Bollettino 94

Volume 94, 2006

Pag.
1 R. Lardelli  La migrazione degli uccelli attraverso il Ticino: analisi delle ricatture degli uccelli inanellati 17
2 J.von Hirschheydt
M. Schaub
F. Del Fante
La Rondine (Hirundo rustica) nella Bassa Riviera (Ticino): sviluppo degli effettivi, successo riproduttivo e tasso di sopravvivenza negli anni 1997 – 2004 25
3 C. Scandolara
R. Lardelli
La conservazione degli uccelli nel Cantone Ticino: selezione delle specie e priorità degli interventi 39
4 T. Maddalena
M. Mattei–Roesli
J. P. Müller
Contributo alla conoscenza dei piccoli Mammiferi (Insettivori e Roditori) delle Valli Mesolcina e Calanca (Cantone dei Grigioni, Svizzera) 49
5 M. Mattei–Roesli
T. Maddalena
La situazione delle Rane verdi (Rana esculenta L., 1758 e Rana lessonae Camerano, 1882) nel Cantone Ticino (Svizzera) 61
6 R. Pierallini I Coleotteri Carabidi (Coleoptera: Carabidae) dei prati magri del Monte San Giorgio (Cantone Ticino, Svizzera) 69
7 V. Ciotti
G. Maspoli
Indagine sulla distribuzione di una neofita criptica: Amorpha fruticosa L. 79
8 C. Valsangiacomo
B. Akkerman
M. Jermini
Il radon nelle Cantine e negli Splüi ticinesi 83
9 H. Hess Crinoidi (Echinodermata) del Lias di Arzo (Cantone Ticino) 91
10 G. Camana
P. Oppizzi
A. Tintori
Manifestazioni a celestina nella Kalkschieferzone inferiore di Meride (Cantone Ticino, Svizzera) 103
11 R. Della Toffola
M. Blant
Scoperte di reperti ossei subfossili di Stambecco (Capra ibex) e di Orso Bruno (Ursus arctos) alla Grotta Tana delle Bricolle (Arogno, TI) 113
12 D. Gobbin
D. Rigling
M. Conedera
Situazione fitosanitaria del cancro corticale del castagno in Val Colla 123

La migrazione degli uccelli attraverso il Ticino: analisi delle ricatture di uccelli inanellati

Roberto Lardelli Fondazione Bolle di Magadino, CH–6573 Magadino
Riassunto: Il Ticino è attraversato da importanti rotte di migrazioni dell’avifauna. In questo lavoro sono state analizzate tutte le ricatture di uccelli inanellati in Ticino e di uccelli inanellati al di fuori e poi ripresi nel Cantone. La banca dati contiene 1132 records di 112 specie raccolti dal 1929 al 2005. Il numero delle ricatture è risultato essere inversamente proporzionale alla distanza dal punto di inanellamento. Le Bolle di Magadino e il Delta della Maggia sono i due siti ticinesi con il maggior numero di catture-ricatture. Le tipologie migratorie sono state raggruppate in 4 grandi categorie: migrazione transahariana, continentale, immigrazione da N–NE e migrazione a cortissimo raggio. Le ricatture sono localizzate maggiormente in una fascia che attraversa diagonalmente l’Europa dal Baltico alle coste mediterranee dalla Francia alla Spagna.

The migration of birds across the Canton Ticino (Southern Switzerland): an analysis of recoveries of ringed birds

Abstract: Ticino is crossed by important bird migration routes. In this work, all the recaptures of birds ringed in Ticino and recaptured elsewhere, as well as all the recaptures of birds ringed outside Ticino and recaptured within the Canton, have been analysed. The dataset includes 1132 records collected between 1929 and 2005 and representing 112 species. The number of recaptures resulted inversionally proportional to the distance from the ringing site. Bolle di Magadino and Delta della Maggia are the sites with the highest number of capture-recaptures. Migratory typologies have been grouped in 4 main categories: transaharian migration, continental migration, immigration form N–NE and very short-distance migration. Recaptures are mostly localized in an area that crosses Europe diagonally, from the Baltic to the Mediterranean coastlines from France to Spain.

Keywords: Recoveries birds, ringing, migration, Canton Ticino, Switzerland.

