Bollettino 97

Volume 97, 2009

T. Maddalena et al.La situazione della puzzola (Mustela putorisus Linnaeus, 1758) nel Cantone Ticino (Svizzera)

T. Maddalena et al. - Inventario dei gamberi d’acqua dolce del Cantone Ticino (Svizzera)

A. E. Conelli – Monitoraggio della Biscia tassellata, Natrix tessellata (Laurenti, 1768) nel Cantone Ticino (Svizzera)

A. Casale et al. - Micro–Imenotteri del suolo della Svizzera cisalpina (Ticino, Moesano) (Hymenoptera: Diapriidae, Megaspilidae, Ceraphronidae, Scelionidae, Platygasteridae)

D. Gobbin et al. – La peronospora della vite: l’insidia che si nasconde nel terreno del vigneto

S. Stähli et al. - Difillobotriosi (zoonosi causata da parassiti del genere Diphyllobothrium, Cobbold 1858): applicazione di metodi molecolari a scopo diagnostico

C. Scapozza – Contributo dei metodi termici alla prospezione del permafrost montano: esempi dal massiccio della Cima di Gana Bianca (Val Blenio, Svizzera)

B. W. Hale et. al. - Condizioni e tendenze della qualità dell’acqua nel Laghetto di Muzzano, Svizzera


La situazione della puzzola (Mustela putorius Linnaeus, 1758) nel Cantone Ticino (Svizzera)

Tiziano Maddalena1, Paul Marchesi, Mirko Zanini, Damiano Torriani2

  1. Maddalena & associati sagl, CH-6672 Gordevio
  2. DROSERA SA, Rue Barman 9a, CH-1890 St-Maurice

Riassunto: Le informazioni storiche disponibili sulla Puzzola (Mustela putorius) nel Cantone Ticino non sono particolarmente precise, ma indicano chiaramente che fino all’inizio del XX° secolo era una specie abbastanza diffusa. Le ultime osservazioni certe risalgono agli inizi degli anni ’70. La sua attuale presenza sul territorio cantonale è quindi incerta e per verificare il suo attuale statuto è stata condotta una campagna di ricerca mirata utilizzando la tecnica della trappola a passaggio (tracking-plats). Questa tecnica permette, attraverso lo studio delle impronte, la determinazione delle varie specie che entrano in contatto con la trappola. Sono così state posate per 9 settimane 21 trappole a passaggio in 5 diverse aree del Ticino meridionale ritenute potenzialmente favorevoli alla specie, per un totale complessivo di 1’323 notti-trappola. È così stato possibile determinare una serie di specie faunistiche ma nessuna impronta si è rivelata appartenere alla puzzola. Alla luce dei risultati del campionamento svolto e considerando l’assenza di osservazioni negli ultimi trent’anni, riteniamo ragionevole concludere che attualmente la puzzola sia assente dal Cantone Ticino. Tra le ipotesi più probabili di questa scomparsa figura l’eccessiva frammentazione del territorio e la perdita di habitat favorevoli, soprattutto nelle regioni collinari dove la pressione antropica è maggiore. Non è escluso che in futuro la puzzola possa ritornare nel Cantone Ticino, visto che è ancora presente in regioni italiane limitrofe.

Situation of the European polecat (Mustela putorius Linnaeus, 1758) in Canton Ticino (Switzerland)

Abstract: Historical information on the presence of European polecat (Mustela putorius) in Canton Ticino are not particularly precise, but they clearly indicate that up to the early 20th century it was quite diffused. The last reliable observations go back to the early 1970ies. Therefore, its actual diffusion in Canton Ticino is uncertain. In order to verify the status a research campaign was arranged using the technique of the tracking-plats. This technique allows, through identification of footprints, for the determination of the species that enter in contact with the trap. 21 tracking-plats have been exposed during 9 weeks in 5 different areas in southern Ticino, for a total of 1’323 trap-nights. Although it has been possible to determine the presence of different species, no prints belonging to polecat were identified. This result and the absence of observations in the last 30 years indicate strongly that currently the polecat is absent from Canton Ticino. Among the most probable hypotheses explaining its extinction figure excessive fragmentation of the territory and loss of favourable habitats, especially in the hilly regions where human pressure is strong. Still present in Italian border regions, a return of the polecat in Canton Ticino cannot be excluded.

