Home Società ticinese di Scienze naturali

1903 - 2003
100 anni

Bollettino

 

Volume 90 (1-2), 2002

   

PARTE I: Attività della Società

Pag.
  F. Spinedi Rapporto d'attività 2001 7
  M. Conedera 143a Assemblea ordinaria autunnale 2001 8
  N. Römer 144a Assemblea ordinaria primaverile 2002 10
 

 

Statuti della Società ticinese di scienze naturali 12
 

 

PARTE II: Comunicazioni scientifiche

 

1 M. Antognini
T. Sharpe
Le osservazioni sulla geologia del luganese di H.T. De la Beche (1796 - 1855): dal diario di viaggio alla pubblicazione 17
2 V. Ferraiuolo
C. Krieger
G. Santi
Upper Pleistocene Marmota marmota Linnaeus, 1758 remains from Como Province(Lombardy-Northern Italy).
Osteological study and morphometric observations
29
3

F. Confortini
A. Decarlis
C. Krieger
M. Malzanni
G. Santi

Further news to the Lower Permian palaeoichnology of the Brembana Valley (Orobic Basin, Southalpine) 39
4 M. Blant
R. Della Toffola
P. Morel
M. Moretti
Ritrovamento di centinaia di ossa di pipistrello nella Grotta del Canalone (Monte Generoso, TI): risultati preliminari 45
5 M. Moretti
R. Pierallini
Contributo alla conoscenza di Pipistrellus pipistrellus s.l., P. kuhli, P. nathusii e Hypsugo savii (Mammalia: Chiroptera) in Ticino (Svizzera) 51
6 I. Camponovo
U. Hofer
S. Misslin
Monitoraggio delle popolazioni di Saettone (Elaphe longissima), di Biacco (Hierophis viridiflavus) e di Natrice dal collare (Natrix natrix helvetica) in località Boschi, Stabio TI 59
7 Gruppo di lavoro
«Libellule Ticino» (GLT)
Inventario odonatologico delle zone umide planiziali del Cantone Ticino (Svizzera) e basi per un programma d’azione cantonale 69
8 I. Giacalone
P. Dioli
N. Patocchi
Monitoraggi faunistici alle Bolle di Magadino (Svizzera meridionale)
Eterotteri acquatici e terrestri (Insecta, Heteroptera: Gerromorpha, Nepomorpha e Geocorisae)
81
9 F. Arnaboldi
M. Conedera
G. Maspoli
Distribuzione e potenziale invasivo di Ailanthus altissima (Mill.)
Swingle nel Ticino centrale
93
10 G. Brusa Aspetti ecologici di briofite e licheni nelle comunità corticicole su Quercus robur 103
11 L. Paltrinieri
B. Jann
Macrofite del Lago Ceresio: studio dei popolamenti e della distribuzione alla luce della nuova situazione trofica del lago, rive svizzere e rive di Campione d’Italia 113

 

 

PARTE III: Notizie

 

 

F. Spinedi Stato meteorologico 2001 125
  N. Schoenenberger
P. Druart
P. Giorgetti Franscini
Note floristiche ticinesi: la flora della rete ferroviaria con particolare attenzione alle specie avventizie.
Parte I
127
  Centro protezione chirotteri Ticino (CPT) Pipistrellus pygmaeus, una specie di pipistrello scoperta di recente in Europa,
è presente anche in Ticino
139

Le osservazioni sulla geologia del luganese di H.T. De la Beche (1796 - 1855): dal diario di viaggio alla pubblicazione

Marco Antognini Museo cantonale di storia naturale, Via Cattaneo 4, CH-6900 Lugano marco.antognini@ti.ch
Tom Sharpe Department of Geology, National Museums & Galleries of Wales, Cardiff CF10 3NP  
     

