Bollettino 95

Volume 95, 2007

Pag.
1 S. Brugger
P. Fonti,
K. F. Kaiser,
M. Conedera
Effetto di un incendio di superficie sulla crescita di castagni e ontani neri sul versante sudalpino Svizzero 15
2
C. Bernasconi
Le formiche del gruppo Formica rufa (formiche dei boschi) al Sud delle Alpi svizzere (Ticino e Grigioni Italiano) 23
3 A. Focarile
A. Casale
Riflessioni sul concetto di «endemico» in Biogeografia, con particolare riguardo ad alcune specie di Coleotteri delle Alpi meridionali elvetiche (Insecta) nel Cantone Ticino (Svizzera) 33
4 A. E. Conelli
M. Nembrini
Studio radiotelemetrico dell’habitat della Biscia tassellata, Natrix tassellata (Laurenti, 1768) in tre popolazioni del Cantone Ticino (Svizzera) 45
5 R. Pierallini
M. Mattei–Roesli
Note sui rifugi e sulla distribuzione dei pipistrelli (Chiroptera) tipici dei solai negli edifici pubblici del Cantone Ticino (Svizzera) 55
6 G. Salvadè
A. Graf
M. Thüring
Previsione di frane superficiali dovute a precipitazioni intense –  un modello regionale 67
7 M. Antognini
F. Bianconi
Agli albori della geologia in Ticino: Déodat de Dolomieu e Carlos de Gimbernat in visita alla regione del Campolungo a inizio Ottocento 75
8 T. Strozzi
G. Valenti
Misura del movimento superficiale dei ghiacciai ticinesi con interferometria radar da satellite 85
9 M. Blant,
M. Moretti,
W. Tinner
R. Della Toffola
Nuove datazioni oloceniche di chirotteri rinvenuti presso la Grotta del Canalone (Monte Generoso, Cantone Ticino)

Effetto di un incendio di superficie sulla crescita di castagni e ontani neri sul versante sudalpino Svizzero

Sarah Brugger WSL Istituto Federale di Ricerca su Foresta, Neve e Paesaggio, Unità di ricerca Limiti degli ecosistemi e Istituto di Geografia dell’Università di Zurigo, Winterthurerstrasse 190, CH–8057 Zurich
Patrick Fonti WSL Istituto Federale di Ricerca su Foresta, Neve e Paesaggio, Unità di ricerca Scienze dendrocronologiche, Zürcherstrasse 111, CH–8903 Birmensdorf
Klaus F. Kaiser Istituto di Geografia dell’Università di Zurigo, Winterthurerstrasse 190, CH–8057 Zurich e WSL Istituto Federale di Ricerca su Foresta, Neve e Paesaggio, Unità di ricerca Scienze dendrocronologiche, Zürcherstrasse 111, CH–8903 Birmensdorf
Marco Conedera WSL Istituto Federale di Ricerca su Foresta, Neve e Paesaggio, Unità di ricerca Limiti degli ecosistemi
Riassunto: L’effetto del fuoco sulla crescita degli alberi è un aspetto poco conosciuto. In questo studio è stato eseguito un incendio sperimentale in un castagneto da frutto abbandonato, per poi analizzare la crescita diametrica post-incendio di esemplari di castagno (Castanea sativa) e di ontano nero (Alnus glutinosa). All’interno della superficie sperimentale il carico di lettiera è stato modulato in modo da simulare due intensità di fuoco superficiale: bassa e medio-bassa. Il passaggio del fuoco ha causato una riduzione dell’incremento in diametro degli alberi colpiti. Questo effetto è maggiore per l’ontano nero (specie sensibile agli incendi) rispetto al castagno (relativamente resistente) e negli alberi con ferite aperte rispetto a quelli intatti. Le riduzioni sono più evidenti nella parte del tronco rivolta a monte. L’analisi di dettaglio di altri possibili fattori di influenza quali il diametro dell’albero o il carico di combustibile offrono invece un quadro assai incerto. In generale i nostri risultati sembrano confermare l’eterogeneità degli effetti del fuoco all’interno di un’area bruciata e suggerire un ruolo predominante del tempo di permanenza delle temperature al di sopra delle soglie letali più che dei valori massimi assoluti raggiunti dalla termica.

