Bollettino 96

Volume 96, 2008

Pag.
1 Marco Antognini
Ivano Sartori
Elisa Vescovi
Willy Tinner
Flora e fauna pleistoceniche e oloceniche provenienti da un importante scavo a Paradiso (Palazzo Mantegazza) 11
2
Christian Ambrosi
Tazio Strozzi
Studio di fenomeni franosi in Ticino: fotointerpretazione e analisi delle deformazioni con interferometria radar da satellite 19
3 Alessandro Focarile Leptusa kappenbergeri, nuova specie delle Alpi Lepontine e considerazioni sui paleo-endemiti faunistici di alta quota sulle Alpi. (Studi sulle Leptusa Kraatz, 7). (Coleoptera Staphylinidae) 29
4
Marzia Mattei-Roesli
Tiziano Maddalena
Kathi Märki
Fabio Bontadina
Approfondimento dell’ecologia del Serotino comune (Eptesicus serotinus Schreber, 1774) nel Cantone Ticino (Svizzera): ambienti di caccia e condizioni microclimatiche nei rifugi 37
5

Nicola Zimbelli
Marzia Mattei-Roesli
Marco Moretti

Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri, Chiroptera), regina delle selve castanili. Resoconto dopo 6 anni di monitoraggio di 200 cassette-nido 49
6 Marco Moretti
Anya Rossi–Pedruzzi
Patrik Krebs
Quanto hanno bruciato i prati magri nel Cantone Ticino negli ultimi 40 anni? 61
7 Ivo Ceschi La felce florida (Osmunda regalis L.) nel Cantone Ticino, Svizzera 71
8 Paolo Palmi Contributo alla determinazione di Leptidea reali Reissinger, 1990 (Lepidoptera Rhopalocera, Pieridae) 91
9 Raoul Manenti Caratteristiche ecologiche dei siti riproduttivi di Anfibi nelle aree prealpine 95

Flora e fauna pleistoceniche e oloceniche provenienti da un importante scavo a Paradiso (Palazzo Mantegazza)

Marco Antognini Museo cantonale di storia naturale, Viale Cattaneo 4, CH–6900 Lugano
Ivano Sartori Leoni Gysi Sartori SA, via alla Campagna 4, CH–6924 Sorengo
Elisa Vescovi Istituto di Scienze Botaniche dell’Università di Berna, Altenbergrain 21, CH–3013 Berna
Willy Tinner Istituto degli Ecosistemi Terrestri, Politecnico Federale di Zurigo, ETH, Universitätstrasse 22, CH–8092 Zurigo
Riassunto: Durante i lavori di scavo dei piani interrati di uno stabile a Paradiso sono stati rinvenuti numerosi reperti fossili a profondità comprese tra i 12 e i 20 metri al di sotto del piano campagna. Le specie identificate sono: Anodonta sp., Valvata piscinalis, Bos taurus e Cervus elaphus per quanto riguarda la fauna; Abies alba, Alnus sp., Corylus avellana, Quercus sp, Pinus sylvestris e Ulmus sp. per la flora. Tre datazioni con il metodo del radiocarbonio (14C) di due frammenti di legno e di un osso hanno fornito valori di 6’665 – 6’942 (Abies alba), 5’748 – 6’176 (Bos taurus) e 12’395 – 12’819 (legno indeterminato) anni BP rispettivamente (età calibrate, intervalli di confidenza 95%). Le date al radiocarbonio sono in buon accordo con i risultati paleobotanici (palinologia) ottenuti su tre campioni di limo, torba e creta lacustre provenienti dal medesimo scavo.

Pleistocene and Holocene Flora and Fauna from a big excavation at Paradiso (Palazzo Mantegazza)

Abstract: Fossil remains were discovered during the digging for a large foundation in Paradiso (close to Lugano, Switzerland) at depth between 12 and 20 meters below ground level. The identified species are: Anodonta sp., Valvata piscinalis, Bos taurus and Cervus elaphus for the Fauna and Abies alba, Alnus sp., Corylus avellana, Quercus sp., Pinus sylvestris e Ulmus sp. for the Flora. The radiocarbon (14C) dating on three samples (wood and bone) yielded age ranger of 6’665 – 6’942 (Abies alba), 5’748 – 6’176 (Bos taurus) and 12’395 – 12’819 (undetermined wood) yr BP respectively (calibrated ages). These ages are in good agreement with paleobotanical (palynology) results obtained from the analysis of three samples of silt, peat and lacustrine clay.