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La Rondine (Hirundo rustica) nella Bassa Riviera (Ticino): sviluppo degli effettivi, successo riproduttivo e tasso di sopravvivenza negli anni 1997 – 2004

Johann von Hirschheydt
Stazione ornitologica svizzera, CH – 6204 Sempach
Michael SchaubFlavio
Stazione ornitologica svizzera, CH – 6204 Sempach e Zoological Institute – Conservation Biology, University of Bern, Balzerstrasse 6, CH – 3012 Bern
Flavio Del Fante Costa, CH – 6997 Sessa

Riassunto: Nell’ambito del programma internazionale EURING per lo studio delle cause, a lungo termine, della diminuzione degli effettivi di Rondine (Hirundo rustica) nell’Europa centrale e occidentale, la Stazione ornitologica svizzera di Sempach ha analizzato la situazione della specie in Svizzera. In questo lavoro presentiamo i risultati provenienti dall’unica area di studio al Sud delle Alpi. Tra il 1997 e il 2004 sono state seguite, in totale, le nidificazioni di 286 coppie, sono stati inanellati tutti i giovani e il maggior numero possibile di adulti (n = 1663), per poi essere controllati di nuovo negli anni seguenti. Complessivamente, tra il 1998 e il 2004, la popolazione nidificante si è praticamente dimezzata. Questa diminuzione è principalmente da imputare, da un lato, all’abbandono dell’allevamento di bestiame e a cambiamenti di sfruttamento, arrecanti notevoli disturbi, nell’azienda agricola che all’inizio dello studio presentava il maggior numero di rondini e il cui effettivo è quasi completamente crollato; dall’altro, al fatto che, agli anni con le diminuzioni più marcate, hanno corrisposto periodi con basso successo riproduttivo e bassi tassi di sopravvivenza. Globalmente, gli effettivi presenti in aziende agricole con bestiame sono diminuiti in maniera meno pronunciata rispetto ai siti di nidificazione che si trovano al di fuori delle strutture agricole. Poiché lo sviluppo degli effettivi in regioni di confronto a sud e a nord delle Alpi è stato molto simile, è ipotizzabile che esso dipenda da fattori con un influsso a livello sovraregionale. Il numero di giovani atti al volo per coppia e anno variava da 4 a 5.7. Il successo riproduttivo era influenzato positivamente dal numero di tentativi di nidificazione effettuati, da un inizio precoce di deposizione delle uova, da un breve periodo d’incubazione e dalla vicinanza del nido al bestiame. Moderate quantità di pioggia durante l’allevamento della prima nidiata miglioravano il successo riproduttivo, mentre siccità e periodi con forti precipitazioni lo peggioravano. Caratteristiche individuali degli uccelli adulti non avevano nessun influsso sul successo riproduttivo. I tassi di sopravvivenza locale degli adulti erano di 0.44 per i maschi, rispettivamente di 0.38 per le femmine. La differenza è probabilmente dovuta a una maggior tendenza nelle femmine a emigrare. I tassi molto bassi di sopravvivenza, a livello locale, dei giovani fanno supporre, nell’ambito della dispersione giovanile, un’emigrazione dei due terzi dei maschi e di praticamente tutte le femmine. Il lavoro termina con alcune riflessioni sulle prospettive della specie nella regione.

The Barn Swallow (Hirundo rustica) in the lower Riviera area (Canton of Ticino): population trend, reproduction success and survival rates during the years 1997 to 2004

Abstract: Within the international research programme of EURING to study the causes of population declines of the Barn Swallow Hirundo rustica in Western and Central Europe, the Swiss Ornithological Institute has documented the significant variables of population dynamics of the species at 12 places throughout Switzerland. Here we present results from the only study site south of the Alps. From 1997 to 2004 we recorded the fate of the broods of 286 breeding pairs in the lower Riviera area, ringed all nestlings and most of the adults (n = 1663), and recaptured them in successive years. Between 1998 and 2004 the breeding population declined by nearly 50%. This decline was partly due to the abandonment of housing cattle, associated with a loss of nest site quality, in the farm originally holding the largest colony. In addition, years with the strongest general decline coincided with years of a low reproductive output und annual survival. Breeding colonies in farms with cattle declined less than those in buildings without cattle. The general population trend was similar to the population trends in other areas of Switzerland, suggesting large-scale environmental factors driving the population dynamics. The number of fledglings per pair and year varied between 4.0 and 5.7. The number of breeding attempts, an early start of laying, a short incubation period and the presence of cattle near the nest site had a positive effect on the reproductive output. The amount of rainfall also affected breeding success: it was low when the amount of rainfall was either extremely low or very high, and peaked when precipitation was intermediate. Individual traits of the adults had no impact on the reproductive output. Local survival rates were higher in adult males (0.44) than in adult females (0.38). The difference is presumably the result of a stronger breeding dispersal in females. Due to strong natal dispersal, the local survival rates of juveniles were low (males: 0.07, females: 0.002). If we assume a true juvenile survival rate of 0.2, we can estimate that about two thirds of the locally born males and almost all of the females dispersed from the study area. We discuss these findings with special emphasis on the perspectives of the Barn Swallow in the study area.

Keywords: Hirundo rustica, population trend, breeding success, survival rates, Southern Switzerland.