Effects of a surface fire on tree ring growth in chestnut and alder trees in southern Switzerland

Abstract: Knowledge about how forest tree growth responds to fire is still incomplete. In this study we analysed the radial growth response of the chestnut tree (Castanea sativa) and the common alder (Alnus glutinosa) from a low to medium-intensity surface fire in the lowlands of the southern slope of the Swiss Alps. The experimental fire was designed in order to simulate two different fire intensities by manipulating the fuel load. Trees in the burnt area showed a reduced growth with respect to the control trees. The reduction was higher in the common alder, highlighting the fire–sensitivity of the species in comparison to chestnut. A more pronounced radial growth was observed on scarred trees and in the up–hill part of the stems. No clear relationship was found between diameter growth and other factors such as stem diameter and fuel load. Our results confirm the heterogeneity of fire effects in a forest stand. In addition, the residence time of the temperature above a lethal threshold seems to be more determinant for growth response than the absolute temperature of the fire front.

Keywords: Fire effects, dendroecology, radial growth, fire experiment, fuel load

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Le formiche del gruppo Formica rufa (formiche dei boschi) al Sud delle Alpi svizzere (Ticino e Grigioni Italiano)

Christian Bernasconi Université de Lausanne, Biophore, Département d’Ecologie et d’Evolution, CH–1015 Lausanne
Riassunto: Le formiche dei boschi (gruppo Formica rufa) sono protette dalla legge in Svizzera e in numerose nazioni europee. L’obiettivo di questo lavoro è quello di chiarire la distribuzione delle specie del gruppo F. rufa al Sud delle Alpi svizzere (Ticino e Grigioni italiano) e di fornire nuovi dati per la loro protezione.Durante lo studio sono stati catalogati 102 nuovi nidi e sono stati rideterminati 153 campioni raccolti durante il censimento del 1988. Delle sei specie appartenenti al gruppo F. rufa, quattro sono presenti nel territorio ispezionato. F. lugubris e F. paralugubris sono le più frequenti e convivono spesso nelle medesime località. F. pratensis e F. rufa, sebbene meno frequenti delle prime, non sembrano in pericolo. Al contrario, non sono state rinvenute popolazioni  di F. aquilonia né di F. polyctena. Queste specie sono probabilmente molto rare o addirittura assenti al Sud delle Alpi svizzere. In conclusione, un censimento regolare fornirebbe informazioni rilevanti sulla biologia e sulla distribuzione di queste formiche.

Wood ants (Formica rufa group) in the Southern Swiss Alps

Abstract: Because of their huge impact in forest ecosystems, wood ants (Formica rufa group) are protected in Switzerland and in many European countries. The aim of this work is to study the distribution of the F. rufa group species in the Southern Swiss Alps (Ticino and Grigioni) and to provide new data for species conservation.

During the study, 102 new nests were sampled and 153 nests collected in 1988 were reanalyzed. Results indicate that four of the six known species are present in the inspected region. F. lugubris and F. paralugubris are the more frequent and they often coexist in the same localities. F. rufa and F. pratensis are less abundant than F. lugubris and F. paralugubris but they do not seem to be endangered. On the contrary no nests of F. aquilonia, nor of  F. polyctena have been sampled. These two species are very rare or probably completely missing in the Southern Swiss Alps and further studies are necessary to better understand their distribution. In conclusion, a long-term monitoring is recommended, as it would provide essential information for the conservation of wood ant species.

Keywords: Formica rufa group, wood ants, distribution, conservation biology, Southern Swiss Alps.

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Riflessioni sul concetto di «endemico» in Biogeografia, con particolare riguardo ad alcune specie di Coleotteri delle Alpi meridionali elvetiche (Insecta)

Alessandro Focarile Laboratorio di Ecologia Forestale e Alpina, Canton Uri 12, CH – 6760 Faido
Achille Casale Dipartimento di Zoologia e Genetica Evoluzionistica, Università di Sassari, Via Muroni 25, I – 07100 Sassari
Riassunto: Secondo il significato generalmente accettato, i taxa endemici sono quelli che popolano attualmente, e unicamente, un’area geografica (e non politica) ben definita e ristretta, continentale oppure insulare. Il presente scritto esprime alcuni appunti critici sul contenuto di una recente lista (Roesli et al., 2005) riguardante 67 taxa di invertebrati (Molluschi e Artropodi) definiti come «endemici della Svizzera sudalpina (SESA)». Gli attuali confini politici tra Svizzera e Italia sono in gran parte del tutto artificiali, e non possono essere utilizzati per una definizione di specie endemica. La Natura, per fortuna, ignora totalmente le convenzioni umane. Per quanto riguarda i Coleotteri (nostro campo di indagine), gli autori citati elencano 37 specie. Di queste, mediante una dettagliata documentazione (anche cartografica), ben 31 (pari all’83.78% del totale) non risultano endemiche della Svizzera sudalpina nel senso di Roesli et al. (2005). Al contrario, molte presentano una distribuzione assai più ampia. Sono da considerare endemiche del settore in oggetto solo 6 specie. A queste sono da aggiungere lo Stafilinide Oxypoda besucheti Focarile 1982a, e 2 specie non appartenenti all’ordine dei Coleotteri, ignorate nel contributo suddetto: l’Imenottero Tentredinide Bavonia focarilei Pesarini, 2004, e il Lepidottero Satiride Erebia flavofasciata Heyne, 1895, che sconfina marginalmente nelle alte valli dell’Ossola.

