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Distribuzione, ecologia e morfometria di Pipistrello nano e Pipistrello soprano

 

Distribuzione, ecologia e morfometria delle due specie sorelle Pipistrello nano e Pipistrello soprano nell'area lombardo-ticinese

Barbara Wicht

Pipistrellus pipistrellus e P. pygmaeus

Pipistrellus pipistrellus e Pipistrellus pygmaeus

© Foto: Manfred Hertzog e Wolf-Dieter Burkhard

Il lavoro costituisce un contributo allo studio della biologia delle specie sorelle Pipistrellus pipistrellus (pipistrello nano) e Pipistrellus pygmaeus (pipistrello soprano) fornendo le prime, importanti indicazioni sulla distribuzione, l’utilizzo dell’habitat e sulle caratteristiche morfologiche degli individui presenti nell'area lombardo-ticinese.

La progettazione della ricerca ed i risultati conseguiti sono stati frutto della collaborazione e della sinergia tra il Centro Protezione Chirotteri del Ticino (Marco Moretti, allora coordinatore del Centro) e dal Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese (Adriano Martinoli e Damiano Preatoni, ricercatori) che hanno coinvolto, attraverso la mia attività, l’Università di Neuchâtel nella persona del Prof. Claude Mermod, mio responsabile di tesi.

  • La raccolta dei dati è avvenuta nell’estate del 2001, durante la quale oltre 200 animali sono stati catturati, misurati, registrati e sottoposti ad analisi genetiche, al fine di verificare la presenza delle due specie in diverse tipologie ambientali, e di definire caratteri morfologici e bioacustici che le discriminassero. Nella decisione di intraprendere tale lavoro di diploma e nella fase di lavoro sul terreno, fondamentale è stato il supporto del dott. Marco Moretti (allora responsabile del CPT), che è doveroso nominare in quanto primo promotore del progetto.
     
  • La fase di analisi dei dati ha rivelato la presenza di entrambe le specie nell’area di studio, confermando l’ipotesi che il pipistrello soprano fosse presente anche in Ticino.

    Ciò è stato per la prima volta provato con analisi genetiche (unico mezzo che permette di classificare correttamente ogni singolo individuo); inoltre l’analisi delle emissioni bioacustiche dei pipistrelli registrati (fase d’involo) ha confermato come i sonogrammi siano caratteristici delle due specie, vale a dire l’esistenza di due cosiddetti fonotipi distinti: il pipistrello nano emette attorno ai 45 kHz mentre il pipistrello soprano attorno ai 55 kHz (da cui il suo nome!).

    La morfologia esterna delle due specie è invece molto simile, come dimostrato dall’analisi della misura di ben 12 variabili, che non ha fornito funzioni discriminanti affidabili per l’identificazione dei pipistrelli. Infine, l’analisi dell’habitat, pur non evidenziando grandi differenze quanto a preferenze di quota o pendenza, conferma le spiccate tendenze antropofile del pipistrello nano, che sembra prediligere il tessuto urbano e caccia soprattutto in agrosistemi a copertura erbacea, prati e pascoli; il pipistrello soprano risulta maggiormente legato all’acqua, ai boschi e agli agrosistemi con copertura arbustiva.

Un ringraziamento per il completamento delle analisi genetiche va a Luca Fumagalli del Laboratoire de Biologie de la Conservation – Università di Losanna e a Marco Moretti (attualmente ricercatore presso il WSL), Adriano Martinoli e Damiano Preatoni (del Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale dell’Università degli Studi dell’Insubria) per il coordinamento scientifico del lavoro. Un particolare ringraziamento al Prof. Claude Mermod dell’Institut de Zoologie- Università di Neuchâtel, referente per questo lavoro di diploma che mi ha dato l’opportunità di svolgere questa ricerca.

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