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La conservazione degli uccelli nel Cantone Ticino: selezione delle specie e priorità degli interventi

Chiara Scandolara
Roberto Lardelli
Ficedula, CH – 6835 Morbio Superiore
Riassunto: Questo lavoro ha lo scopo di individuare i criteri per la scelta delle specie di uccelli con priorità di conservazione nel Cantone Ticino. Attraverso un procedimento a tappe, analogo a quello nazionale, partendo dalle 320 specie dell’elenco ticinese sono state selezionate 159 specie per cui si hanno indizi di nidificazione. Sessanta necessitano di interventi di protezione degli ambienti e/o dei siti; di queste 32 richiedono inoltre l’attuazione di specifici piani d’azione e sono da considerare specie prioritarie per la conservazione. L’analisi della distribuzione delle specie prioritarie è stata la base per la definizione dei comparti territoriali prioritari del Cantone Ticino.

Bird Conservation in Canton Ticino (Switzerland): selection of species and priority actions

Abstract: This work aims to identify the criteria for selecting those bird species representing high conservation priorities in Canton Ticino (Switzerland). With a step procedure, similar to the national one, 159 species, breeding in the Canton, have been selected from a starting list of 320 species found in Ticino. 60 species require habitat and/or site protection; of these, 32 also need specific action plans and have to be considered priority species for conservation. The analysis of the distribution of priority species has been the basis for the definition of priority areas in Canton Ticino.

Keywords: species conservation, priority, birds, Canton Ticino, Switzerland.

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Contributo alla conoscenza dei piccoli Mammiferi (Insettivori e Roditori) delle Valli Mesolcina e Calanca (Cantone dei Grigioni, Svizzera)

Tiziano Maddalena Faune Concept c/o Maddalena & associati sagl, CH – 6672 Gordevio
Marzia Mattei–Roesli Faune Concept c/o Maddalena & associati sagl, CH – 6672 Gordevio
Jürg Paul Müller Museo della natura dei Grigioni, Masanserstrasse 31, CH – 7000 Coira
Riassunto: Tra il 1995 e il 2000 è stata effettuata una vasta ricerca sui piccoli Mammiferi della Mesolcina e Val Calanca con lo scopo di allestire una Check–list delle specie presenti, di conoscere la loro distribuzione e di procedere a un confronto con le cenosi del Cantone Ticino. I trappolaggi e le inchieste presso la popolazione hanno permesso di confermare la presenza di 21 specie di piccoli Mammiferi (8 Insettivori e 13 Roditori). Fra i dati più interessanti segnaliamo la presenza di Apodemus alpicola, specie mai segnalata in Ticino. Nelle due vallate sono inoltre state scoperte alcune popolazioni isolate di Microtus arvalis, conosciuta in Ticino unicamente nella regione del Gottardo–Lucomagno. In Mesolcina, come in altre vallate al Sud delle Alpi, è stata pure individuata una zona di contatto tra Talpa caeca e Talpa europaea. Il successo di cattura medio è stato del 16%. Sia in Mesolcina e Val Calanca, sia in Ticino, è stato constatato un netto aumento del successo di cattura in funzione dell’altitudine. Al di sotto dei 1000 m, raramente il tasso di cattura ha oltrepassato il 10%, mentre al di sopra oscilla tra il 20 e il 30%. Le differenze potrebbero essere causate dalla coltivazione su larga scala del Castagno (Castanea sativa) e dal repentino abbandono della sua gestione negli anni ’50, due pratiche che hanno probabilmente impoverito la fauna indigena. Comunque, queste ipotesi sono ancora da verificare.

Contribution to the knowledge of small Mammals Insectivora and Rodentia in the valleys of Mesolcina and Calanca (Canton Grisons, Switzerland)

Abstract: A large scale research on small mammals was conducted between 1995 and 2000 in the valleys of Mesolcina and Calanca. The main goals were to provide a list of the species, to asses their distribution and to compare the results with data from the nearby Canton Ticino. Twenty–one species of small mammals (8 Insectivora and 13 Rodentia) were sampled after numerous trapping sessions and inquiries among locals. One of the most interesting result was the presence of Apodemus alpicola in both valleys, which has never been observed in Ticino. Some isolated populations of Microtus arvalis were also discovered. This species is known in the Canton Ticino only in the region of the Gottardo–Lucomagno. In the Mesolcina valley a contact zone between Talpa caeca and Talpa europaea has been observed, similarly to other southern Swiss alpine valleys. The mean capture rate in our study was 16%. In the Mesolcina and in the Calanca valleys, as well as in the Canton Ticino, this rate tends to increase with increasing altitude. Below 1000 m asl it seldom exceeds 10%, whereas above this altitude it is usually between 20 and 30%. The low capture rate below 1000 m asl is likely related to the long and intensive large–scale cultivation of chestnut (Castanea sativa) and the current state of abandonment since the ‘50s. These factors could have caused a depletion of the local fauna, but both hypotheses have to be verified.