Key words: tracking-plats, demography, conservation, mustelids


Inventario dei gamberi d’acqua dolce del Cantone Ticino (Svizzera)

Tiziano Maddalena1, Mirko Zanini1, Damiano Torriani1,

Paul Marchesi2, Beatrice Jann3, Luca Paltrinieri4

  1. Maddalena & associati sagl, CH-6672 Gordevio
  2. DROSERA SA, Rue Barman 9a, CH-1890 St-Maurice
  3. Via Nolgio 3, CH-6900 Massagno
  4. Via Aprica 30, CH-6900 Lugano

Riassunto: L’inventario dei gamberi d’acqua dolce del Cantone Ticino – realizzato tra il 1997 e il 2007 tramite ricerche visive diurne e notturne e catture con nasse – ha permesso di definire l’attuale distribuzione delle popolazioni di gambero dai piedi bianchi (Austropotamobius pallipes). Quest’unica specie di gambero autoctona è stata censita in 48 stazioni. Le regioni più interessanti sono il Piano di Magadino e il Mendrisiotto. Rispetto ai dati storici si osserva la scomparsa di 20 popolazioni. Per esempio nel Locarnese nessuna delle popolazioni un tempo presenti ha potuto essere riconfermata. Lo studio presenta le maggiori minacce alla fauna astacicola indigena e evidenzia le popolazioni principali che potrebbero venir utilizzate come serbatorio per progetti di reintroduzione della specie. Per quanto riguarda le specie alloctone, si segnala la presenza massiccia del gambero americano (Orconectes limosus) nel lago Ceresio e in alcuni tratti dei principali corsi d’acqua ad esso associati. Un’osservazione di gambero da segnale (Pacifastacus leniusculus) e due osservazioni di gambero di fiume turco (Astacus leptodactylus) sono pure state documentate.

L’elaborazione di un piano di azione cantonale per i gamberi che permetta l’applicazione concreta delle raccomandazioni formulate anche a livello federale si rivela particolarmente urgente.

 

Inventory of the sweetwater crayfish of Canton Ticino (Switzerland)

Abstract: Between 1997 and 1999 the actual distribution of the white-clawed crayfish (Austropotamobius pallipes) in Canton Ticino was defined thanks to an inventory of the sweetwater crayfish. This unique autochthonous species could be observed or trapped in 48 localities. However, the disappearance of 20 historic populations could be documented as well. It is most abundant in the regions of Piano di Magadino and Mendrisiotto whereas it has completely disappeared from the region of Locarno. Source populations for possible projects of species reintroduction are identified, as well as the principal threats to the existing populations. With regard to allochthonous species, big populations of Orconectes limosus were observed in Lake Ceresio and some connected rivers. A single individual of Pacifastacus leniusculus and two observations of Astacus leptodactylus could also be documented. For the conservation of the white-clawed crayfish the elaborations of a cantonal action plan including the recommendations elaborated at federal level is now of high priority.

Key words: Austropotamobius pallipes, Orconectes limosus, distribution, demography.


Monitoraggio della Biscia tassellata, Natrix tessellata (Laurenti, 1768) nel Cantone Ticino (Svizzera).

Alberto E. Conelli1, Marco Nembrini1, Konrad Mebert2, Benedikt R. Schmidt3,4

  1. Oikos 2000 Consulenza ambientale e ingegneria ambientale Sagl., CH-6513 Monte Carasso (TI-Svizzera)
  2. Alte Obfelderstrasse 44, CH-8910 Affoltern am Albis (Svizzera)
  3. Zoologisches Institut, Universität Zürich, Winterthurerstrasse 190, 8057 Zürich (Svizzera)
  4. KARCH, Passage Maximilien-de-Meuron 6, 2000 Neuchâtel (Svizzera)