Keywords: radiocarbon, palynology, Pleistocene, Holocene, fossils, Ticino

Inizio pagina

Studio di fenomeni franosi in Ticino: fotointerpretazione e analisi delle deformazioni con interferometria radar da satellite

Christian Ambrosi SUPSI, Istituto Scienze della Terra CP 72, CH–6952 Canobbio
Tazio Strozzi GAMMA Remote Sensing, Worbstrasse 225, CH–3073 Gümligen
Riassunto: Il presente lavoro riguarda il confronto fra le misure di spostamento derivate dall’applicazione dell’interferometria radar da satellite e le carte dei fenomeni di dissesto del Cantone Ticino compilate mediante fotointerpretazione di immagini aeree tradizionali. Attraverso questo tipo di analisi è possibile stabilire lo stato di attività dei fenomeni franosi precedentemente individuati offrendo informazioni aggiuntive circa la cinematica del dissesto, l’ubicazione e l’area coinvolta. Tali risultati estesi su vasta scala portano un prezioso contributo all’analisi del pericolo da frana in aree dove non sono disponibili dati di spostamento ricavati mediante l’applicazione delle tradizionali tecniche di monitoraggio.

SAR Interferometric Point Target Analysis and interpretation of aerial photographs for landslides investigations in Ticino, Southern Switzerland

Abstract: In our analysis we combined information on landslide displacement from SAR Interferometric Point Target Analysis (IPTA) and sketch maps from aerial photography interpretation for the study of landslides in Ticino, Southern Switzerland. The results achieved with IPTA are attractive to complement aerial photographs interpretation for the estimation of the degree of activity of landslides over villages and in sparsely vegetated areas with numerous exposed rocks. On the other hand, over vegetated areas (forests and meadows) IPTA failed to retrieve displacement information.

Keywords: monitoring, SAR interferometry, landslides, aerial photointerpretation, Southern  Switzerland

Inizio pagina

Leptusa kappenbergeri, nuova specie delle Alpi Lepontine e considerazioni sui paleo-endemiti faunistici di alta quota sulle Alpi. (Studi sulle Leptusa Kraatz, 7). (Coleoptera Staphylinidae)

Alessandro Focarile Laboratorio di Ecologia Forestale e Alpina, Canton Uri 12, CH–6760 Faido
Riassunto: È descritta Leptusa kappenbergeri, nuova specie tassonomicamente molto isolata nell’ambito del vasto genere Leptusa Kraatz. Questa scoperta, effettuata a 2997 m slm sul Piz Bianch (versante Svizzero) nelle Alpi Lepontine del Cantone Grigioni, è una ulteriore conferma dell’esistenza di specie esteno–endemiche che, per il loro carattere di relitto, costituiscono le vestigia di arcaiche faune pre–quaternarie evolutesi in loco («fossili viventi») e che sono sopravvissute alle varie crisi climatiche del Quaternario, con le conosciute alternanze di periodi glaciali e interglaciali, questi ultimi mediamente più caldi rispetto all’epoca attuale. Viene tratteggiata una breve storia delle conoscenze sulle Leptusa alto–alpine scoperte fin dal 1861 oltre i 2800 m slm, e che presentano secondo le attuali conoscenze un excursus altitudinale fino a 3983 m slm. Vengono quindi avvalorate le opinioni di precedenti studiosi, secondo i quali le Leptusa, ed altri taxa di notevole significato scientifico e zoogeografico, rappresentano lo stock faunistico ancestrale che ha popolato le Alpi fin dal Terziario.Leptusa kappenbergeri nov.sp. is described.With some remarks on the faunistical palaeo–endemites of high altitude of the AlpsAbstract: The new microphthalmous, sub–apterous staphylinid is described from one male adult specimen taken at 2997 m asl at the top of Piz Bianch (Lepontian Alps, Canton Grisons, Switzerland). It has a taxonomically isolated position and it is the biggest taxon known to date from the Alps. The species can be considered a Tertiary relict, i.e. pertaining to the primeval faunistical stock inhabiting the Alps. A brief history of the Leptusa taxa discovered at high altitude is outlined. Some implications resulting from the discovery of this staphylinid in the interior regions of the Alps are mentioned, and some previous opinions on the matter are confirmed.Keywords: Leptusa, description nov.sp., steno–endemite, Grisons (Switzerland)Inizio pagina