Keywords: small mammals, Insectivora, Rodentia, distribution, Southern Alps

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La situazione delle Rane verdi (Rana esculenta L., 1758 e Rana lessonae Camerano, 1882) nel Cantone Ticino (Svizzera)

Marzia Mattei–Roesli CH – 6702 Claro
Tiziano Maddalena CH – 6672 Gordevio
Riassunto: Benché nel Cantone Ticino sia stata accertata la presenza di due specie di Rane verdi, esse non sono mai state considerate come specie distinte, per cui non erano note né la distribuzione né l’abbondanza specifica. Primo passo del presente lavoro è stato quindi quello di eseguire un inventario delle Rane verdi, al quale è stata abbinata una caratterizzazione degli ambienti volta a identificare l’optimum ecologico dei siti di riproduzione. Sono state campionate oltre 60 stazioni. L’identificazione delle specie è avvenuta in base ai richiami nuziali dei maschi. È stato possibile confermare la presenza delle due specie autoctone di Rane verdi, Rana lessonae e Rana esculenta, mentre Rana ridibunda non è mai stata osservata, benché essa sia presente nella vicina Italia. La distribuzione in Ticino delle due specie è molto diversa. Mentre Rana lessonae è presente da Chiasso a Malvaglia, Rana esculenta è stata osservata quasi esclusivamente a Sud del Monte Ceneri e al limite Nord dell’areale delle Rane verdi in Ticino, tra Bellinzona e Malvaglia. La distribuzione di Rana esculenta non solo è più limitata rispetto a quella di Rana lessonae, ma è pure suddivisa in due poli distinti, come indicato anche dai risultati di un piccolo campionamento genetico. Inoltre le popolazioni di Rana esculenta hanno spesso dimensioni ridotte, ciò che ha importanti conseguenze sulle misure di tutela di questa specie.

The situation of the green frogs (Rana esculenta, L. 1758 and Rana lessonae, Camerano 1882) in Cantone Ticino (Switzerland)

Abstract: Two species of green frogs are present in Canton Ticino. However, they have never been accounted for separately, i.e. their specific distribution and abundance were not known. Therefore, as a first step, the different species of green frogs were recorded separately at more then 60 reproduction sites. To establish the ecological optimum of the different species, some data on habitat characteristics at the reproduction sites were also collected. The various green frog species were identified from their mating calls. It was possible to confirm the presence of the two native species, Rana lessonae and Rana esculenta. Rana ridibunda could not be observed, although it is present in the nearby Italy. The distribution of Rana lessonae and Rana esculenta in Cantone Ticino is quite different: Rana lessonae occurs from Chiasso to Malvaglia, Rana esculenta could almost exclusively be observed South of the Monte Ceneri and at the northern limit of its distribution in Ticino, between Bellinzona and Malvaglia. The distribution of Rana esculenta is not only more limited geographically than that of Rana lessonae but, based on a small genetic sampling, also composed of two distinct clusters. The populations of Rana esculenta are also often very small, having an important bearing on the protection of this species.

Keywords: Rana lessonae, Rana esculenta, Cantone Ticino, distribution, abundance.

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I Coleotteri Carabidi (Coleoptera: Carabidae) dei prati magri del Monte San Giorgio (Cantone Ticino, Svizzera)

Riccardo Pierallini Ufficio di consulenza ambientale, via Nosetto 4, CH – 6987 Caslano
Riassunto: Nell’ambito dei monitoraggi faunistici effettuati sul Monte San Giorgio tra il 1988 e il 2004 per verificare l’efficacia del piano di gestione dei prati magri, vengono qui presentati i risultati dei campionamenti di Coleotteri Carabidi eseguiti nel 1998 e 2004 tramite trappole a caduta. Il Monte San Giorgio costituisce un’area protetta tipica delle Prealpi calcaree meridionali, e le comunità di Carabidi residenti rispecchiano le peculiarità ambientali della zona: 8 delle 35 specie osservate sono presenti in Svizzera solo nel Cantone Ticino, tra cui la specie Poecilus sericeus Fischer de Waldheim, 1823 (syn. Poecilus koyi Germar 1824) considerata estinta in Svizzera da oltre cento anni. In tutti gli ambienti campionati si osserva una forte penetrazione di specie silvicole, più contenuta laddove la gestione prevede lo sfalcio annuale. In generale si può affermare che la gestione diversificata degli habitat favorisce la biodiversità. Struttura della vegetazione, suolo calcareo, e clima a carattere xerotermico sono i fattori che condizionano maggiormente la composizione delle associazioni di Carabidi del San Giorgio, rendendole del tutto tipiche e peculiari.