Riassunto

Tra il 1825 ed il 1833 numerosi illustri geologi, tra i quali il tedesco Leopold von Buch e lo svizzero Bernard Studer, percorsero le rive del lago di Lugano alla ricerca di nuovi elementi riguardanti l’origine dei porfidi e la loro relazione con la dolomia. Nel presente articolo presentiamo un manoscritto inedito tratto dal diario di viaggio dell’inglese Henry Thomas De la Beche (1796-1855), fondatore e primo direttore del British Geological Survey, che nel 1829 visitò questa regione. I dati raccolti sul terreno vennero utilizzati in alcune pubblicazioni, in particolare quale esempio di relazione genetica tra l’intrusione di materiale igneo e la dolomitizzazione del calcare. Vengono inoltre discusse le osservazioni relative alla presenza di massi erratici sul versante settentrionale del Monte San Primo presso Como. Le illustrazioni qui presentate sono uno splendido esempio delle notevoli doti di De la Beche nel disegno.

Abstract

Between 1825 and 1833 leading geologists such as the German Leopold von Buch and the Swiss Bernard Studer visited the Lake Lugano region to study the relationship between igneous rocks (porphyry) and dolomite. In this paper we present an unpublished manuscript from the diary of the British geologist Henry Thomas De la Beche (1796- 1855), founder and first Director of the British Geological Survey who visited the region in 1829 during his third continental tour. The observations he made in this region were subsequently published as illustrative of the theory of dolomitization. De la Beche’s geological observations on the occurrence and origins of the erratic blocks near Como (Monte San Primo) are also discussed. The drawings which he made on his tour are presented here and are fine examples of De la Beche’s skill with pen and brush.

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Upper Pleistocene Marmota marmota Linnaeus, 1758 remains from Como Province(Lombardy-Northern Italy).
Osteological study and morphometric observations

Valentina Ferraiuolo Via de Gasperi 13, I-24020 Cene (Bergamo) (Italy)  
Chiara Krieger c/o Dipartimento di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy)  
Giuseppe Santi Dipartimento di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy) gsanti@unipv.it

Riassunto

Vengono studiati morfologicamente e osteometricamente circa 300 reperti di Marmota marmota L., 1758 provenienti da due località della provincia di Como (Bulgarograsso e Olgiate Comasco). Nel confronto fra parametri dentali, craniali e mandibolari con resti di marmotte pleistoceniche provenienti dalla Grotta dei Parmorari (Borgio Verezzi - Savona) ed attuali (Piemonte), è stato dimostrato che i reperti della collezione comasca possono essere inclusi nella variabilità delle marmotte recenti e che più in particolare, hanno una taglia inferiore rispetto alle piemontesi. È confermata la taglia superiore delle marmotte pleistoceniche, mentre le differenze morfologiche riscontrate fra le marmotte comasche e quelle piemontesi potrebbero dipendere o da diversità sessuale o, più verosimilmente, da leggere variazioni dell’ambiente di vita.

Abstract

About three hundred remains of Marmota marmota L., 1758 from two localities of the Como Province (Bulgarograsso and Olgiate Comasco) (Lombardy) are morphologically and osteometrically studied. From the comparison of dental, craniometric and mandibular parameters between the Pleistocene and recent marmots from Parmorari Cave (Borgio Verezzi, Savona, Liguria Region) and from the Piedmont, it has been demonstrated that the Como collection specimens can be included in the recent marmots variability and, more in particular, that they have a smaller size compared to the ones of Piedmont. The larger size of the Pleistocene marmots is confirmed, whereas the observed morphologic differences between the Como and the Piedmont marmots could be due to the sexual diversity or, more probably, to slight habitat variations.

