Volume 89 (1-2), 2001 |
| |
|
PARTE I: Attività
della Società |
Pag. |
| |
C. Valsangiacomo |
Rapporto d'attività
1999 |
7 |
| |
F. Spinedi |
Rapporto d'attività
2000 |
8 |
| |
F. Spinedi |
140a Assemblea
ordinaria primaverile 2000 |
9 |
| |
M. Moretti |
141a Assemblea
ordinaria autunnale 2000 |
10 |
| |
M. Conedera |
142a Assemblea
ordinaria primaverile 2001 |
12 |
| |
|
|
|
| |
|
PARTE II: Comunicazioni
scientifiche |
|
| 1 |
M. Moretti
N. Patocchi
N. Zambelli |
Gestione dei prati magri del
Monte San Giorgio (Ticino, Svizzera). Verifica degli interventi1994-1998
tramite tre gruppi faunistici: Ropaloceri, Ortotteri e
Ragni |
15 |
| 2 |
S. Zimmermann
P. Blaser
M. Conedera |
Contenuto in alcuni metalli
pesanti scelti nei terreni del Canton Ticino e della Mesolcina |
25 |
| 3 |
B. Longhini
F. Domeniconi
L. Quirici
M. Jäggli
C. Valsangiacorno |
Distribuzione di Cryptosporidium
parvum negli acquedotti ticinesi |
37 |
| 4 |
F. Saporetti |
L'avifauna nidificante nelle
zone umide della Provincia di Varese: status delle specie
e grado di conservazione dei biotopi |
41 |
| 5 |
I. Giacalone
M. Moretti |
Contributo alla conoscenza
della mirmecofauna (Hymenoptera: Formicidae) dei castagneti
al Sud delle Alpi (Ticino, Svizzera) |
51 |
| 6 |
F. Bianchi-Dernicheli
N. Oppizzi |
Ricerche speleologiche e paleontologiche
nella regione del Monte Generoso: la Caverna Generosa |
61 |
| 7 |
G. Brusa |
Il genere Sphagnum
(Bryophyta) in provincia di Varese: fattori ecologici
condizionanti la distribuzione |
67 |
| 8 |
R. Stockar |
Alghe Dasicladali fossili
(Chlorophyta) del Membro di Montorfano (Formazione di
Tabiago, Paleocene) |
71 |
|
|
|
|
|
|
PARTE III: Notizie |
|
|
F. Spinedi |
Stato meteorologico 2000 |
77 |
|
P. L. Zanon |
Bibliografia botanica |
83 |
| |
![]() |
Gestione
dei prati magri del Monte San Giorgio (Ticino, Svizzera)
Verifica degli interventi 1994-1998 tramite tre gruppi
faunistici: Ropaloceri, Ortotteri e Ragni |
| Marco Moretti |
Maddalena & Moretti Sagl,
CH-6672 Gordevio |
marcomoretti@bluewin.ch |
| Nicola Patocchi |
CH-6835 Morbio Superiore |
fbm@bluewin.ch |
| Nicola Zambelli |
CH-6937 Breno |
nzambelli@dplanet.ch |
Riassunto
- Dal 1994 i prati magri
del Monte San Giorgio sono gestiti sulla base di un
piano di cura quinquennale comprendente: a) lo sfalcio
annuale in agosto o in ottobre; b) lo sfalcio biennale
in ottobre; c) il pascolo con gli asini; d) il decespugliamento
triennale; e) nessun intervento (parcelle di controllo).
- Al termine del primo quinquennio
di gestione, si è proceduto alla verifica dell'effetto
dei diversi interventi tramite tre gruppi faunistici
considerati buoni bioindicatori: Ropaloceri, Ortotteri
e Ragni.
- La raccolta dei dati è
avvenuta da marzo a ottobre 1998 mediante l'impiego
di tecniche miste: caccia a vista con retino (Ropaloceri),
caccia a vista ed emissioni sonore (Ortotteri), trappole
a caduta (Ragni). Il confronto della situazione "prima"
e "dopo" gli interventi di gestione è
stato eseguito attraverso un'analisi delle specie
e delle cenosi, cercando correlazioni con fattori
ambientali e gestionali.
- I risultati mostrano in
modo chiaro che l'effetto della gestione sulle varie
tipologie prative è differente e complementare
per i tre gruppi faunistici investigati.