The concept of «endemic» and «endemism» in Biogeography, particularly in regard of some Coleoptera of the Swiss southern Alps (Insecta)

Abstract: According to the glossary meaning generally accepted, «endemic taxa» are those inhabiting at present, and solely, a geographical (and not political) well defined and restricted area, continental or insular. The present paper contains some critical remarks about a recently published list (Roesli et al., 2005) concerning some 67 invertebrate taxa (Mollusca and Arthropoda) defined as «endemic of the southern Alps of Switzerland (SESA)». As concerns Coleoptera (our field of research), some 37 species are quoted. But, thanks to a detailed and up to date documentation, we demonstrate that as many as 31 species (83.78%!) are not endemic to the southern side of the Swiss Alps. On the contrary, many of these present a much wider range of distribution.

Actual political boundaries between Switzerland and Italy are quite artificial, and cannot be employed as geographical and natural boundaries of «endemic taxa». Luckily, the Nature ignores these human conventions. Seven species of Coleoptera, only, are to be considered as true endemic species, i.e. inhabiting the southern Alps of Switzerland: namely Trechus strasseri Ganglbauer, 1891, Trechus pochoni Jeannel, 1937, Leptusa fauciumredortae Scheerpeltz, 1972, Anommatus scherleri Dajoz, 1971, Anommatus besucheti Dajoz, 1973, Anommatus dentatus Dajoz, 1973. Furthermore, some taxa must be added to the list of the true endemic species to Southern Switzerland only: Oxypoda besucheti Focarile, 1982a (Coleoptera Staphylinidae), Bavonia focarilei Pesarini, 2004 (Hymenoptera Tenthredinidae), and Erebia flavofasciata Heyne, 1895 (Lepidoptera Satyridae), which marginally slides into the high Ossola valleys.

Keywords: Coleoptera, endemic species, critical remarks, Southern Switzerland.

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Studio radiotelemetrico dell’habitat della Biscia tassellata, Natrix tessellata (Laurenti, 1768)  in tre popolazioni del Cantone Ticino (Svizzera)

Alberto Ezio Conelli
Marco Nembrini
c/o Oikos 2000 – Consulenza ambientale Sagl., Er Puzzetascia 2, CH–6513 Monte Carasso
Riassunto: Nove femmine adulte di Natrix tessellata sono state seguite per un anno intero con l’ausilio della radiotelemetria. Sono stati selezionati tre siti di studio rappresentativi dell’habitat di questa specie nel Cantone Ticino: un ecosistema deltizio protetto (Bolle di Magadino), un ecosistema torrentizio semi–naturale (Arbedo) e un ecosistema lacustre con influenza antropica (Riva San Vitale). Gli animali studiati hanno frequentato esclusivamente ambienti situati nelle immediate vicinanze delle acque superficiali, con il 97% delle localizzazioni a meno di 20 metri di distanza dall’acqua. Gli elementi strutturali più utilizzati come nascondigli, siti di termoregolazione e di deposizione delle uova sono argini artificiali in blocchi e opere di sostegno analoghe in prossimità dell’acqua, con interstizi, copertura vegetale poco densa e buona esposizione. Sono invece stati evitati gli ambienti boschivi e le aste torrentizie ecomorfologicamente compromesse. La lunga durata del monitoraggio ha permesso di evidenziare una differenziazione stagionale dell’habitat alle Bolle di Magadino. Gli animali hanno infatti utilizzato una via di migrazione comune tra ambienti estivi e siti di svernamento, difficilmente identificabile senza l’ausilio della tecnica di radiotelemetria. I risultati saranno utilizzati per l’allestimento di un piano d’azione specifico per la conservazione delle popolazioni di Natrice tassellata in Ticino.