Keywords: Marmota, osteological and morphometric study, Pleistocene.
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Further news to the Lower Permian palaeoichnology of the Brembana Valley (Orobic Basin, Southalpine)

Federico Confortini
Museo Civico di Scienze Naturali «E. Caffi», Piazza Cittadella 10, I-24129 Bergamo (Italy)
Alessandro Decarlis
Dipartimento di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy)
Chiara Krieger Dipartimento di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy)  
Matteo Malzanni Museo Civico di Scienze Naturali «E. Caffi», Piazza Cittadella 10, I-24129 Bergamo (Italy)  
Giuseppe Santi
Dipartimento di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy)

Riassunto

I nuovi ritrovamenti di impronte di tetrapodi dalla Val Brembana (Bacino Orobico, Lombardia) permettono di estendere le conoscenze sull’icnoassociazione del Permiano inferiore del Bacino Orobico. Questa icnoassociazione è composta da: Camunipes cassinisi Ceoloni et al., 1987, Amphisauropus latus Haubold, 1970, A. imminutus Haubold, 1970, Varanopus curvidactylus Moodie, 1929 e da Dromopus lacertoides (Geinitz, 1869). Inoltre, con la scoperta di C. cassinisi nel Bacino Orobico viene documentata la sua presenza in zone differenti dalla Val di Scioc (limitrofa alla Val Brembana) dove risulta estremamente abbondante. Queste nuove scoperte confermerebbero la bassissima biodiversità durante il Permiano inferiore ed il suo inserimento nella sottoetà faunistica di Rabejac.

Abstract

The new discoveries of the tetrapod footprints from Brembana Valley (Lombardy, Southalpine) permit to extend the knowledge about the Lower Permian ichnoassociation of the Orobic Basin. This ichnoassociation consists of Camunipes cassinisi Ceoloni et al., 1987, Amphisauropus latus Haubold, 1970, A. imminutus Haubold, 1970, Varanopus curvidactylus Moodie, 1929 and Dromopus lacertoides (Geinitz, 1869). Besides, with the discovery of C. cassinisi, the presence of this ichnospecies is documented, in the Orobic Basin, for the first time out of Scioc Valley (close to Brembana Valley), area where it is extremely abundant. The new data should confirm the very low biodiversity during the Lower Permian and ascribe it to the Rabejac Faunal subage (FsA).

Keywords: Brembana Valley, ichnoassociation, Lower Permian, Orobic Basin
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Ritrovamento di centinaia di ossa di pipistrello nella Grotta del Canalone (Monte Generoso, TI): risultati preliminari

Philippe Morel Questo contributo è dedicato al collega e amico Philippe Morel prematuramente scomparso.  
Michel Blant ISSKA – Istituto svizzero di speleologia e di carsologia, cp 818,
2301 La Chaux-de-Fonds
info@isska.ch
Roberto Della Toffola LRSMG – Laboratorio di Ricerca Sotterraneo Monte Generoso
2 SSS-TI – Società Svizzera di Speleologia Sezione Ticino, cp 507,
6962 Viganello
rdellatoffola@bluewin.ch
Marco Moretti CPT – Centro protezione chirotteri Ticino, 6717 Dangio marzia.roesli@ticino.com

Riassunto

La Grotta del Canalone è stata scoperta nel 1995. Durante i lavori di disostruzione sono emerse centinaia di ossa di pipistrello. Si tratta di uno dei più importanti giacimenti osteologici di chirotteri della Svizzera. Sulla base di 410 ossa, di cui 384 crani determinati alla specie, è stato possibile descrivere in maniera preliminare la tanatocenosi, che si compone di 11 specie. Le specie dominanti sono Myotis bechsteini (45.6%), M. mystacinus (11.5%), M. nattereri (8.8%), M. myotis (8.5%) e M. emarginatus (7.8%). È la prima volta in Svizzera che Myotis bechsteini è presente in proporzioni così importanti all’interno di una tanatocenosi. Attualmente in Svizzera e in Ticino la specie è ritenuta rara. Interessante è la presenza di 2 specie considerate estinte in Ticino (Rhinolophus hipposideroos e Myotis capaccinii), mentre curiosa è l’assenza di alcune specie ritenute oggi ben ripartite sul territorio ticinese. Il progetto, tuttora in corso, si propone di completare la raccolta di ossa in nuovi settori della grotta finora poco esplorati, di datare alcuni reperti e di confrontare la chirotterofauna del passato con quella attualmente presente sul Monte Generoso.