- Il triplice approccio d'analisi
("un'analisi per specie", "per
settore" e "per ambiente")
applicato a più gruppi faunistici e integrato
alle indagini floristiche, ha permesso di ottenere
una coerente base decisionale per la pianificazione
degli interventi futuri.
- Un periodo prolungato di
monitoraggio del piano di cura dei prati magri del
Monte San Giorgio per almeno 15 anni con variazioni
minime degli interventi (solo correzioni puntuali)
permetterà una conferma importante dei metodi
e delle tendenze evidenziate dopo i primi 5 anni.
|
Abstract
Since 1994 the abandoned meadows
of Monte San Giorgio are managed on the basis of a five-year
plan consisting of: a) annual mowing in August and October;
b) biennial mowing in October; c) grazing with donkeys;
d) triennial shrubbing; e) intervention-free areas (control
sites).
At the end of the first quinquennial management period,
the resulting effects were evaluated using three faunal
groups considered to be good bioindicators: Rhopalocera,
Orthoptera and Araneae.
Acquisition of data took place from March to October
1998 using combined techniques: hunting by sight with
a butterfly net (Rhopalocera), hunting by sight and
sound (Orthoptera) and using fall-traps (Araneae). Comparison
of conditions "before" and "after"
management activities was achieved through analysis
of species and coenosis-by looking for correlations
with environmental and management factors.
The results show dearly that effects of site management
on various meadow typologies were both different and
complementary for the three faunal groups that were
studied.
The triple analysis approach ("analysis by species","
by sector"and "by habitat")
applied to multiple faunal groups and integrated into
the floristic survey, yielded a coherent decisional
basis for future management.
An extended (at least 15 years) monitoring period -of
the conservation management plan applied to the meadows
of Monte San Giorgio-will allow for an important convalidation
of used methods and trends that were observed over the
initial 5-year period. |
| Key words: abandoned meadows, management
plan, conservation, monitoring, bioindication, outcome
effectiveness, invertebrates, Araneae, Orthoptera, Rhopalocera,
Monte San Giorgio |
| Inizio pagina |
![]() |
Contenuto
in alcuni metalli pesanti scelti nei terreni del Cantone
Ticino e della Mesolcina |
| Stefan Zimmermann |
WSL Istituto federale di ricerca
CH-8903 Birmensdorf |
|
| Peter Blaser |
WSL Istituto federale di ricerca
CH-8903 Birmensdorf |
|
| Marco Conedera |
WSL Sottostazione Sud delle
Alpi CH-6504 Bellinzona |
|
Riassunto
L'obiettivo di questo studio
è quello di analizzare e di rappresentare in
forma sinottica i contenuti in metalli pesanti dei suoli
del Canton Ticino e della Mesolcina. In 76 profili sono
stati prelevati campioni di suolo da tutti gli strati
pedogenetici fino agli orizzonti C o B/C. Sono state
determinate le concentrazioni di Cr, Cu, Ni, Pb e Zn
estraibili con HNO3, e le concentrazioni
di Pb e Zn estraibili con NH4CI (forma disponibile
per i vegetali). Sono state riscontrate differenze sostanziali
nei contenuti in metalli pesanti in funzione del tipo
di roccia da cui hanno avuto origine i terreni. In alcuni
fitotipi, le concentrazioni naturali di Cr, Ni e in
parte anche Cu degli strati più profondi sono
più alte dei valori indicativi dell'Ordinanza
sul suolo del 1998. Dal raffronto delle concentrazioni
negli strati superiori si è cercato di stimare
l'accumulo o l'impoverimento degli elementi all'interno
dei profili. In tre profili scelti, la concentrazione
di Cr, Cu, Ni, Pb, Zn e Zr è stata determinata
in tutti gli orizzonti pedogenetici con il metodo della
spettrometria fluorescente ai raggi X. Gli accumuli
e gli impoverimenti sono in seguito stati calcolati
in riferimento al tracciante immobile Zr. Le stime indicano
l'esistenza di casi di carico antropico, soprattutto
per i metalli Pb e Zn, mentre le immissioni antropiche
di Cr, Cu e Ni sono meno importanti (fanno qui eccezione
i 3 suoli nei vigneti). La percentuale di Pb e Zn facilmente
