I presidenti

I presidenti della Società ticinese di Scienze naturali
(1890) 1903-2003

Filippo Rampazzi & Alessandro Fossati

0. Giovanni Ferri (1890 – circa 1898)

Lamone, 12.1837 – Lugano, 1.7.1930.
Docente di matematica, ingegnere, meteorologo. Allievo di Carlo Cattaneo e Luigi Lavizzari al Liceo di Lugano, dopo qualche anno di insegnamento al Ginnasio di Mendrisio prosegue gli studi in ingegneria e matematica all’Università di Pavia, dove consegue il dottorato. Per oltre 50 anni, dal 1863 al 1914, è professore di matematica al Liceo luganese. Ne è rettore dal 1878 al 1881 e dal 1903 al 1914. Membro della Commissione federale di meteorologia, organizza al Liceo l’Osservatorio meteorologico, che cura personalmente pubblicandone i risultati. Membro fin dal 1860 della Società elvetica di scienze naturali, nella quale rappresenta il Ticino per oltre 70 anni, nel 1890 è tra i fondatori della prima “Società ticinese delle Scienze naturali” e ne è eletto presidente. Fallito il tentativo, nel 1903 è nuovamente tra gli artefici della ricostituzione della Società e fino al 1922 assume il compito di archivista del sodalizio. Presiede per anni la Pro Lugano. Progetta e dirige i lavori di costruzione delle principali arterie stradali cittadine e si impegna per dotare la città di buona acqua potabile. In veste di tecnico collabora alla realizzazione della linea ferroviaria Lugano-Chiasso. Tra le sue pubblicazioni vanno menzionate il Rapporto sulla esposizione universale di Parigi (1868) e la Cronaca del Liceo-Ginnasio di Lugano. Memorie di un ottuagenario (1920). Nel Bollettino sociale ha pubblicato il Clima di Lugano nel cinquantennio 1864-1914 (1914), fonte cui attingeranno tutte le successive pubblicazioni sull’argomento, Linea dei punti brillanti di sfere concentriche (1920), Per un calendario perpetuo (1926) e numerosi contributi sullo Stato meteorologico. Nel 1924 è eletto socio onorario della STSN.

1. Rinaldo Natoli (1903 – 1909)

Zorlesco (oggi Casalpusterlengo), 13.8.1876 – Luino,10.1.1960.
Docente di scienze naturali. Compiuti gli studi all’Università di Pavia, nell 1898 è chiamato a insegnare alla Scuola normale di Locarno, dove presta il suo aiuto al nuovo Museo di storia naturale inaugurato nel 1900, provvedendo alla revisione e al riordino della preziosa collezione mineralogica di Luigi Lavizzari. È pure attivo nella creazione della Società locarnese di ornitologia. Nel 1903, ventisettenne, è tra gli artefici della ricostituzione della STSN e ne è eletto presidente. Tra il 1906 e il 1908 il Consiglio di Stato affida a lui e altri docenti di chimica e di merceologia della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona il “Laboratorio cantonale d’igiene”, dopo che le stesso era rimasto chiuso per due anni a causa delle dimissioni del predecessore di Natoli, dottor Vinassa (la riapertura del Laboratorio si impone per l’entrata in vigore della Legge federale sulle derrate alimentari del 1905). Dopo un decennio dedicato all’insegnamento alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, lascia la scuola e il Ticino per intraprendere la carriera industriale, dapprima alla direzione di un oleificio genovese e in seguito, per oltre quindici anni, alla testa di una industria chimica ad Alessandria d’Egitto. Alla fine della seconda guerra mondiale rientra in Italia a godere il meritato riposo a Castelveccana, poco lontano da Luino. Tra le sue pubblicazioni vanno annoverate il catalogo Una collezione di Luigi Lavizzari (1900), Appunti sulla Storia naturale degli Uccelli (1903) e, nel Bollettino sociale, Alcune notizie sulla Valle Verzasca (1904), Il Persico-sole nelle acque della Svizzera insubrica (1905) e L’industria ticinese del tabacco (1910). Nel 1910 è eletto socio onorario della STSN.