Abstract

The Canalone Cave was discovered in 1995. During the obstruction removal work, hundreds of bat bones were uncovered. This discovery comprises one of the most important osteological deposits of Chiroptera in Switzerland. Based on 410 bones, 3 84 of which are skulls, it was possible to preliminary describe the tanatocenosis, which includes 11 species. The dominant species were Myotis bechsteini (45.6%), M. mystacinus (11.5%), M. nattereri (8.8%), M. myotis (8.5%) and M. emarginatus (7.8%). This is the first time in Switzerland that the Myotis bechsteini is present in such important proportions in a mass death. At present the species is considered rare in Switzerland and in Ticino. Also interesting is the presence of 2 species considered to be extinct in Ticino (Rhinolophus hipposideros and Myotis capaccinii), whereas curiously absent are some species at present well distributed in our canton. The project, still in progress today, proposes to continue gathering bones in areas of the cave yet to be explored, to date a number of the exhibits and to compare the Chiroptera of the past with that of the present on Monte Generoso.

Keywords: Chiroptera, chirotteri, Myotis bechsteini, tanatocenosi, ossa, grotta, Monte Generoso.
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Contributo alla conoscenza di Pipistrellus pipistrellus s.l., P. kuhli, P. nathusii e Hypsugo savii (Mammalia: Chiroptera) in Ticino (Svizzera)

Marco Moretti Via Nosetto 4, CH-6987 Caslano  
Riccardo Pierallini Centro protezione chirotteri Ticino, CH-6714 Semione pierallini.ric@bluewin.ch

Riassunto

Le specie appartenenti ai generi Pipistrellus e Hypsugo sono considerate tra le più antropofile e abbondanti in Europa. In Ticino P. pipistrellus e P. kuhli sono abbondanti e ben ripartiti. P. kuhli occupa le regioni più calde al di sotto dei 600 m s.m., mentre P. pipistrellus è presente ovunque e si spinge anche nelle valli interalpine. Hypsugo savii è tra le specie investigate la meno antropofila con distribuzione tendenzialmente montana. Le informazioni relative a P. nathusii restano per contro scarse e frammentarie. La fenologia riproduttiva di P. pipistrellus, P. kuhli e H. savii è differente. Pipistrellus pipistrellus è, tra le specie esaminate, quella che si riproduce prima durante l’anno, seguita a una decina di giorni di distanza da P. kuhli e a circa due settimane da H. savii. Questa sequenza risponde alla ripartizione biogeografica delle specie e alle loro esigenze trofiche. Pipistrellus kuhli presenta il tasso di mortalità maggiore, soprattutto nei mesi di febbraio-aprile. Questo può essere dovuto sia alla sua origine mediterranea sia alle pronunciate escursioni termiche che caratterizzano questa stagione nelle aree planiziali dove la specie predomina.

Abstract

The species belonging to the genera Pipistrellus and Hypsugo are considered to be amongst the most manfriendly and abundant in Europe. In Ticino P. pipistrellus and P. kuhli are abundant and well distributed. P. kuhli occupies the warmest regions below 600 m a.s.l., while P. pipistrellus is present everywhere, also in the inter alpine valleys. Hypsugo savii is the least man-friendly of the investigated species with a predominantly mountainous distribution. On the other hand, information regarding P. nathusii remains scarce and fragmented. Reproductive phenology of P. pipistrellus, P. kuhli and H. savii is different. Amongst the examined species, Pipistrellus pipistrellus reproduces first in the year, followed by 10 days by P. kuhli and by approximately 2 weeks by H. savii. This sequence corresponds to the biogeographical distribution of the species and to their nutritional needs. Pipistrellus kuhli presents the highest mortality rate, especially during the months of February-April. This could be due either to its Mediterranean origin or to the pronounced temperature range which characterizes this season in the plains where this species predominates.