Approfondimento dell’ecologia del Serotino comune (Eptesicus serotinus Schreber, 1774) nel Cantone Ticino (Svizzera): ambienti di caccia e condizioni microclimatiche nei rifugi

Marzia Mattei-Roesli e Tiziano Maddalena
Maddalena & associati Sagl, CH–6672 Gordevio
Kathi Märki e Fabio Bontadina
22 SWILD, Wuhrstrasse 12, CH–8003 Zurigo
Riassunto: Gli ambienti di caccia di Eptesicus serotinus, una specie di pipistrello fortemente minacciata a livello svizzero e la cui protezione in Ticino è prioritaria, sono stati investigati per il tramite di uno studio di radiotelemetria (n = 9) e sottoposti ad analisi di domanda–offerta. È stato così messo in evidenza lo stretto legame tra Eptesicus serotinus e la presenza di strutture verticali, come pure la predilezione della specie per ambienti aperti di tipo naturale o semi–naturale mentre, a differenza di quanto osservato nell’Europa settentrionale, vengono chiaramente evitati gli habitat maggiormente antropizzati. Pure sfruttati sono quei boschi che presentano una struttura a galleria o canyon oppure sono caratterizzati da popolamenti molto aperti. Il confronto delle condizioni microclimatiche presenti in 12 sottotetti ha messo in luce come le temperature sotto i tetti in piode, che alle nostre latitudini vengono privilegiati da Eptesicus serotinus, sono inferiori di ca. 2°C rispetto alle temperature misurate sotto i tetti in tegole e si aggirano in media attorno ai 25°C. Questa differenza è da imputare soprattutto all’assenza di temperature massime estreme (superiori ai 40°C) per i tetti in piode. I risultati scaturiti dallo studio sono stati utilizzati per l’allestimento di un piano d’azione specifico per la conservazione della specie nel Cantone Ticino.

Contribution to the ecology of the Serotine bat (Eptesicus serotinus, Schreber 1774) in Ticino
(Switzerland): foraging habitats and roost microclimate

Abstract: Eptesicus serotinus is an endangered species in Switzerland. In Canton Ticino it is considered as a bat of regional conservation concern. In order to develop a conservation action plan we investigated its roosting and habitat requirements in southern Switzerland. The foraging areas of 9 individuals were investigated by radiotracking and compared with available habitats. Eptesicus serotinus was found to be highly dependent on vertical vegetation structures. It was foraging most frequently in natural or semi–natural open habitats as well as in semi–open or well structured broadleafed forests where the canopy forms a tunnel or a canyon. The individuals never used more anthropogenic habitats, unlike the situation commonly described for northern Europe. A comparison of the microclimate in 12 roofs revealed a clear difference between a cover in tiles or stone slabs, the latter clearly preferred by Eptesicus serotinus in the southern part of Switzerland. The summer temperature measured underneath stone slab roofs is on average around 25°C, 2°C below the average value found under tiled roofs, mostly due to the absence of extremely high temperatures above 40°C.

Keywords: Chiroptera, radiotracking, habitat exploitation, roost temperature, conservation

Inizio pagina

Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri, Chiroptera), regina delle selve castanili. Resoconto dopo 6 anni di monitoraggio di 200 cassette-nido

