1999–2009) compared with those for Switzerland (1999–2009) and the Northern Alps.

Keywords: Monitoring, common breeding birds, Ticino, Switzerland.


 

Patrimonio pomologico ticinese.
Il melo (Malus domestica Borkhausen, 1803): cenni storici, etnobotanici e inventario
delle cultivar della Capriasca

Giulia Poretti, Muriel Hendrichs, Fulvio Gianinazzi, Paolo Piattini, Elia Stampanoni e Nicola Schoenenberger

Gruppo ProFrutteti di Capriasca Ambiente, CH–6950 Tesserete, www.capriascambiente.ch

Riassunto:

Allo scopo di individuare e di descrivere le vecchie varietà di meli degni di conservazione, il gruppo di lavoro ProFrutteti ha realizzato un inventario sul terreno in val Capriasca (Cantone Ticino, Svizzera), raccogliendo anche le testimonianze orali d’informatori della regione ed esaminando i materiali scritti d’epoca. Nell’ambito dell’inventario, un esempio unico in Ticino, sono state studiate in dettaglio 50 varietà di mele differenti, di cui 20 classiche e 30 sconosciute, in quanto non ancora descritte nella letteratura scientifica. Basandosi anche su precedenti studi, si stima a 140 il numero di varietà ancora presenti in questa regione. Le varietà della Capriasca degne di protezione sono già state riprodotte e integrate nelle collezioni della rete nazionale dei frutteti di conservazione, per garantire in maniera duratura la sopravvivenza di queste risorse fitogenetiche. In quest’articolo sono dapprima presentati la storia, gli usi e le tradizioni legati alla mela nel Canton Ticino, per poi illustrare i principali risultati dell’inventario delle cultivar di mele della Capriasca. Pomological heritage of the Canton Ticino.

The apple tree (Malus domestica Borkhausen, 1803):
historical and ethnobotanical outline and inventory of the cultivar in the Capriasca region

Abstract:

In order to identify and describe conservation–worthy ancient apple varieties, a field inventory has been realised by the working group ProFrutteti in the area of the Capriasca valley (Canton Ticino, Switzerland), which includes ethnobotanical interviews with native informants and the examination of historical written sources. The inventory in the Capriasca region is a unique example in Ticino. During the inventory 50 different apple varieties have been analysed in detail, encompassing 20 classic and 30 unknown varieties, i.e. not yet described in the scientific literature. Considering also data of previous studies, the current presence in this region of about 140 apple varieties is estimated. Conservation–worthy varieties from the Capriasca region have already been multiplied and included in living collections of the Swiss national network of conservation orchards in order to guarantee long–term conservation of plant genetic resources. History, uses and traditions related to the apple in the Canton Ticino, and the main results of the inventory of the apple varieties in the Capriasca region are presented here.

Keywords:
pomological inventory; conservation–worthy apple varieties; plant genetic resources; Capriasca region.


 

Indagine sulle chirotterocenosi silvicole che trovano rifugio nei boschi
delle Bolle di Magadino (Cantone Ticino, Svizzera)

Marzia Mattei-Roesli e Tiziano Maddalena

Centro protezione chirotteri Ticino, CH–6714 Semione

Riassunto:

Per raccogliere alcune informazioni preliminari sull’importanza dei boschi della riserva delle Bolle di Magadino quali rifugi per i chirotteri, tra il 2005 e il 2009 sono state affisse 80 cassette-nido per pipistrelli all’interno di 6 tipologie forestali diverse. Le cassette sono state controllate due volte l’anno, in primavera e in autunno. Durante i 5 anni di studio sono state osservate 6 specie di pipistrelli (961 individui), 4 delle quali considerate migratrici. Tra tutte le specie osservate Pipistrellus pygmaeus e Nyctalus leisleri sono risultate dominanti. Il tasso di occupazione delle cassette variava in funzione della specie, della stagione e della tipologia forestale. Si sono rivelati particolarmente attrattivi i boschi caratterizzati da una struttura aperta, spesso accompagnata da una gestione a pascolo. Con valori medi del 34% in primavera e del 41% in autunno, i tassi di occupazione osservati sono tra i più elevati mai registrati nel Cantone Ticino. Il presente studio ha così permesso di mettere in evidenza l’importanza dei boschi delle Bolle di Magadino per la conservazione delle chirotterocenosi silvicole e in particolare delle specie migratrici, che qui trovano importanti siti di accoppiamento e di stop–over prima e dopo il passaggio delle Alpi. Più in generale è stata confermata la grande importanza per i pipistrelli dei boschi planiziali maturi e aperti, soprattutto di quelli del Piano di Magadino e del Locarnese.