Keywords: Distribution, roost, nursery, phenology, reproduction.
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Monitoraggio delle popolazioni di Saettone (Elaphe longissima), di Biacco (Hierophis viridiflavus) e di Natrice dal collare (Natrix natrix helvetica) in località Boschi, Stabio TI

Ivan Camponovo via San Gottardo 5a, 6877 Coldrerio
Ulrich Hofer Naturhistorisches Museum, Bernastrasse 15, 3005 Bern
Serge Misslin 6986 Novaggio

Riassunto

In località Boschi nel comune di Stabio sono stati rilevati, in un mosaico di ambienti comprendente bosco misto di latifoglie, prati da sfalcio e campi di mais, dati sulla biologia delle popolazioni di Saettone (Elaphe longissima), di Biacco (Hierophis viridiflavus) e di Natrice dal collare (Natrix natrixhelvetica) durante un periodo di cinque anni. I rettili sono stati catturati sia a vista sia mediante la posa di placche di metallo (rifugi artificiali), lungo un transetto di 2 km, marcati con microchips sottocutanei (transpondern) e immediatamente rilasciati. In totale sono stati marcati 167 rettili adulti. Le densità rilevate per il Saettone e il Biacco corrispondono a 1.3, rispettivamente 1.4 animali per ettaro, che indicano popolazioni di 36, rispettivamente 39 adulti; la popolazione di Natrice dal collare è invece probabilmente più piccola. L’impegno annuo di 20-25 campionature ha fornito tassi di ricatture tali da permettere solo raramente una stima dei parametri statistici delle popolazioni. A seconda della specie e del sesso dal 28% al 50% di tutti gli esemplari marcati sono stati rinvenuti sotto le placche di metallo. Il metodo è dunque fortemente consigliabile per il rilevamento in natura delle popolazioni di grossi Colubridi. Nell’articolo vengono inoltre discusse le possibili conseguenze della costruzione del progettato tratto di strada nazionale attraverso la zona di studio.

Abstract

In the «Boschi» located in the village of Stabio (southern Ticino, Switzerland), an area of mixed broadleaf forest, meadows and maize fields, population parameters of three Colubrid species – the Aesculapian Snake (Elaphe longissima), the European Whip Snake (Hierophis viridiflavus) and the Grass Snake (Natrix natrix helvetica) – were estimated over a five-year period. Snakes were obtained along a transect line 2 km in length by hand capture and artificial shelters, marked with PIT-tags and subsequently released. A total of 167 adult snakes were marked. Aesculapian and European Whip Snake densities were estimated at 1.3 and 1.4 snakes per hectare, respectively, with population sizes of 36 and 39 adults, respectively. The Grass Snake population is smaller in all probability. The 20 to 25 samples per year yielded recapture rates that only rarely allowed estimates of population parameters with an accuracy of ±50%. Depending on species and sex, between 28% and 50% of all marked snakes were exclusively found under artificial shelters. For population studies of large Colubrids this method is highly recommended. The potential effects on the reptile fauna of a projected highway intersecting the study area are addressed.

Keywords: Serpentes, Colubridae, population parameters, artificial shelters, Pradel models
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Inventario odonatologico delle zone umide planiziali del Cantone Ticino (Svizzera) e basi per un programma d’azione cantonale

Tiziano Maddalena 6672 Gordevio tmaddalena@ticino.com
Marzia Roesli  
Nicola Patocchi  
Riccardo Pierallini  