Riassunto: Sulla base dei dati raccolti durante due anni di monitoraggio abbiamo valutato la distribuzione attuale delle popolazioni ticinesi di Biscia tassellata (Natrix tessellata). La valutazione è stata effettuata tenendo conto del fatto che il mancato rilevamento della specie sul campo non indica necessariamente una sua assenza: infatti, grazie ad un modello basato su un approccio di tipo mark-recapture, abbiamo calcolato la probabilità di rilevamento, che risulta pari al 61.2% (± 6.8%), e la proporzione di siti occupati, pari al 78.0% (± 7.9%) dei siti conosciuti. Localmente, alcune piccole popolazioni situate lungo corsi d’acqua secondari appaiono soggette a dinamiche di regressione o estinzione, probabilmente in seguito al deterioramento della qualità degli habitat. Al contrario, le popolazioni che si trovano sulle rive dei laghi (Verbano e Ceresio) e sui corsi d’acqua principali (Ticino, Brenno, Maggia, Vedeggio e Tresa) sono ben distribuite sul territorio e caratterizzate da effettivi localmente abbondanti. La situazione è dunque da considerare sostanzialmente stabile. Lo statuto di specie minacciata secondo la Lista Rossa è tuttavia pienamente giustificato per N. tessellata, soprattutto considerate l’esiguità dell’area occupata a livello svizzero e la fragilità degli ambienti acquatici ai quali essa è strettamente legata. I dati raccolti in questo studio saranno utilizzati per l’allestimento di un piano d’azione specifico per la conservazione delle popolazioni di N. tessellata in Ticino.

Monitoring of Dice Snakes, Natrix tessellata

(

Laurenti, 1768), in the Canton of Ticino, Switzerland

Abstract: Based on two years of field work, we surveyed the distribution of Dice Snakes (Natrix tessellata) populations in the Canton of Ticino (Switzerland). Imperfect detection has been taken into account in order to avoid underestimation of the species range: we therefore used a model based on a mark-recapture-like approach to estimate detection probability, which is 61.2% (± 6.8%), and site occupancy, which is 78.0% (± 7.9%). We observed local declines or extinctions of some small populations inhabiting secondary streams, apparently because of the habitat deterioration. However, populations located along lakes (Ceresio, Verbano) and main rivers (Ticino, Brenno, Maggia, Vedeggio and Tresa) are widely distributed and show rather high densities. Therefore, the status of N. tessellata in Ticino should be considered as stable. The endangered status reported by the Swiss Red List for these species is adequate because of the small area occupied at national level and vulnerability of freshwater ecosystems. A specific action plan in favour of the conservation of Dice Snakes populations in Ticino, Switzerland, will now be based on the collected data.

Key words Dice Snake, Natrix tessellata, distribution, site occupancy, detection probability, monitoring


Micro – Imenotteri del suolo della Svizzera cisalpina (Ticino, Moesano)

(Hymenoptera: Diapriidae, Megaspilidae, Ceraphronidae, Scelionidae, Platygasteridae)

Achille Casale1, Alessandro Focarile2

  1. Dipartimento di Zoologia e Genetica Evoluzionistica, Università di Sassari, Via Muroni 25,I – 07100 Sassari
  2. Laboratorio di Ecologia Forestale e Alpina, Canton Uri 12, CH – 6760 Faido

Riassunto: Numerose specie di Hymenoptera di piccole dimensioni frequentano regolarmente la lettiera, l’humus e il suolo, di norma come parassitoidi di Diptera o altri Insetti fitofaghi, predatori, saprobi o necrofaghi. Nel presente contributo, gli autori espongono il risultato di raccolte pluriennali condotte in un’area alpina della Svizzera meridionale (Ticino, Moesano) da uno di essi (A.F.). L’elenco allegato, di 30 specie identificate a livello specifico o generico appartenenti alle famiglie Diapriidae, Megaspilidae, Ceraphronidae, Scelionidae, Platygastridae, rappresenta un contributo alla conoscenza di questi insetti di grande interesse, la cui distribuzione è ancora assai poco conosciuta a livello globale, e in gran parte inedita nell’area considerata.

 Small sized soil dweller Hymenoptera of the Southern Switzerland

(Hymenoptera: Diapriidae, Megaspilidae, Ceraphronidae, Scelionidae, Platygastridae).

Abstract: Several small sized species of Hymenoptera are regularly inhabiting in forest litter, humus and soil, as parasitoid of Diptera or other phytophagous, predaceous, saprophagous, or necrophagous insects. In the present contribution, the authors present the results of field researches carried out since several years by one of them (A.F.) in an alpine area of Southern Switzerland (Tessin, Moesano). The annexed checklist, of 30 species of the families Diapriidae, Megaspilidae, Ceraphronidae, Scelionidae, Platygastridae, is a contribution to the knowledge of these interesting insects, the distribution of which is still scarcely known at world level, and mostly new for the investigated area.