Ground beetles (Coleoptera: Carabidae) of the meadows of Mount San Giorgio (Canton Ticino, Switzerland)

Abstract: In order to test the effects of the management plan of the Mount San Giorgio meadows, faunistic monitoring were performed from 1988 to 2004. The results of the records of ground beetles fauna sampled by means of pitfall traps in the years 1998 and 2004 are presented. The Mount San Giorgio represent a protected area typical of the southern limestone Prealps, and the Carabid communities reflected the environmental peculiarities of the zone: 8 species out of 35 recorded ones are present in Switzerland only in Canton Ticino, among them Poecilus sericeus Fischer de Waldheim, 1823 (syn. Poecilus koyi Germar 1824) considered extinct in Switzerland. In all sampled sites on observed a great penetration of typical forest species, more restricted when the meadows have been managed with annual mown. In general, it can be said that a various management of the habitats favours the increase of biodiversity. Vegetation structure, limestone soil, and xerothermic climate are the factors which influence mostly the composition of Carabid associations on the Mount San Giorgio meadows, making them so peculiar.

Keywords: Carabidae, Swiss southern Alps, Poecilus sericeus, Poecilus koyi, pitfall traps, meadows.

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Indagine sulla distribuzione di una neofita criptica: Amorpha fruticosa L.

Vanda Ciotti
Guido Maspoli
Museo cantonale di storia naturale, Viale C. Cattaneo 4, CH – 6900 Lugano
Riassunto: L’articolo presenta i dati raccolti nell’ambito di una campagna di monitoraggio della diffusione di Amorpha fruticosa L. nel bacino del Ceresio. Si ritiene che questa specie, neofita di origine Americana, possa porre problemi territoriali (protezione della natura, corsi d’acqua, boschi, ecc.)

Study on the distribution of a cryptic neophyte: Amorpha fruticosa L.

Abstract: The paper presents the results of the monitoring of Amorpha’s distribution along the Ceresio lake shores. It is assumed that this North American invasive plant may cause several damages to the natural environment.

Keywords: invasive plants, neophytes, noxious weeds, exotic plants, natural habitats.

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Il radon nelle Cantine e negli Splüi ticinesi

Claudio ValsangiacomoBirgit Akkerman

Marco Termini

Laboratorio cantonale, Via Mirasole 22, CH – 6500 Bellinzona
Riassunto: Nel corso dell’estate 2005 sono state effettuate 41 misurazioni del gas radon mediante dosimetria passiva in Cantine e Splüi in varie regioni del Cantone Ticino, Svizzera: nel Mendrisiotto, nel Comune di Gandria e in Vallemaggia. Nella fattispecie si tratta di due distinte tipologie di costruzioni riscontrate su tutto l’arco alpino, destinate essenzialmente alla conservazione di derrate alimentari. In totale sono state misurate 33 Cantine e 5 Splüi. Il valore medio riscontrato nelle misurazioni passive ammonta a 1990 Bq/m3, e si situa quindi 10 volte al disopra di quanto viene mediamente misurato nelle abitazioni del Cantone Ticino dal servizio cantonale preposto. Una misurazione in continuo dimostra come il gas in questione sia veicolato nelle cantine dall’aria proveniente da fessure (fiadairöö) tra le rocce che permette il raffreddamento naturale delle costruzioni.

Presence of radon in Swiss Italian Cantine and Splüi

Abstract: During Summer 2005 a total of 41 measurements were performed in order to assess radon concentrations by means of passive dosimetry in cellars (Cantine) and rock shelters (Splüi) in the Canton of Ticino, Switzerland: in the region of Mendrisiotto, Gandria and Vallemaggia. Object of the study were typical rural constructions found in the whole Alpine region, used in the past for storing all kind of food stuff. In total, 33 Cantine and 5 Splüi were measured. The mean amount found for passive measurements is 1990 Bq/m3, tenfold higher than the concentration found for residential radon in the same region (Canton of Ticino). A continuous measurement demonstrates how radon is carried in by air coming from fissures (fiadairöö) in the rock and providing a natural cooling of the constructions.

Keywords: residential radon, non–residential radon, cave, basement.

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Crinoidi (Echinodermata) dal Lias di Arzo (Cantone Ticino)