A radiotelemetric study of the habitats of three populations of  Dice Snake, Natrix tessellata (Laurenti, 1768) in the Ticino Canton (Switzerland)

Abstract: Nine adult female Dice Snakes (Natrix tessellata) were tracked for one year using radiotelemetry. Three study areas were selected for this purpose representing typical habitats of this species in the Ticino Canton (Switzerland): a protected river delta ecosystem (Bolle di Magadino), a semi-natural stream ecosystem (Arbedo) and a lake ecosystem with strong human presence (Riva San Vitale). The radio-tracked Dice Snakes were only found in the immediate surroundings of surface water, 97% of the locations occurring at less than 20 m from the water. The most frequent structures selected by the monitored snakes for sheltering, thermoregulation and oviposition were artificial rocky embankments (rip-raps) and other similar retaining works (i.e. stone walls) covered with light vegetation and well exposed to the sun. We did not find the snakes in forest habitat with dense monotonous vegetation, or in built-up stream reaches with concrete banks and low ecomorphological value. The rather long monitoring period at the Bolle di Magadino site allowed us to identify important seasonal changes in habitat use. During the autumn, the tracked snakes were found moving from their summer habitats towards hibernation sites at the edge of the flood plain. In spring, they used the same common migration route to return to their summer habitat. These results prove that radiotelemetry is a useful technique in conservation studies of enigmatic species like snakes. A specific action plan in favour of the conservation of Dice Snakes populations in Ticino, will now be implemented based on our results.

Keywords: Dice Snake, telemetry, habitat use, conservation.

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Previsione di frane superficiali dovute a precipitazioni intense – un modello regionale

Giorgio Salvadè
Andrea Graf
Manfred Thüring
Istituto Scienze della Terra, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Via Trevano, CH–6952 Canobbio
Riassunto: Piogge di grande intensità o durata possono innescare instabilità di pendio, come frane superficiali e flussi di detrito, che comportano la mobilizzazione dello strato superficiale del suolo. Presentiamo un modello regionale, applicato al Cantone Ticino, per studiare l’interazione tra le precipitazioni e l’innesco di dissesti superficiali. Il modello può essere usato per l’analisi di eventi storici, per la stesura di carte di piogge critiche con diversa durata oppure, in tempo reale, per l’identificazione della fase critica durante eventi alluvionali. Il modello segue un approccio empirico e si basa sulla conoscenza delle soglie d’innesco di dissesti, rilevate da eventi storici con condizioni meteorologiche documentate. L’integrazione delle precipitazioni attuali, ricavate da una rete di pluviometri e della previsione delle piogge permette l’utilizzo del modello in tempo reale per l’analisi della pericolosità di un evento meteorologico e la previsione della sua evoluzione.

Forecasting of landslides triggered by heavy rainfall – a regional model

Abstract: Heavy precipitations can trigger slope instabilities, such as superficial landslides, soil slips and debris flows, thus removing the top part of the soil cover. We present a regional model, applied to the Canton of Ticino, which can be used to study the interaction between rainfall and the triggering of superficial slope instabilities. The model can be used to analyze historical events, to elaborate maps of critical rainfall of different duration, or as a real–time tool to identify the critical phase during evolving events of heavy rainfall. The model uses an empirical approach and is based on the knowledge of the triggering rainfall intensities derived from historical landslide events with documented meteorological conditions. The integration of the current precipitations, collected from a network of rain gauges and the rainfall forecast enables this model to be used as a real–time tool to analyze the hazardness of events of heavy rainfall and to forecast its evolution.

Keywords: superficial landslides, debris flows, forecasting, regional model, Ticino

Agli albori della geologia in Ticino: Déodat de Dolomieu e Carlos de Gimbernat in visita alla regione del Campolungo a inizio Ottocento

Marco Antognini Museo cantonale di storia naturale, Viale Cattaneo 4, CH–6900 Lugano
Filippo Bianconi August–Bebel–Str. 52, D–03130 Spremberg
Riassunto: Nel 1801 il celebre geologo francese Déodat de Dolomieu (1750–1801) compie il suo ultimo viaggio nelle Alpi visitando pure la regione del Campolungo. Due anni dopo sarà il turno del geologo catalano Carlos de Gimbernat (1768–1834), che disegnerà anche una splendida sezione a colori della zona del Passo Cadonighino. I manoscritti con le osservazioni «di terreno» di entrambi sono stati scoperti e pubblicati solo in tempi recenti. Le note di viaggio comprendono una dettagliata descrizione petrografica e mineralogica degli affioramenti di dolomia triassica ed in particolare della tremolite. Gli aspetti tettonici, in special modo la grande piega coricata del Campolungo, non sembrano aver attirato la loro attenzione.Abstract: In 1801, the famous French geologist Déodat de Dolomieu (1750–1801) made his last «voyage» in the Alps, during which he also visited the Campolungo region in Northern Ticino. Two years later, in 1803, it was the turn of the Catalan geologist Carlos de Gimbernat (1768–1834), who drew a splendid full–colour section of the region of Passo Cadonighino in the same area. Both manuscripts, which contain the field observations, have only recently been discovered and published. The notes reveal a detailed petrologic and mineralogical description of the Triassic dolomite marbles and in particular of the tremolite contained in these metamorphic rocks. On the other hand, the tectonic aspects, and in particular the spectacular recumbent fold of the Campolungo, did not apparently attract their attention.