Riassunto

I dati raccolti dal 1997 al 1999 hanno permesso di ottenere un quadro aggiornato della situazione della fauna odonatologica nelle zone umide planiziali del Cantone Ticino (Svizzera) e di identificare le specie la cui protezione in Ticino deve essere considerata prioritaria (Specie Prioritarie Regionali = SPR). La check-list aggiornata a dicembre 1999 conta 58 specie e sottospecie, 23 (40%) delle quali sono considerate SPR. L’analisi dei descrittori ambientali, pure raccolti durante lo studio, ha permesso di mettere in evidenza i fattori che maggiormente influenzano le cenosi odonatologiche in Ticino e di stabilire degli optimum ecologici per le SPR. Sulla base degli optima ecologici delle SPR sono state definite 2 tipologie di ambiente prioritarie per le regioni planiziali del Cantone Ticino. Utilizzando quali criteri la diversità di specie e la ricchezza di SPR, sono inoltre state identificate 24 stazioni e 3 regioni prioritarie per la conservazione della fauna odonatologica del Ticino. Le indicazioni scaturite da questo studio forniscono elementi supplementari da considerare nell’ambito di interventi di gestione o ripristino delle zone umide planiziali del Cantone Ticino.

Abstract

Data collected between 1997-1999 give an actual picture of the dragonfly fauna situation in the lowlands of Canton Ticino (Switzerland). They also allow the identification of species of conservation concern for the region of Ticino (Species of Regional Priority = SPR). The checklist as of December 1999 counts 58 species and subspecies, 23 of which are considered SPR. The analysis of the ecological variables collected during this study allows the identification of factors that mostly influence dragonfly communities in Ticino and the establishment of ecological optima for the SPR.
Based on these ecological optima 2 habitat types of priority for the lowland zones in Ticino are evidenced. Taking as measures the diversity and the number of SPR, 24 localities as well as 3 regions of priority for the conservation of the dragonfly fauna in Ticino are also identified. The main results of this work should be taken into consideration when planning management practices or recovery actions in the wet zones of the Ticino lowlands.

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Monitoraggi faunistici alle Bolle di Magadino (Svizzera meridionale)
Eterotteri acquatici e terrestri (Insecta, Heteroptera: Gerromorpha, Nepomorpha e Geocorisae)

Paride Dioli Museo civico di Storia Naturale, I-23017 Morbegno paridedioli@virgilio.it
Isabella Giacalone Via al Roseto 19, CH-6877 Coldrerio isabellagiacalone@hotmail.com
Nicola Patocchi Fondazione Bolle di Magadino fbm@bluewin.ch

Riassunto

Alle Bolle di Magadino, sulle sponde del Lago Maggiore (196 m s. m.) a sud delle Alpi, è stato condotto uno studio sulle cimici (eterotteri) acquatiche e terrestri mediante diverse metodologie di campionamento (retino da sfalcio, caccia a vista, trappole luminose, trappole «a emergenza» e trappole Barber).
Complessivamente sono state rilevate 184 specie: 19 acquatiche e 165 terrestri. Si segnalano 4 specie nuove per la Svizzera (Arocatus longiceps, Geocoris megacephalus, Phytocoris ustulatus e Strongylocoris luridus) e 25 nuove per il Ticino. Con queste nuove segnalazioni il totale delle specie di eterotteri accertate finora sul territorio cantonale sale a 470. Per gli eterotteri terrestri gli ambienti che si evidenziano per il loro valore ecologico sono: le praterie umide, le praterie golenali dei fiumi Ticino e Verzasca gestite in modo estensivo, il bosco golenale, i cariceti e i fragmiteti per le specie caratterizzanti questi ambienti. Per gli eterotteri acquatici gli ambienti più interessanti sono le lanche bagnate direttamente dal lago.