Hans Hess Naturhistorisches Museum, Augustinergasse, CH – 4001 Basel
Rudolf Stockar  (traduzione italiana) Museo cantonale di storia naturale, Viale Cattaneo 4, CH – 6900 Lugano
Riassunto: I calcari marnosi e le marne delle cave di Arzo (Svizzera meridionale, Canton Ticino), risalenti al Giurassico inferiore (Pliensbachiano superiore, Domeriano, età assoluta circa 185 milioni di anni fa), hanno rivelato un’eccezionale fauna a crinoidi, composta da oltre 30 specie. I fossili, approssimativamente 30’000 e in prevalenza di piccole dimensioni, estratti da un volume di sedimento pari a circa 10 litri, comprendono ossicoli disarticolati delle piastre di fissaggio, dello stelo, dei calici e delle braccia e, tuttavia solo raramente, calici completi. L’articolo presenta brevemente una selezione delle specie; la loro descrizione di dettaglio è oggetto di una monografia dedicata (Hess 2006). Al di fuori dei crinoidi, gli altri echinodermi sono molto rari; si tratta di ossicoli di asteroidi, di ofiuroidi, affiancati da frammenti di aculei di echinoidi. I restanti fossili, non appartenenti agli echinodermi, sono ancor più rari. La fauna fossile di Arzo è ecologicamente ristretta a un rilievo sommerso di estensione locale, denominato Soglia dell’Arbostora o di Lugano. In un quadro di intensa fratturazione sinsedimentaria (rifting), la struttura si era delineata al margine occidentale del Bacino del Generoso, in rapido sprofondamento. I crinoidi vivevano in condizioni di sedimentazione ridotta, su fondali induriti (hardgrounds) della zona subfotica, ad una profondità di oltre 100 m. Dopo la morte, gli ossicoli si accumulavano in depressioni del fondale, prossime all’originario luogo di vita. Non essendo mai state riportate da altre località, alcune forme appaiono essere peculiari di Arzo, indicando la presenza di specie endemiche.Crinoids (Echinodermata) from the Lias of Arzo Abstract: Lower Jurassic (Upper Pliensbachian, Domerian, around 185 million years ago) lime mudstones and marlstones of the Arzo Quarries (southern Switzerland, Ticino) have furnished a unique crinoid fauna with more than 30 species. The nearly 30,000 mostly small fossils, sampled from a volume of about 10 litres of sediment, include  disarticulated holdfasts and ossicles of stem, cup and arms, but a few complete cups have also been found. The fossils are described in a detailed monograph by Hess (2006). The present paper includes brief descriptions of a selected number of species. Non–crinoid echinoderms are very rare; they are represented by ossicles of asteroids, ophiuroids and fragmentary echinoid spines. Non–echinoderms are even rarer. The fauna of Arzo is spatially restricted to a local submarine high (Lugano or Arbostora High) in an area of synsedimentary rifting at the western edge of the rapidly subsiding Generoso Basin. The crinoids lived under conditions of reduced sedimentation on hardgrounds in the subphotic zone at a water depth of more than 100 m. After death, the ossicles accumulated in depressions of the sea floor not far from their site of living. A number of forms are unique to Arzo and have not been reported from elsewhere, indicating the presence of endemic species.

Keywords: Crinoid fauna, Lower Jurassic, Lias, Arzo, Ticino.

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Manifestazioni a celestina nella Kalkschieferzone inferiore di Meride (Cantone Ticino, Svizzera)

Gianfranco Camana Dipartimento Ingegneria dei Materiali, Università di Trento, Via Mesiano 77, I – 38050 Mesiano
Paolo Oppizzi Fondazione Parco delle Gole della Breggia, CH – 6834 Morbio Inferiore
Andrea Tintori 3 Dipartimento di Scienze della Terra, Via Mangiagalli 34, I – 20133 Milano
Riassunto: Una manifestazione a celestina è stata rinvenuta in più livelli calcareo–marnosi della Kalkschieferzone (KSZ) Inferiore di età Triassico Medio, nella Val Mara lungo il corso del torrente Gaggiolo, subito a monte dell’abitato di Meride nel Cantone Ticino Meridionale (Svizzera). La celestina si presenta in a) cristalli singoli fino a 1 cm di lunghezza, b) cristalli densamente aggregati formanti dei livelli discontinui fino a tre cm di spessore, c) aggregati nodulari raggiati (rosette) fino a due centimetri di diametro disseminati lungo la superficie di strato. Aggregati nodulari sono stati osservati anche all’interno di uno dei livelli di natura vulcanoclastica che contraddistinguono le litozone inferiore e media della KSZ.Analisi diffrattometriche a raggi X su polveri di campioni mineralizzati hanno individuato come unico solfato presente nella manifestazione della Val Mara, la celestina, mentre analisi composizionali dei campioni del tipo a hanno messo in luce l’esistenza di una varietà mista del tipo barite–celestina con un contenuto in SrO e in BaO rispettivamente del 23.55 % e del 41.41 % in peso. La composizione chimica media dei campioni di tipo b e c è invece quella di una celestina pura con un contenuto medio in SrO e BaO rispettivamente del 55 % e 1% in peso. Il d34S del solfato della celestina sotto forma di livelli discontinui varia tra + 42 ‰ e + 44.9 ‰ mentre il d34S determinato nella celestina nodulare oscilla tra + 36.3 ‰ e + 39.7 ‰. Tali valori sono tipici di ambienti a circolazione ristretta con forte produttività di materia organica. Praticamente costante è invece il rapporto 87Sr/86Sr, compreso tra 0.707492 e 0.707625, in equilibrio con il corrispondente rapporto isotopico della coeva acqua oceanica. Evidenze geologiche, geochimiche lasciano supporre una precipitazione diretta della celestina con derivazione dello Sr dall’acqua oceanica (favorita da periodiche condizioni di parziale evaporazione influenzanti il bacino della KSZ) e del solfato per ossidazione della materia organica nelle zone di contatto tra masse d’acque anaerobiche (contenuto in ossigeno < 0.1 ml/l) e disaerobiche (0.5 – 0.1 ml/l).La mineralizzazione a celestina della Val Mara assume per quantità e frequenza della mineralizzazione una posizione di primo piano tra i rinvenimenti a celestina all’interno delle Alpi Meridionali lombarde.

