Tutto cominciò con una bussola, che un uomo d'affari tedesco regalò al proprio figlio di cinque anni affinché non si annoiasse nelle ore di ozio imposto da una breve malattia. Il ragazzino avrebbe tanto subito il fascino di quel dono da decidere di consacrare la propria esistenza alla ricerca scientifica. Più di vent'anni dopo, oscuro impiegato dell'Ufficio Brevetti di Berna, avrebbe trasformato radicalmente la scienza con un contributo rivoluzionario: la teoria della relatività. E il 1905 sarebbe stato definito annus mirabilis di colui che è diventato l'emblema della genialità: Albert Einstein.
Un secolo dopo la formulazione della teoria della relatività ristretta, seguita nel 1916 dalla relatività generale, l'Unione Internazionale di Fisica Pura e Applicata (IUPAC) ha proclamato il 2005 «Anno Mondiale della Fisica». L'assemblea generale dell'ONU ha fatto propria questa decisione con una risoluzione del 10 giugno 2004. Una commemorazione, ma non solo. L'intento è soprattutto quello di suscitare un dibattito ampio e appassionante sul ruolo che la fisica ha non soltanto fra le scienze naturali ma anche nella trasformazione delle nostre concezioni del mondo e, attraverso la tecnologia, della società e dell'ambiente in cui viviamo. Un dibattito che non sarà ristretto agli specialisti ma che raggiungerà pure il grande pubblico. Perché la scienza deve diventare patrimonio culturale di tutti. Per questo motivo musei, scuole, laboratori, dipartimenti di fisica e organizzazioni culturali in tutto il mondo sono stati invitati a promuovere iniziative di divulgazione scientifica.

Nel nostro cantone, le società ticinesi di matematica (SMASI) e di scienze naturali (STSN), la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) e l'Alta Scuola Pedagogica (ASP) hanno accolto con entusiasmo la sfida, coinvolgendo nell'iniziativa anche i Circoli del Cinema di Bellinzona e di Locarno. Le attività che gli organizzatori hanno pianificato lungo tutto il corso del 2005 hanno un filo conduttore comune: avvicinare il grande pubblico alla fisica cercando di scavalcare i pregiudizi che avvolgono questa disciplina e la scienza più in generale. Questi pregiudizi vanno dalla convinzione che la scienza sia all'origine di molti dei mali che affliggono l'umanità fino all'idea che essa rappresenti una forma di conoscenza arida e lontana dai valori umani più autentici. In realtà la scienza, e la fisica in primo luogo, è stata capace più di ogni altra attività umana di modificare il mondo, nel bene e nel male, e di dare forma alla nostra concezione della realtà. È tra gli scopi principali di quest'iniziativa far emergere questi aspetti, facendo però anche comprendere, in modo ludico e divertente, che il motore più profondo dell'indagine scientifica è un'inesauribile tensione verso la conoscenza e la curiosità per il mondo che ci circonda. |