Keywords: Hymenoptera, Diapriidae, Megaspilidae, Ceraphronidae, Scelionidae, Platygastridae, Southern Switzerland.


La peronospora della vite: l’insidia che si nasconde nel terreno del vigneto

Davide Gobbin1, Mauro Jermini2, Caterina Matasci1, Ilaria Pertot3 e Cesare Gessler1

  1. IBZ, Patologia vegetale, Istituto delle scienze delle piante, Politecnico federale di Zurigo,  Universitätstrasse 2, CH-8092 Zurigo
  2. Agroscope ACW, Centro di Cadenazzo, CH-6594 Contone
  3. Fondazione E. Mach, Istituto Agrario di San Michele a/A, Via E. Mach 1, I-38010 San Michele a/A (TN)

Riassunto: Per mezzo dell’analisi con microsatelliti sono state riviste e corrette le speculazioni fatte in passato sul ciclo epidemiologico di della Plasmopara viticola, l’agente causale della peronospora della vite. Nuove conclusioni sono state tratte monitorando più di 50 epidemie in Europa, tra cui quattro in Ticino. In quest’ultima regione, dove la peronospora è ritenuta la malattia della vite più pericolosa e diffusa, la malattia si sviluppa a partire da numerosissime infezioni primarie distribuite su tutto l’arco dell’epidemia e non, come si speculava, da rare infezioni limitate a un breve periodo di tempo. Si è visto che le infezioni secondarie rivestono invece un ruolo particolarmente importante solo a livello della singola vite o di viti adiacenti ma raramente a livello dell’intera parcella. Queste conoscenze permettono di ottimizzare le strategie di lotta, suggerendo trattamenti a inizio stagione per rimuovere i genotipi più aggressivi e nel contempo promuovendo la rimozione dei residui fogliari infetti a stagione conclusa per ridurre il carico di oospore le stagioni seguenti.

Abstract: By means of microsatellite analysis, the traditional speculations concerning the grapevine downy mildew epidemiological cycle were critically revisited. The disease was monitored throughout the grapevine vegetative season in 50 European vineyards, four of which were located in Ticino. Its causal agent, Plasmopara viticola, is ubiquitous in southern Swiss vineyards and it is considered as the most dangerous among grapevine pathogens. In Ticino it was shown that oosporic infections do not only play a main role at the initiation of the disease in May, as speculated in the past, but continue to occur throughout the epidemiological season. Clonal infections were shown to play a relevant role only at vine scale and rarely at vineyard scale, in sharp contrast to previous beliefs about the major importance of asexual inoculum. The importance of those findings consists in their value for designing disease control strategies: they promote both intensive treatments at season start, in order to remove the most aggressive genotypes, and also suggest leaf litter removal at the end of season, to reduce oosporic load the next year.

Key words: ciclo epidemiologico, microsatelliti, Peronospora, Plasmopara viticola, Vitis vinifera.


Contributo dei metodi termici alla prospezione del permafrost montano:

esempi dal massiccio della Cima di Gana Bianca (Val Blenio, Svizzera)

Cristian Scapozza

Istituto di Geografia dell’Università di Losanna (IGUL), Dorigny, 1015 Losanna

Riassunto: Due metodi termici di prospezione del permafrost montano (temperatura delle sorgenti e temperatura della superficie del suolo) sono stati applicati allo studio delle forme periglaciali del massiccio della Cima di Gana Bianca, nelle Alpi Ticinesi orientali (Val Blenio, Ticino, Svizzera). L’analisi statistica delle caratteristiche fisico-chimiche di 38 sorgenti, ha permesso di differenziare le acque secondo la forma geomorfologica. In base alle relazioni tra l’altitudine e la temperatura è stato calcolato il limite inferiore del permafrost rappresentativo per i quadranti settentrionali: esso si situa verso 2400 m slm per il permafrost probabile e verso 2320 m slm per il permafrost possibile. I risultati del primo anno di monitoraggio delle temperature della superficie del suolo, hanno permesso di confermare la ripartizione del permafrost dedotta grazie alla prospezione geofisica. Per quel che concerne il regime termico delle forme geomorfologiche studiate, per i rock glaciers, la presenza/assenza di permafrost è dettata essenzialmente da un regime termico conduttivo che riflette le condizioni topoclimatiche del sito. Per quel che concerne le falde di detrito, la ridistribuzione della neve per le valanghe, l’aumento di granulometria dei granuli verso valle e la ventilazione ascendente sembrano essere, per il momento, i processi principali che ne determinano la ripartizione del permafrost.