Keywords: Campolungo, Déodat de Dolomieu, Carlos de Gimbernat, dolomite, tremolite..


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Misura del movimento superficiale dei ghiacciai ticinesi con interferometria radar da satellite

Tazio Strozzi Gamma Remote Sensing, Worbstrasse 225, CH – 3073 Gümligen
Giorgio Valenti Dipartimento del Territorio, Sezione forestale Cantonale, Ufficio pericoli naturali, incendi e progetti, Palazzo amministrativo 2, CH – 6500
Riassunto: Lo spostamento superficiale dei tre maggiori ghiacciai ticinesi Adula, Basodino e Cavagnoli è stato misurato con la tecnica dell’interferometria radar da satellite utilizzando dati ERS–1/2. L’analisi ha mostrato movimenti superficiali di qualche centimetro al giorno per i ghiacciai dell’Adula nel mese di marzo del 1996 e del Basodino nel mese di marzo del 1999. Per il ghiacciaio del Cavagnoli il movimento superficiale in un giorno nel mese di marzo del 1999 non è invece risultato significativo.

Estimation of the surface motion of glaciers in Ticino, Southern Switzerland, with satellite radar interferometry

Abstract: A satellite radar interferometric analysis was performed with ERS–1/2 data in Ticino, Switzerland, in order to estimate the surface displacement of the three major glaciers Adula, Basodino and Cavagnoli. The displacement maps of Adula and Basodino glaciers indicate surface movements on the order of some centimeters in one day in March 1996 and March 1999, respectively. On the other hand, displacement in one day in March 1999 over Cavagnoli glacier was found negligible.

Keywords: Glacier, radar, satellite.


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Nuove datazioni oloceniche di chirotteri rinvenuti presso la Grotta del Canalone (Monte Generoso, Cantone Ticino)

Michel Blant Istituto svizzero di speleologia e di carsologia (ISSKA), CH-2301 La Chaux-de-Fonds
Marco Moretti WSL Istituto federale di ricerca, Ecosistemi Insubrici, CH-6500 Bellinzona  e Centro protezione chirotteri Ticino (CPT), CH-6714 Semione
Willy Tinner Istituto di Scienze Botaniche (IPS), Università di Berna, Altenbergrain 21, CH-3013 Berna e Istituto degli Ecosistemi Terrestri, Dipartimento di Scienze Ambientali, ETH Politecnico Federale di Zurigo, ETH-Zentrum, CH-8092 Zurigo
Roberto Della Toffola Società svizzera di speleologia, Sezione Ticino (SSS-Ti) e Laboratorio di Ricerca sotterraneo Monte Generoso (LRSMG), CH-6962 Viganello
Riassunto: La datazione di 18 campioni di chirotteri rinvenuti alla Grotta del Canalone (Monte Generoso, TI) si inserisce in un intervallo dell’Olocene compreso tra il 8’740–8’340 cal. BC (Myotis blythii) e il 2’050–1’680 cal. BC (Myotis bechsteinii). Due specie, Myotis bechsteinii e Myotis brandtii, sono in particolare presenti durante la fase atlantica, in quanto approfittano dei boschi di latifoglie e delle ottimali condizioni climatiche di questo periodo. La datazione di due individui di Myotis blythii e uno di Myotis nattereri dimostra la presenza di queste specie già durante il Boreale. Myotis nattereri si protrae fino dopo l’Atlantico, nel Subboreale, unitamente a Myotis bechsteinii.

New dating of Holocene bats from the cave Grotta del Canalone (Monte Generoso, Ticino)

Abstract: The radiocarbon dating of 18 samples of bat bones from the cave Grotta del Canalone (Monte Generoso, Ticino) ranges from 8740–8340 cal. BC (Myotis blythii) to 2’050–1’680 cal. BC (Myotis bechsteinii). Two species, Myotis bechsteinii and Myotis brandtii, occurred widely during the Atlantic phase, taking advantage from the broadleaf forests and the optimal climatic condition which occurred during that period. In addition, two individuals of Myotis blythii and one of Myotis nattereri occurred since the Boreal; the latter, also during the Subboreal period, together with Myotis bechsteinii.

Keywords: Holocene, Bats, Radiocarbon dating, Climate, Forest.


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