Abstract

Faunistic monitoring at the Bolle di Magadino (Southern Switzerland). Aquatic and terrestrial true bugs (Insecta, Heteroptera: Geocorisae, Gerromorpha e Nepomorpha). A study of aquatic and terrestrial true bugs was conducted at the Bolle di Magadino nature reserve, located on the shore of Lake Maggiore (196 a. s. l.) in southern Switzerland.
The heteropteran bugs were sampled using sweep-nets, luminous traps, pitfall traps and «emergence» traps. A total of 186 species were assessed of which 19 were aquatic and 167 terrestrial. Four (Arocatus longiceps,Geocoris megacephalus, Phytocoris ustulatus and Strongylocoris luridus) and 25 species were reported for the first time in Switzerland and in Ticino. The number of species known in Ticino is 470 until now. Wet grasslands, alluvial zone meadows, alluvial woods and marshes were identified as habitats of particular ecological value for terrestrial true bugs; whereas for aquatic true bugs the most interesting habitats were found to be oxbow lakes in direct contact with the Lake Maggiore.

Keywords: Heteroptera, true bugs, southern Switzerland, Canton Ticino, Bolle di Magadino, lacustrine wetlands, faunistic, ecology.

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Distribuzione e potenziale invasivo di Ailanthus altissima (Mill.)
Swingle nel Ticino centrale

Francesco Arnaboldi WSL Sottostazione Sud delle Alpi, via Belsoggiorno 22, CH-6504 Bellinzona
Marco Conedera WSL Sottostazione Sud delle Alpi, via Belsoggiorno 22, CH-6504 Bellinzona
Guido Maspoli Museo Cantonale di Storia Naturale, Viale Cattaneo 4, CH-6900 Lugano

Riassunto

L’ailanto (Ailanthus altissima (Mill.) Swingle) rappresenta, unitamente alla robinia e al ciliegio tardivo, una delle specie arboree più aggressive e a carattere invasivo al Sud delle Alpi della Svizzera. In questo contributo sono esposti i risultati riguardanti la distribuzione e il potenziale invasivo della specie nel Ticino centrale. Nella regione di studio l’ailanto sembra avere un carattere più aggressivo rispetto al Centro e al Nord Europa, riuscendo a colonizzare diverse tipologie stazionali sia di fondovalle che di versante. Le sue possibilità di colonizzazione sembrano essere essenzialmente legate alla presenza di piante madri nelle immediate vicinanze di aree a forte disturbo antropico o a carattere ruderale, assumendo anche un comportamento emiagriofita. Nelle zone perennemente aperte, come praterie o brughiere, l’ailanto è tuttavia in grado di colonizzare anche ecosistemi azonali indisturbati, facendo pensare ad un comportamento addirittura oloagriofita con grande pregiudizio per la diversità specifica di questi ambienti.

Abstract

Distribution and invasive potential of Ailanthus altissima (Mill.) Swingle in Central Ticino

Ailanthus (Ailanthus altissima [Mill.] Swingle) represents, together with Black Locust and Black Cherry, one of the most aggressive and invasive arboreal species south of the Swiss Alps. This paper outlines the results of a study on the distribution and invasive potential of this species in central Ticino. In the study area Ailanthus appears to have a more aggressive character with respect to Central and Northern Europe, capable of colonizing diverse zones such as valley floors as well as slopes. Its capacity to colonize seems essentially linked to the presence of mother plants in the immediate vicinity of human-disturbed or ruderal areas (hemiagriophytic behaviour). In perpetually open areas, such as prairies or heaths, Ailanthus is capable of colonizing even undisturbed azonal ecosystems assuming holoagriophytic behaviour with serious consequences for the species diversity of these particular environments.

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Aspetti ecologici di briofite e licheni nelle comunità corticicole su Quercus robur

Guido Brusa
Via Corridoni 97, I-21100 Varese

Riassunto

Sono state indagate le comunità a briofite e licheni che vegetano sulla corteccia di farnia (Quercus robur) nella provincia di Varese (Lombardia). I risultati mostrano un gradiente ecologico che è condizionato dal tipo di vegetazione, con le comunità nelle aree agricole discriminate da quelle nei boschi. L’accumulo di nutrienti sulla corteccia è correlato con la ricchezza floristica dei licheni. Notevole importanza assume la posizione verticale della comunità sul tronco, che coincide con un gradiente ecologico e floristico. La distribuzione di sintaxa, growth-forms e life-strategies è legata al gradiente individuato. Stress ambientali di natura antropica sono responsabili della bassa ricchezza in epifite nella vegetazione boschiva.