Contribution of thermal methods to the prospecting of mountain permafrost:

examples from the Cima di Gana Bianca massif (Blenio Valley, Switzerland)

Abstract: Two thermal methods for the prospecting of mountain permafrost (spring temperature and ground surface temperature) have been applied to study the periglacial landforms of the Cima di Gana Bianca massif, in the Eastern Ticino Alps (Blenio Valley, Tessin, Switzerland). The statistical analysis of the physical and chemical characteristics of 38 springs has allowed to differentiate waters according to the geomorphological landform. On the base of the relations between altitude and temperature, the lower limit of permafrost has been calculated for the northern orientations: it is situated toward 2400 m asl for probable permafrost and toward 2320 m asl for possible permafrost. The results of the first year of ground surface temperature monitoring have allowed to confirm the permafrost distribution inferred by geophysical prospecting. Concerning the thermal regime of the studied landforms, for the rockglaciers, the presence/absence of permafrost results essentially of a conductive thermal regime, that reflects the topographical and climatological conditions of the site. Concerning the talus slopes, the redistribution of snow by avalanches, the increase of grain size downslope and the chimney effect could be at this moment the main processes that determine the permafrost distribution within these landforms.

Key words: permafrost monitoring, GST, thermal regime, rockglacier, talus slope.


Condizioni e tendenze della qualità dell’acqua nel Laghetto di Muzzano, Svizzera

Brack W. Hale1, Kyle J. Hartman1, and Nicola Schoenenberger2

  1. Department of Math and Natural Sciences, Franklin University Switzerland, 6924 Sorengo
  2. ProNatura Ticino, 6500 Bellinzona

Riassunto: I piccoli laghi poco profondi sono particolarmente vulnerabili all’eutrofizzazione poiché le loro acque si rimescolano molto più facilmente di quelle dei laghi più profondi. Il Laghetto di Muzzano ha una storia ben documentata di immissione di sostanze nutritive e di eutrofizzazione. Il presente studio esamina i cambiamenti nella qualità dell’acqua sull’arco di una stagione vegetativa per determinare la situazione attuale in relazione alle sostanze nutritive e il ruolo della stratificazione delle acque nel loro bilancio. Sono stati trovati livelli elevati di nutrimenti, specialmente fosforo, nelle acque profonde quando il lago era stratificato dal punto di vista sia chimico che termico.

La correlazione forte fra ortofosfato e ferro nell’ipolimnio indica che gran parte del fosforo deriva dal carico interno. Durante i campionamenti si sono verificati diversi eventi di circolazione delle acque i quali hanno contribuito a supplementari fioriture algali durante tutta l’estate e all’inizio dell’autunno. Data l’importanza dei carichi interi del laghetto si ipotizza che misure per invertire l’eutrofizzazione mostreranno degli effetti solo a medio-lungo termine e che in primo luogo dovrebbero venir fortemente ridotti i carichi esterni.

Water quality status and trends in the Laghetto di Muzzano, Switzerland

Abstract: Small shallow lakes are particularly vulnerable to cultural eutrophication as they mix much more readily than do deeper lakes. The Laghetto di Muzzano is a lake with a well-documented history of anthropogenic nutrient loading and eutrophication. This study examined the trends in water quality over the course of a growing season to determine the current nutrient status of the lake and the role of stratification in the nutrient budget. It found high levels of nutrients, particularly phosphorus in the bottom waters of the lake after the establishment of both chemical and thermal stratification. Much of the phosphorus appears to result from internal loading, judging from the strong correlation between orthophosphate and iron in the hypoliminion. Further, several mixing events occurred during the sampling period, which would feed additional algal blooms through the summer and early fall. The important role of internal loading in the Laghetto indicates that management actions to reverse eutrophication will take time and must first achieve a significant reduction in external loading.

Keywords: Laghetto di Muzzano, eutrophication, phosphorus, stratification, shallow lakes.

Logo STSN