Il lavoro costituisce un
contributo allo studio della biologia delle specie sorelle
Pipistrellus pipistrellus (pipistrello nano)
e Pipistrellus pygmaeus (pipistrello soprano)
fornendo le prime, importanti indicazioni sulla distribuzione,
l’utilizzo dell’habitat e sulle
caratteristiche morfologiche degli individui presenti
nell'area lombardo-ticinese.
La progettazione della ricerca ed i risultati conseguiti
sono stati frutto della collaborazione e della sinergia
tra il Centro Protezione Chirotteri del Ticino (Marco
Moretti, allora coordinatore del Centro) e dal Dipartimento
di Biologia Strutturale e Funzionale dell’Università
degli Studi dell’Insubria di Varese (Adriano Martinoli
e Damiano Preatoni, ricercatori) che hanno coinvolto,
attraverso la mia attività, l’Università
di Neuchâtel nella persona del Prof. Claude Mermod,
mio responsabile di tesi.
- La raccolta dei
dati è avvenuta nell’estate del
2001, durante la quale oltre 200 animali sono stati
catturati, misurati, registrati e sottoposti ad analisi
genetiche, al fine di verificare la presenza delle
due specie in diverse tipologie ambientali, e di definire
caratteri morfologici e bioacustici che le discriminassero.
Nella decisione di intraprendere tale lavoro di diploma
e nella fase di lavoro sul terreno, fondamentale è
stato il supporto del dott. Marco Moretti (allora
responsabile del CPT), che è doveroso nominare
in quanto primo promotore del progetto.
- La fase di analisi
dei dati ha rivelato la presenza di entrambe
le specie nell’area di studio, confermando l’ipotesi
che il pipistrello soprano fosse presente anche in
Ticino.
Ciò è stato per la prima volta provato
con analisi genetiche (unico mezzo che permette di
classificare correttamente ogni singolo individuo);
inoltre l’analisi delle emissioni bioacustiche
dei pipistrelli registrati (fase d’involo) ha
confermato come i sonogrammi siano caratteristici
delle due specie, vale a dire l’esistenza di
due cosiddetti fonotipi distinti: il pipistrello nano
emette attorno ai 45 kHz mentre il pipistrello soprano
attorno ai 55 kHz (da cui il suo nome!).
La morfologia esterna delle due specie è invece
molto simile, come dimostrato dall’analisi della
misura di ben 12 variabili, che non ha fornito funzioni
discriminanti affidabili per l’identificazione
dei pipistrelli. Infine, l’analisi dell’habitat,
pur non evidenziando grandi differenze quanto a preferenze
di quota o pendenza, conferma le spiccate tendenze
antropofile del pipistrello nano, che sembra prediligere
il tessuto urbano e caccia soprattutto in agrosistemi
a copertura erbacea, prati e pascoli; il pipistrello
soprano risulta maggiormente legato all’acqua,
ai boschi e agli agrosistemi con copertura arbustiva.
Un ringraziamento per il completamento delle analisi
genetiche va a Luca Fumagalli del Laboratoire de Biologie
de la Conservation – Università di Losanna
e a Marco Moretti (attualmente ricercatore presso il
WSL), Adriano Martinoli e Damiano Preatoni (del Dipartimento
di Biologia Strutturale e Funzionale dell’Università
degli Studi dell’Insubria) per il coordinamento
scientifico del lavoro. Un particolare ringraziamento
al Prof. Claude Mermod dell’Institut de Zoologie-
Università di Neuchâtel, referente per
questo lavoro di diploma che mi ha dato l’opportunità
di svolgere questa ricerca.
|