Celestine mineralization in the carbonatic layers of the Lower Kalkschieferzone of Meride (Canton Ticino, Switzerland)

Abstract: A celestine mineralization has been found in some carbonatic layers of the Lower Kalkschieferzone (KSZ) of the Middle Triassic, in the Mara Valley near the little village of Meride in the Southern Canton Ticino (Switzerland). Different kind of occurrences has been recognized: a) white single crystals until 1 cm long; b) discontinuous layers (stratabound type) up to 3 cm thickness constituted by white variously assembled crystals; c) nodular celestine aggregates up to 2 cm diameter disseminated on the layer surfaces. Nodular celestine aggregates have been observed also in one of the vulcanoclastic layers characterizing the lower and middle KSZ.

Celestine is the only one sulphate mineral recognized by X–ray powder diffraction analysis. Instead, EDS analysis have showed as the white single crystals of the case a) are constituted by a barite–celestine type with an SrO and BaO average composition respectively of 23.55% and 41.41% wt. In the cases b) and c) the sulphate phase is a very pure celestine: 54.78 wt % and 55.20 wt % SrO respectively with an average content of BaO of 1 wt % . The d34S value of the stratabound type ranges between + 42 ‰ and + 44.9 ‰, while the d34S value of the nodular type ranges between + 36.3 ‰ and + 39.7 ‰. These data reflect as sulfate ions were subjected to extensive action of sulphate reducing bacteria inside a basin characterized by restricted circulation. Very similar are the 87Sr/86Sr values of the massive and nodular types ranging between 0.707492 and 0.707625, in good agreement with the coeval 87Sr/86Sr sea water ratio. Geological and geochemical data suggest a direct precipitation of the celestine with a total derivation of the Sr from sea water. Instead, the sulphate probably derives from the oxidation of the organic matter at redox interfaces between anaerobic (oxygen content < 0.1 ml/l) and dysaerobic (oxygen content between 0.5 and 0.1 ml/l) water bodies.

In consequence of its quantitative and stratigraphic frequency features, the Val Mara celestine mineralization may be considered the most important celestine occurrence inside the Southern Lombard Alps.

Keywords: Celestine, Kalkschieferzone, Southern Lombard Alps, Canton Ticino, d34S, rapporto 87Sr/86Sr.

Scoperte di reperti ossei subfossili di Stambecco (Capra ibex) e di Orso bruno (Ursus arctos) alla grotta Tana delle Bricolle (Arogno, TI )

Roberto Della Toffola Società svizzera di speleologia, Sezione Ticino (SSS-TI) e Laboratorio di Ricerca sotterraneo Monte Generoso (LRSMG), CH – 6962 Viganello
Michel Blant Istituto svizzero di speleologia e di carsologia (ISSKA), CH – 2301 La Chaux–de–Fonds
Riassunto: Alcuni reperti ossei subfossili di Stambecco (Capra ibex) e di Orso bruno (Ursus arctos) sono stati rinvenuti nella Tana delle Bricolle (TI 55), una grotta situata a 984 m di altitudine nel comune di Arogno, sulla parte settentrionale del massiccio del Monte Generoso. I reperti ossei si trovavano in fondo alla cavità, imprigionati nella calcite. Lo stambecco è stato datato a 13700–12950 cal. BC1, ciò che corrisponde a un’epoca leggermente più antica dei livelli epigravettiani conosciuti per il nord Italia. Le serie polliniche dei sondaggi lacustri (Lago di Origlio) indicano la comparsa, alla fine dello Dryas antico, della foresta boreale di pino cembro e di pino silvestre. La presenza dello stambecco permette di situare la timberline2 verso i 500-900 m circa. L’orso bruno è stato datato a 9765–9030 cal. BC, ciò che lo pone tra i più vecchi della serie alpina olocenica svizzera. Le serie polliniche dei sondaggi lacustri indicano che la fine del dominio delle foreste boreali è avvenuta proprio durante quest’epoca ancora fredda.