assimilabile dai vegetali è inversamente proporzionale
ai valori di pH, essendo questi elementi più
solubili e mobili a pH inferiori. Negli strati superiori
del suolo con elevati tassi di accumulo di Pb e Zn,
le percentuali presenti in forma facilmente assimilabile
dai vegetali sono eccezionalmente alte. Questo sembra
indicare l'esistenza di forme di legami meno forti per
i metalli pesanti provenienti dalle immissioni antropiche. |
Abstract
The aim of this study was to
obtain an overview of trace element concentrations (Cr,
Cu, Ni, Pb, and Zn) in forest soils of Ticino and lower
part of valle Mesolcina and to critically assess the
measured values with respect to anthropogenic input
vs. lithogenic background. Seventy-six sites were selected
which represent a broad range of forest sites, bedrock
material and soil types of Southern Switzerland. At
each site, samples were collected from all genetic soil
horizons down to a C or B/C horizon. HNO3-extractable
concentrations of Cr, Cu, Ni, Pb, and Zn and NH4CI-extractable
(plant available) concentrations of Pb and Zn in all
samples were determined. There were distinct differences
in the concentrations measured in the samples from the
lowest soil horizons of soils developped on various
geological substrates. Concentrations for Cr, Cu, Ni,
and Zn were highest in Bündnerschiefer (schistes
lustrés) and metabasites whereas Pb was highest
in Ortho- and Paragneiss. The lowest concentrations
in the subsoils were found in the dolomites group. Therefore,
natural background concentrations for Cr, Ni, and partly
for Cu are often higher than the maximum allowable concentrations
according to the Swiss Environmental Legislation (O-SUOLO
1998).
In order to estimate enrichment or depletion of trace
elements the concentrations in subsoils and topsoils
were compared. In three exemplary profiles the total
concentrations of Cr, Cu, Ni, Pb, Zn, and Zr in all
genetic soil horizons were determined by X-ray fluorescence
spectrometry, and enrichment or depletion was assessed
using Zr as an immobile reference element. Based on
these assessments, pollution of the investigated forest
soils was found to be most severe for Pb and Zn, whereas
anthropogenic input of Cr, Cu, and Ni seems to be less
important (with the exception of 3 profiles in a vineyard).
The fraction of plant available Pb- and Zn-concentrations
increased with decreasing pH-value, indicating a higher
solubility and mobility of these elements with a decreasing
pH-value. In top soil samples with high enrichment factors
the fraction of plant available Pb and Zn were exceptionally
high. This points to a weeker binding of heavy metals
of anthropogenic origin. |
| Inizio pagina |
![]() |
Distribuzione
di Cryptosporidium parvum negli acquedotti ticinesi |
| Barbara Longhini, Fabio
Domeniconi, Lorenzo Quirici, Mario Jäggli e Claudio
Valsangiacomo |
| Laboratorio cantonale,
Via Giuseppe Buffi 6, CH-6900 Lugano |
Riassunto
La distribuzione di Cryptosporidium
parvum, un protozoo unicellulare agente eziologico
di gastroenteriti acute nell'essere umano e negli animali,
è stata monitorata in 19 acquedotti sparsi sul
territorio ticinese. Dei 50 campioni prelevati ed analizzati
con tecniche di immunoseparazione magnetica e microscopia
ad immunofiuorescenza, 3 sono risultati positivi. Una
seconda analisi dei 3 acquedotti positivi dopo un periodo
di cattive condizioni meteorologiche è risultata
negativa. |
| |
Abstract
The distribution of Cryptosporidium
parvum, a sigle-celled protozoan causing acute gastroenteritis
in humans and animals, was monitored in 19 water supply
from municipal nets in the Canton of Ticino. 3 out of
50 samples resulted positive to the analysis of the
parasite, performed with immunoseparation and immunofluorescent
techniques. A second analysis of the 3 positive water
supplies after bad weather conditions resulted negati |
| Inizio pagina |
![]() |
L'avifauna
nidificante nelle zone umide della Provincia di Varese:
status delle specie e grado di conservazione dei biotopi |