Tree–dwelling bats roosting in the forests of the Bolle di Magadino (Canton Ticino, Switzerland)

Abstract:

To get some preliminary information on the importance of the forests of the nature reserve Bolle di Magadino, 80 bat boxes were hung in 6 different woods between 2005 and 2009. They were checked twice a year – in spring and autumn. During the 5 study years 6 bat species were observed (961 individuals), 4 of them considered migrating. Among all observed species Pipistrellus pygmaeus and Nyctalus leisleri were dominant. The occupancy of the boxes varied in function of species, time of the year and forest composition. Most attractive were open forests, often the ones characterized by cattle grazing. With a mean of 34% of the boxes used by bats in spring and 41% in autumn, the occupancy was among the highest ever observed in Ticino Canton. This study sheds some light on the importance of the forests of the Bolle di Magadino for tree–dwelling bats and in particular for the migrating species, to which the nature reserve offers important mating and stop–over sites before and after crossing the Alps. More in general, the study confirmed the importance for bats of aged open forest stands situated in the planes, especially in the regions of Piano di Magadino and Locarnese.

Keywords: bat boxes, Pipistrellus pygmaeus, Nyctalus leisleri, forest management.


 

Segnalazione nel Cantone Ticino (Svizzera) di Myotis capaccinii (Chiroptera, Vespertilionidae),
un pipistrello considerato estinto in Svizzera da 100 anni

Marzia Mattei-Roesli1, Martin K. Obrist2, Annie Ehrenbold3 e Fabio Bontadina3

  1. Centro protezione chirotteri Ticino, CH–6714 Semione
  2. Istituto Federale di Ricerca WSL, Unità di ricerca Biodiversità e Biologia della Conservazione,Zürcherstrasse 111, CH–8903 Birmensdorf
  3. SWILD, ecologica urbana e ricerca sulla fauna selvatica, Wuhrstrasse 12, CH–8003 Zurigo

Riassunto:

Myotis capaccinii (Bonaparte, 1837), una delle specie di pipistrello europee maggiormente minacciate, era considerato estinto in Svizzera. Alcuni nuovi ritrovamenti nella vicina Italia hanno però reso necessaria una rivalutazione del suo statuto. Nell’ambito del progetto BDM–CH, durante l’estate 2010 sono quindi state effettuate due notti di registrazione delle emissioni bioacustiche sul bacino svizzero del Lago Maggiore. I richiami registrati sono stati confrontati con campioni di referenza derivanti da una colonia di M. capaccinii presente in Nord Italia (emissioni di due specie: M. capaccinii e M. daubentoni) e con richiami registrati a Nord delle Alpi, sul Lago dei Quattro Cantoni a Lucerna (solo emissioni di M. daubentoni, M. capaccinii è assente al Nord delle Alpi). L’analisi, basata non sulle singole emissioni ultrasonore ma sulla comparazione delle differenze tra emissioni di referenza ed emissioni registrate sulla parte elvetica del Lago Maggiore, ha permesso di segnalare la presenza di M. capaccinii in Svizzera. Tale segnalazione di presenza attraverso il monitoraggio bioacustico rende necessario raccogliere al più presto informazioni supplementari sullo statuto delle popolazioni di M. capaccinii e induce a promuovere una strategia di protezione specifica.

Signs of the extinct bat Myotis capaccinii (Chiroptera, Vespertilionidae)
in Canton Ticino, Switzerland, after a century

Abstract:

The long-fingered bat Myotis capaccinii (Bonaparte, 1837), one of the most endangered bat species in Europe, was classified as extinct in Switzerland. New records of this species in the adjacent Italy called for a re-evaluation of the status. During summer 2010, as part of the Swiss biodiversity monitoring (BDM–CH), we performed a bioacoustic monitoring along transects on the Swiss side of Lake Maggiore. The recorded call sequences were compared to reference sequences collected near a colony of M. capaccinii in Italy (calls of M. capaccinii and M. daubentoni) and to recordings from Lake Lucerne in Northern Switzerland where only M. daubentoni exists. Comparative analysis, based not on single calls but on differential histograms between the reference calls and calls recorded on the Swiss part of Lake Maggiore, revealed evidence of the current presence of M. capaccinii in Switzerland. These new bioacoustic records of M. capaccinii make the collection of further information and the elaboration of a species-specific conservation program a priority.

Keywords: bioacoustics, species extinction, rare species, conservation.

 

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