Nicola Zimbelli 6937 Breno (Alto Malcantone)
Marzia Mattei-Roesli Centro protezione chirotteri Ticino, 6714 Semione
Marco Moretti Istituto federale di ricerca WSL, Ecosistemi Insubrici, Via Belsoggiorno 22, 6500 Bellinzona
Riassunto: 11 specie di pipistrelli delle 30 presenti in Svizzera si rifugiano negli alberi. Tuttavia le conoscenze su tali specie e sui loro rifugi restano assai scarse e frammentarie. Tra le formazioni forestali presenti nel Cantone Ticino (Svizzera), le selve castanili rappresentano un habitat potenzialmente interessante, data la presenza di vecchi e grossi alberi, ma la loro esistenza è minacciata dal progressivo abbandono della gestione. Nell’ambito del recupero di alcune selve nell’Alto Malcantone (sudovest del Cantone Ticino), tra il 1999 e il 2001 sono state appese 200 cassette-nido per pipistrelli distribuite in 7 selve (5 gestite, 2 abbandonate) allo scopo di investigare quali specie di pipistrelli erano presenti nella selve, studiarne i ritmi di occupazione e definire il valore naturalistico delle selve castanili in funzione della loro gestione. Al termine di 6 anni di indagini, 51 campagne di controllo e 9124 cassette controllate, sono state censite 4 specie di pipistrelli per un totale di 1684 individui. Lo studio ha mostrato che le selve dell’Alto Malcantone ospitano un’importante popolazione di Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri) che predilige in modo significativo le selve gestite rispetto a quelle abbandonate, scelta probabilmente dettata da fattori ambientali e sociali legati all’accessibilità e alla visibilità dei rifugi durante il periodo degli amori. Le selve castanili gestite assumono quindi un importante valore ecologico e una valenza internazionale nel ciclo biologico di questa specie migratrice protetta in Svizzera e in Europa. In futuro, la gestione delle selve castanili dovrà essere parte integrante del piano d’azione di questa specie minacciata.

Leisler’s bat (Nyctalus leisleri, Chiroptera), the queen of the chestnut orchards. Report after 6 years survey of 200 bat–boxes

Abstract: In Switzerland, 30 bat species have been registered up–to–date; 11 of them are tree dwellers, but little is known about their ecology and roost requirements. In the Canton Ticino (Southern Switzerland), chestnut orchards are a particular forest type that might be used by bats for roosting in ancient large chestnut trees. This particular open forest type originally was maintained by traditional man–activities and is now threatened by abandonment of traditional silvo-pastural activities. In the frame of a restoration program of chestnut orchards in the Alto Malcantone (Southwest Ticino) 200 bat–boxes were hung on large trees in 7 different orchards (5 managed, 2 abandoned) since 1999. The aims of the project were to find out which bat species live in chestnut orchards, to survey roost ctivities, and to identify the ecological value of chestnut orchards depending on their management. After 6 years of investigation (9124 controls of single bat-boxes in 51 survey campaigns) 1684 individuals from 4 bat species were controlled. Our results show that chestnut orchards in the Alto Malcantone host an important population of Leisler’s bat (Nyctalus leisleri), an endangered species in Switzerland and Europe. This species clearly prefers managed orchards. Environmental and social factors seem to play an important role for the preference of the open orchards by Leisler’s bats. Managed open orchards are in fact well accessible by flight and the mating roosts well visible to females during the mating period. Managed chestnut orchards have a high ecological value and are of international relevance as this

species is a migrating bat occupying chestnut orchards in autumn–winter and spring. In the future, management plan of chestnut orchards should be included in action plans for this endangered species.

Keywords: bat boxes, migration, old trees, fenology, bat–bands, transponders, forest management, chestnut orchard, Canton Ticino, Southern Switzerland

Inizio pagina

Quanto hanno bruciato i prati magri nel Cantone Ticino negli ultimi 40 anni?

Marco Moretti, Anya Rossi–Pedruzzi e Patrik Krebs
Istituto federale di ricerca WSL, Ecosistemi Insubrici, Via Belsoggiorno 22, 6500 Bellinzona
Riassunto: Studi paleoecologici e storici condotti nella Svizzera italiana hanno messo in evidenza l’utilizzo del fuoco intenzionale, sin dall’antichità, per creare prati e pascoli, e più tardi, quale mezzo integrativo della loro gestione. Conseguentemente al declino delle attività silvo-pastorali nel corso della seconda metà del Novecento, gli incendi sono, invece, divenuti piuttosto accidentali. Dal 1940 ad oggi, la superficie percorsa dal fuoco nel Cantone Ticino rappresenta il 90% dell’intera superficie bruciata a livello nazionale. Tali incendi sono prevalentemente boschivi, ma non risparmiano prati e pascoli, tra cui probabilmente anche prati magri. Ci siamo pertanto chiesti in che misura i prati e pascoli secchi inventariati del Cantone Ticino hanno subito incendi negli ultimi 40 anni. Abbiamo così sovrapposto la distribuzione dei 1714 terreni secchi di importanza cantonale (TS) e 97 prati e pascoli secchi d’importanza nazionale (PPS) con quella degli incendi dal 1969 al 2003. I risultati mostrano che il 14% di TS e il 23% di PPS hanno subito almeno un incendio negli ultimi 40 anni. Particolarmente toccate sono le superfici del Sottoceneri, esposte a sud e tra 800 e 1400 m slm, i prati secchi subcontinentali (99% della superficie bruciata) e i prati semisecchi con specie indicatrici di suolo secco(57%), soprattutto allo stadio d’abbandono (incolto). Se da un lato, meno di un quarto dei terreni, prati e pascoli secchi del Ticino sono stati toccati dal fuoco negli ultimi 40 anni, dall’altro, la lunga storia del fuoco nelle nostre regioni e la pratica dell’abbruciamento intenzionale come strumento pastorale profondamente ancorato nelle culture tradizionali, aprono interessanti ipotesi di ricerca sia dal profilo storico che ecologico-gestionale.