Abstract

Ecological remarks about bryophytes and lichens of corticolous communities on Quercus robur. Bryophyte and lichen communities on Common Oak are investigated in province of Varese (Lombardy). The results show an ecological gradient affected by vegetation type. Communities in agricultural areas are clearly separate from units in woods. Nutrient increase on bark is correlated with lichen richness. Vertical zonation of trunk is an important factor related to an ecological and floristic gradient. The distribution of sintaxa, growth-forms and life-strategies is linked to the identified gradient. Environmental man-made stress involves a lower diversity of epiphytes in wood vegetation.

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Macrofite del Lago Ceresio: studio dei popolamenti e della distribuzione alla luce della nuova situazione trofica del lago, rive svizzere e rive di Campione d’Italia

Beatrice Jann Via Nolgio 3, CH-6900 Massagno jann@dial.eunet.ch
Luca Paltrinieri Via Ca’del Caccia 6, CH-6943 Vezia lucabiotec@bluewin.ch

Riassunto

È stata studiata la distribuzione delle macrofite sommerse lungo tutto il litorale del Lago Ceresio, territorio svizzero e Campione d’Italia. La metodologia usata è quella del rilievo vegetazionale in situ tra 0 e 15 m di profondità, utilizzando respiratori automatici e, per una migliore mobilità, uno scooter elettrico subacqueo. Complessivamente sono state censite 14 specie, di cui 13 piante vascolari e 1 alga Charophyta. L’analisi dei dati rivela che non vi sono differenze significative rispetto a uno studio analogo condotto nel 1981, se non nella maggiore espansione di gran parte delle specie e nella profondità superiore alla quale alcune di esse sono state incontrate. Attualmente le macrofite ricoprono l’80% del litorale del lago Ceresio con grandi differenze stazionali. Si è potuto osservare che, laddove le macrofite sono presenti, esse tendono a formare dei raggruppamenti da diffusi ad abbondanti (> 50% dei casi). Nonostante una maggiore trasparenza delle acque lacustri rispetto al 1981, la qualità delle acque è ancora valutata come eutrofica sia in base alla profondità massima alla quale sono state osservate macrofite (7.1 m) sia in base alla presenza di specie indicatrici. Lo studio ha infine permesso di evidenziare la maggiore distribuzione delle macrofite lungo il litorale del lago, ciò che accresce la ricchezza e la disponibilità di habitat per la fauna lacustre.

Abstract

The distribution of submerged plants has been studied along the littoral zone of the Lake of Lugano, along the shores of Switzerland and Campione d’Italia. The vegetation was observed in situ from 0 to 15 m depth using SCUBA diving equipment and, for better mobility, an electric SCUBA scooter. In total 14 species were found: 13 vascular plants and 1 Charophyta. There were no significant differences between this and a previous analogous study completed in 1981, apart from the larger surface covered by most species and the deeper depth at which some of the species are now found. Today macrophytes cover 80% of the observed shores of the Lake of Lugano, with major difference between single stations. It was observed that where macrophytes are present, they tend to form groupings from widespread to abundant (> 50% of the cases). In spite of a better water-transparency compared to 1981, the water-quality is still estimated to be eutrophic according to both the maximum depth (7.1 m) at which submerged plants are found, and the presence of indicator species. The study pointed out the larger distribution of most species along the shores of the littoral zone of the lake, increasing therefore habitat availability and richness for the lake fauna.

Keywords: macrofite, habitat lacustre, Lago Ceresio

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