| Fabio Saporetti - Gruppo
Insubrico di Ornitologia |
| Civico Museo Insubrico
di Storia Naturale, Piazza Giovanni XXIII n. 4, 1-20156
Induno Olona (VA) |
Riassunto
Nel periodo 1999/2000 è
stata censita l'avifauna nidificante nelle 18 zone umide
della Provincia di Varese:
complessivamente sono state trovate 67 specie di cui
30 non-Passeriformes e 37 Passenformes. Ventitré
specie rientrano nei criteri di minaccia definiti dalla
Lista Rossa Italiana e/o dai criteri europei SPEC tra
cui Anas strepera, Aythya nyroca, Netta rufina, Circus
aeruginosus, Porzana parva, Picoides minor, Locustella
luscinioides. Biotopi quali il Lago di Comabbio,
la Palude Monvallina, gran parte della Palude Bruschera
e, soprattutto il Lago di Varese, non godono a tutt'oggi
di alcuna forma di tutela: i primi 3 sono stati recentemente
proposti come siti SIC (Siti di Importanza Comunitaria)
ai sensi della direttiva 92/43/CEE, mentre il Lago di
Varese è genericamente incluso nell'area IBA
Imortant Bird Area) formata dal Lago stesso e dalla
Palude Brabbia. |
Abstract
From 1999 to 2000 the Gruppo
Insubrico di Ornitologia has investigated the breeding
birds of eighteen wetlands of the Varese Province (north-western
Italy), ranging in size from 0.4 to 363 ha. A total
of 67 species were recorded: richness ranges from a
minimum of 14 species for a linear reedbed on Lugano
Lake (tavern onte Tresa to a maximum of 54 species corresponding
to the mosaic landscape of Varese Lake, with reedbeds,
wet managed grassland and riparian woods. Twenty-three
species belongs to the Italian Red List and/or to the
Species of European Conservation Concern
(SPEC) categories. At present, some of the most important
biotopes Comabbio Lake, Bruschera and Monvallina Marshes,
Varese Lake) does not have any habitat conservation
and management plans. |
| Inizio pagina |
![]() |
Contributo
alla conoscenza della mirmecofauna (Hymenoptera: Formicidae)
dei castagneti al Sud delle Alpi (Ticino, Svizzera) |
| Isabella Giacalone |
via al Roseto
19, CH-6877 Coldrerio |
isabellagiacalone@hotmail.com |
| Marco Moretti |
Istituto federale
di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL,
Sottostazione Sud delle Alpi,
CH-6504 Bellinzona |
marco.moretti@wsl.ch |
Riassunto
Nel quadro di un progetto di
ricerca sui castagneti nella regione di Locarno a Sud
delle Alpi svizzere, è stata esaminata la fauna
mirmecologica. I campionamenti sono avvenuti tramite
trappole a caduta Barber ed estrazione Berlese della
lettiera, tra gennaio e settembre 1997. 1 castagneti
investigati presentano struttura e vegetazione differenti
in relazione al numero degli incendi e dei diradi subiti.
Sono state così definite 6 unità tipologiche
ambientali che variano da boschi "chiusi ed evoluti"
a boschi "aperti e strutturati". Durante lo
studio sono state censite 44 specie di formiche. E 36%
di esse è riportato nella Lista rossa delle specie
minacciate in Svizzera. Un terzo delle specie ha distribuzione
mediterranea. Quattro specie (Leptothorax luteus,
L. nadigi, Stenamma petiolatumm, S. striatulum)
sono rare in Svizzera e la loro ecologia e distribuzione
geografica sono poco note. In particolare Stenamma
striatulum è stata campionata in modo costante
in alcune delle stazioni, suggerendo l'importanza di
questi ambienti per la specie. Le formiche si distribuiscono
all'interno delle unità tipologiche ambientali
con popolazioni caratteristiche. La ricchezza specifica
delle formiche dei castagneti investigati risulta elevata
se paragonata ad altri studi ecologico faunistici svolti
in Svizzera. Il mosaico di strutture nei castagneti
studiati creatosi a seguito di incendi e diradi sembra
favorire questa ricchezza faunistica. |
Abstract
Contribution to die knowledge
of ant fauna (Hymenoptera: Formicidae) in chestnut forests
in the southern Alps (Ticino, Switzerland). During research
in coppice chestnut forests in the prealpine region
of Locarno, ants have been assessed with pitfall traps
and litter samples, between January and September 1997
Chestnut forests present varied environmental typologies.