To what extent have dry meadows been burnt in Canton Ticino in the last 40 years?

Abstract: Paeloecological and historical studies conducted in Switzerland have demonstrated that intentional fire was used fin early times to create meadows and pastures, and was later used as an integral tool for their management. During the second half of the nineteenth century, fires were more often accidental as a consequence of the abandonment of the traditional silvo-pastoral activities. From 1940 until now, about 90% of the overall area in Switzerland that has been burnt is in the Canton Ticino. Fires in Southern Switzerland affect mainly forests although meadows and pastures are also involved. This background led us to question the extent to which dry meadows and pastures have been burnt in the Canton Ticino in the last 40 years. To answer this, we superimposed the distribution map of the 1714 dry meadows of regional relevance (TS) and 97 of national relevance (PPS) on the distribution map of the wildfires that occurred in the Canton Ticino between 1969 and 2003. The results showed that 4% of the TS and 23% of the PPS have burnt at least once in the last 40 years. The dry meadows most affected by fire were located in the Southern part of the Ticino (called Sottoceneri) on southern slopes, between 800 and 1400 m asl. They were classified as subcontinental dry meadows (99% of the overall burnt area) and partially dry meadows with indicator species of dry soil (57%), and were mostly at an abandoned stage (wild stage). Given the long fire history in the Southern slopes of the Swiss Alps, and the extensive use of intentional fire by the traditional farmers, the finding that less than one quarter of the dry meadows in the Canton Ticino have been affected by fire in the past 40 years opens interesting new questions and research hypotheses, from the historical, ecological, and management points of view.

Keywords: dry meadows, fire history, wildfires, pastoral fires, prescribe burning, management, land use change

Inizio pagina

La felce florida (Osmunda regalis L.) nel Cantone Ticino, Svizzera

Ivo Ceschi
Via Paiardi, CH–6592 Sant’Antonino
Riassunto: sul territorio del Cantone Ticino tra il 1970 e il 2007 sono state rinvenute 404 stazioni di felce florida (Osmunda regalis L.), una felce relativamente rara, caratteristica di una associazione forestale dominata dall’ontano nero (Alnus glutinosa L.) e dal frassino maggiore (Fraxinus excelsior L.) legata alla presenza di acqua e a un substrato siliceo. L’elevato numero di stazioni rilevate e riportate nell’elenco allegato ha permesso l’analisi dei dati stazionali più importanti come la quota, l’esposizione, la presenza di acqua e le condizioni di luminosità. Si è inoltre esaminata l’appartenenza fitosociologica giungendo alla conclusione che nella regione insubrica ticinese l’ambiente tipico della felce florida è un’associazione forestale denominata Osmundo-Fraxinetum prov. appartenente all’alleanza Alno-Fraxinion ossia ai boschi di ontano e frassino, che si distinguono chiaramente dall’Osmundo-Alnetum dell’alleanza Alnion glutinosae ossia dagli ontaneti su terreni paludosi (Bruchwälder), presenti nell’Europa occidentale e nelle Isole britanniche. Infine si suggeriscono alcune misure per la tutela di questa felce rara e del suo ambiente naturale.