Discovery of subfossiles bones of ibex (Capra ibex) and brown bear (Ursus arctos) in the cave Tana delle Bricolle (Arogno, TI)

Abstract: Subfossile bone exhibits of ibex (Capra ibex) and brown bear (Ursus arctos) were discovered in the cave Tana delle Bricolle (TI 55) at 984 m asl in the borough of Arogno, on the northern part of the Monte Generoso massif. The bones were all located at the bottom of the cave, buried in calcite.

Ibex bones were dated to approximately 13700–12950 BC, which is older than the known epigravettian levels of Northern Italy. Pollinic surveys of nearby lake (Origlio Lake) indicate the appearance of the boreal forest of Pinus cembra and Pinus sylvestris at the end of old Dryas. The presence of ibex makes it possible to locate the timberline between 500 to 900 m asl. Brown bear bones were dated to approximately 9765–9030 BC and represent one of the oldest bear findings of the early Holocene, i. e. the return of this species in the Swiss Alps after glaciation. Pollinic surveys indicate the end of the predominance of boreal forests at that time.

Keywords: Ibex, Brown bear, Pleistocene, timberline.

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Situazione fitosanitaria del cancro corticale del castagno in Val Colla

Davide Gobbin Istituto delle scienze delle piante, Patologia vegetale, Politecnico federale di Zurigo,  Universitätstr. 2, CH – 8092 Zurigo
Daniel Rigling WSL Istituto Federale di Ricerca su Foresta, Neve e Paesaggio, Zürcherstrasse 111, CH – 8903 Birmensdorf
Marco Conedera SL Istituto Federale di Ricerca su Foresta, Neve e Paesaggio, via Belsoggiorno 22, CH – 6500 Bellinzona
Riassunto: Il fungo ascomicete Cryphonectria parasitica è l’agente causale del cancro corticale del castagno. Tale malattia è presente nel Cantone Ticino a partire dal 1948. Nelle popolazioni ticinesi di C. parasitica che colonizzano l’areale castanile principale sono stati identificati da 8 a 14 gruppi di compatibilità vegetativa (CV). L’ipovirulenza è presente nel 40-60% dei campioni a seconda delle popolazioni considerate. Lo scopo di questa ricerca è la quantificazione dei gruppi CV e dell’ipovirulenza in popolazioni di C. parasitica in un’area castanile marginale quale la Val Colla. In questa valle sono stati selezionati due cedui, uno a Carusio e l’altro a Colla. In ogni ceduo sono stati considerati 220 polloni circa, un terzo dei quali colpito da almeno un cancro. A Carusio sono stati trovati i gruppi CV EU-1, 2, 5 e 29, con una netta dominanza del gruppo EU-2, presente nel 70% dei campioni. A Colla invece sono stati trovati i gruppi CV EU-1, 2, 5 e 6, con una dominanza del gruppo EU-1, presente nel 63% dei campioni. L’ipovirulenza è stata trovata nei 2/3 dei campioni e in tutti i gruppi CV, tranne il 29. La diversità genetica di C. parasitica in Val Colla è più bassa di quella trovata nell’areale castanile principale. Una tale situazione favorisce la diffusione spontanea dell’ipovirus tra cancro e cancro. La scarsa diversità genetica indica che le popolazioni analizzate hanno probabilmente preso origine da un numero ristretto di individui (effetto fondatore).

The chestnut blight epidemic in Val Colla

Abstract: The ascomycete fungus Cryphonectria parasitica is the causal agent of chestnut blight. The disease is present in the Canton Ticino since 1948. In the different C. parasitica populations belonging to the main chestnut area, from 8 to 14 vegetative compatibility (VC) groups have been identified. Hypovirulence is widespread and the incidence of white (hypovirus-infected) isolates typically is in the range of  40% to 60%. In this research, we investigated the diversity of VC groups and the incidence of hypovirulence in an area partially isolated with respect to the main chestnut area. Two coppices were selected in the Val Colla, in Colla and Carusio, respectively. In both sites, one third of the approx. 220 sprouts had at least one chestnut blight canker. In Carusio, the VC groups EU-1, 2, 5 and 29 were identified, with EU-2 representing 70% of the isolates. In Colla EU-1, 2, 5 and 6 were found,  with EU-1 dominating the population (63%). Hypoviruses were found in 66% of the isolates and in all VC groups, with the exception of EU-29. The genetic diversity of C. parasitica populations of the Val Colla is much lower that the genetic diversity present in the main chestnut area, allowing a relatively easy transfer of hypoviruses from canker to canker. Low genetic diversity further indicates that both populations were likely established by a low number of founder individuals carrying only a fraction of the genetic features of the mother population.

Keywords: biocontrol, chestnut blight, Cryphonectria parasitica, hypovirus, Val Colla.

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