Structure and vegetation have been modified by frequency
of forest fires and by cuts. 44 ant species have been
recorded. 36% of the ant species is reported on the
Swiss Red List. A third of the species has Mediterranean
distribution. Four species (Leptothorax luteus, L.
nadigi, Stenamma petiolatumm, S. striatulum) are
rare in Switzerland and their geographic distribution
and ecology are almost unknown. Stenamma striatulum
appears constantly in some of the stations, suggesting
the importance of those forests for the species. Ants
are distributed in the environmental typologies with
characteristic populations. The specific richness of
chestnut forest ants is higher compared to other ecologic
faunistic studies in Switzerland. The mosaic of chestnut
forest structures created by fires and cuts seems to
favour their faunistic richness. |
| Keywords: Formicidae, ants,
chestnut forests, forest structure, fauna, ecology, Southern
Alps, Switzerland. |
| Inizio pagina |
![]() |
Ricerche
speleologiche e paleontologiche nella regione del Monte
Generoso:
la Caverna Generosa |
| Francesco Bianchi-Demicheli |
Viale G. B. Foletti
12, CH-6900 Lugano |
fbianchi@worldcom.ch |
| Nicola
Oppizzi |
Laboratorio
di Ricerca Sotterranea Monte Generoso (LRSMG), CH-6954
Contone |
Riassunto
La Caverna Generosa scoperta
nel 1987, appartiene al sistema carsico della Valle
Breggia (Svizzera/Italia). Essa si sviluppa nella vasta
arca carsica del Monte Generoso, comprendente un importante
patrimonio speleologico. La grotta riveste una notevole
importanza scientifica per l'eccezionalità dei
reperti paleontologici scoperti. Sono state finora individuate
oltre 20'000 ossa di differenti specie animali (iena
delle caverne, cervo megalocero, alce e innumerevoli
micromammiferi.
Il ritrovamento di numerose ossa di orso delle caverne
(Ursus spealeus) ha consentito la ricostruzione
completa di 100 scheletri e la datazione al C14 di uno
dei reperti ha permesso di stabilire un'età di
38'200 +/-1400 anni BR La grotta rappresenta inoltre
un oggetto di studio speleologico di rilevante importanza
per la comprensione della genesi e dell'evoluzione del
carsismo profondo del massiccio del Monte Generoso. |
Abstract
The Generosa Cave, discovered
in 1987, belongs to the karstic system of the Valle
Breggia (Switzerland/Italy). It spreads out into the
vast karstic area of Mount Generoso, which includes
an important speleological wealth. The cave is of remarkable
scientific importance for the exceptionality of the
discovered palaeontological finds. So far, over 20'000
bones of different animal species have been located
(cave hyaena, megaloceros deer, elk and numerous micromammals).
The finding of cave bear (Ursus spelaeus) bones
allowed the complete reconstruction of 100 skeletons
and the C14 dating of a bear find made it possible to
establish an age of 38'200 +/4400 BP years. Moreover,
the cave represents an object of speleological study
of considerable importance for the comprehension of
the genesis and the evolution of the deep karst of the
Mount Generoso massif. |
| Keywords: Monte Generoso,
Ursus spelaeus, paleontologia, carsismo |
| Inizio pagina |
![]() |
Il
genere Sphagnum (Bryophyta) in provincia di Varese:
fattori ecologici condizionanti la distribuzione |
| Guido
Brusa |
Via Corridoni 97, I-21100 Varese |
Riassunto
Sono stati analizzati alcuni
fattori ecologici che influenzano la distribuzione del
genere Sphagnum nella provincia di Varese. La
maggior parte delle specie è distribuita lungo
un gradiente altitudinale che coincide con un gradiente
climatico. La vegetazione costituisce un fattore importante,
ma è in parte vincolata alla quota. |
Abstract
Ecological factors affecting
Sphagnum distribution in the province of Varese
was analysed. Most of the species are arranged along
an altitudinal distribution according to a climatic
gradient. The vegetation is also an important factor,
but it is affected by elevation. |
| Inizio pagina |
![]() |
Alghe
Dasicladali fossili (Chlorophyta) del Membro di Montorfano
(Formazione di Tabiago, Paleocene) |
| Rudolf Stockar |
Museo cantonale
di storia naturale, Viale Cattaneo 4, CH-6900 Lugano |
|
Riassunto
Una recente analisi in chiave
paleoficologica dei sedimenti della sezione-tipo del
Membro di Montorfano (Formazione di Tabiago, Como) ha
evidenziato un'associazione algale diversificata. La
presente nota fornisce un breve resoconto dei reperti
fossili attribuibili ad alghe verdi Dasicladali. |
Abstract
This paper deals with the finding
of a poorly-preserved Dasycladalian assemblage (green
algae) in the Paleocene Montorfano Member type-section
(Tabiago Formation, Como, northern Italy). |
Keywords: Calcareous
Algae, Dasycladales, Paleocene, Southern Alps. |
| Pagina precedente |
|
|
|