The Royal Fern (Osmunda regalis L.) in the Canton Ticino, Switzerland

Abstract: the occurrence of 404 sites of Osmunda regalis L., the relatively rare Royal Fern, was recorded in the territory of the Canton Ticino (Switzerland), between 1970 and 2007. This fern is characteristic of a plant community dominated by alder (Alnus glutinosa L.) and ash tree (Fraxinus excelsior L.) growing in very moist conditions on acidic soils. The high number of recorded sites allowed the analysis of the main environmental factors affecting the occurrence of the fern such as elevation, aspect, water availability and light conditions. The vegetational relationship to similar plant communities was further examined and it was concluded that in the Insubric region of the Ticino, the typical natural habitat of Osmunda regalis L. is a woody plant community to be named Osmundo-Fraxinetum prov. belonging in the Alno-Fraxinion alliance, the alder-ash woods. This forest plant community differs from the closely related Osmundo-Alnetum of the Alnion glutinosae alliance, the alder woods on carr soils, that can be found in Western Europe and the British Isles. Some measures are suggested to preserve the Royal Fern and its rare habitats.

Keywords: Royal Fern, plant community, Osmundo–Alnetum, Osmundo–Fraxinetum prov., Alno–Fraxinion

Inizio pagina

Contributo alla determinazione di Leptidea reali Reissinger, 1990 (Lepidoptera Rhopalocera, Pieridae)

Via Europa 4, I-20057 Vedano al Lambro
Riassunto: L’articolo illustra alcune caratteristiche morfologiche nel disegno delle ali utili per la determinazione e distinzione tra Leptidea reali e Leptidea sinapis.

Contribution to the determination of Leptidea reali Reissinger, 1990

Abstract: The article shows some morphological characteristics in the wind markings useful to the determination and the distinction between Leptidea reali and Leptidea sinapis.

Keywords: Leptidea reali, Leptidea sinapis, morphological determination

Inizio pagina

Caratteristiche ecologiche dei siti riproduttivi di Anfibi nelle aree prealpine

Via San Lorenzo, 47 I–23884 Castello di Brianza (LC)
Riassunto: Questo articolo illustra i dati raccolti nel corso di una decennale ricerca i cui obiettivi principali sono stati quelli di caratterizzare i biotopi umidi utilizzati come siti riproduttivi da parte degli Anfibi in un’area prealpina, confrontandone le principali caratteristiche ecologiche (tipologia, stagionalità, origine artificiale o naturale, ambiente circostante) e l’utilizzo da parte delle diverse specie, e disporre di un elenco completo e aggiornato dei siti riproduttivi presenti nell’Area di Rilevanza ambientale «San Genesio – Colle Brianza» (Lombardia–Italia) nella quale non erano mai stati studiati prima di tale ricerca. Complessivamente in tale area, che si estende per circa 40 km2, sono stati rinvenuti 89 siti riproduttivi utilizzati da 9 specie di Anfibi, delle quali la più diffusa è Salamandra s. salamandra. La maggior parte dei siti rinvenuti è situata in ambiente boschivo, ma è di solito utilizzata per la riproduzione da solo una specie, mentre meno abbondanti sono i siti in aree agricole che però sono utilizzati da un numero maggiore di specie. Le preferenze delle specie più diffuse, quali S. s. salamandra, Rana temporaria e R. dalmatina, sono analizzate in dettaglio nel testo allo scopo di ampliare le conoscenze ecologiche a esse relative.

Ecological characteristics of Amphibians breeding sites in the Pre–Alpine areas

Abstract: This work shows the results of a ten–year research that had the purpose of describing damp biotopes used as breeding sites by amphibians in a Pre–Alpine area comparing their main ecological characteristics (typology, seasonality, natural or artificial origin, landscape features) and of obtaining the complete list of amphibians breeding sites in the area of environmental importance «San Genesio – Colle Brianza» (Lombardy – Italy) where they haven’t been studied before. In the whole in the area, that has a surface of 40 km2, 89 damp biotopes, used for breeding by 9 species of Amphibians, have been found. Salamandra s. salamandra is the more diffused taxon in the studied area. The biggest percentage of the damp biotopes is situated in wooded areas but houses often the reproduction of only one species, while the sites found in agricultural areas are less abundant but are used by more species. The preferences of the more diffused species, such as S. s. salamandra, Rana temporaria and R. dalmatina are described in detail in order to increase the knowledge about their ecology.

Keywords: herpetology, ecology, census, damp biotopes

Inizio pagina
Logo STSN