2. Arnoldo Bettelini (1910 – 1920)

Caslano, 13.5.1876 – Roma, 24.6.1970.
Ispettore forestale. Frequentate le scuole primarie e secondarie nel Cantone Ticino, studia a Zurigo ingegneria forestale alla Scuola politecnica federale e filosofia all’Università, conseguendo il dottorato. Approfondisce le sue conoscenze a Losanna e a Pisa. Rientra nel Ticino, dove opera come funzionario statale. Pioniere nella tutela della natura, è socio fondatore della STSN e della Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali ed artistiche, sodalizio che presiede per un trentennio. Nel 1919 organizza a Lugano il 100° Congresso della Società elvetica di scienze naturali. Conduce con successo la battaglia per la strada di Gandria ed è artefice della creazione del parco prealpino di Castagnola-Gandria e di quello di Sassalto a Caslano. In campo umanitario è suo merito la creazione dell’Opera ticinese per la fanciullezza, della quale è a capo fino al 1934. Nel 1939, quale risultato di un convegno da lui organizzato a Lugano, nasce l’associazione Civitas nova (dal nome della rivista da lui fondata l’anno precedente), che si prefigge di promuovere la pace nel mondo. A questo scopo dopo la seconda guerra mondiale si stabilisce a Roma. Nel 1957 il suo pensiero è riassunto in un libro dall’omonimo titolo. Tra i suoi scritti di argomento naturalistico vanno annoverati La flora legnosa del Sottoceneri (1904), L’Acquicoltura nel Cantone Ticino (1915), La coltivazione della carpa (1933) e Il parco naturale di Caslano (1950). Nel Bollettino sociale ha pubblicato, tra altro, La storia geologica del Monte Generoso (1906), Sulle nostre Alpi (1911, discorso pronunciato per la commemorazione del 25. anniversario di fondazione del Club Alpino Ticinese) e La Terra Ticinese (1919, discorso di apertura del Congresso della Società Elvetica di Scienze Naturali a Lugano).

3. Emilio Balli (1921 – 1923)

Cavergno, 27.4.1855 – Locarno, 29.11.1934.
Archeologo, numismatico e naturalista. Frequenta a Monza il Ginnasio-Liceo dei Padri Barnabiti, poi si iscrive ai corsi scientifici dell’Università di Lovanio, interrotti per motivi di ordine familiare. Nel 1878 partecipa a una spedizione francese intorno al globo, che durante 14 mesi lo porta a visitare le Americhe, il Giappone, l’India e la Cina. Rientrato a Locarno è tra i soci fondatori della STSN. Si occupa soprattutto di agricoltura: sperimenta nuove tecniche e fonda la Società cantonale di agricoltura, della quale sarà presidente per 12 anni. Come archeologo organizza campagne di scavo nelle necropoli romane di Tenero, Cavigliano e Muralto, portando alla luce un centinaio di tombe. Come numismatico arriva a costituire la maggiore raccolta ticinese di monete antiche. Come naturalista si interessa soprattutto ai molluschi, allestendo una collezione di circa 3000 specie. Nel 1900 è nominato direttore del neocostituito Museo di archeologia e di storia naturale di Locarno, cui dedicherà tutto il suo tempo libero. Le Lettere del Balli sul suo viaggio attorno al mondo appaiono in alcuni periodici di Milano, Torino e Locarno (1878-1880). Suo è pure il Catalogo delle monete e del medagliere esposti a Bellinzona nelle feste centenarie del sett. 1903 (1903) e, in campo archeologico, I Romani e i loro precursori sulle rive del Verbano, redatto con F. Ponti (1896). Nel Bollettino sociale è apparsa una sua commemorazione dell’Abate Giuseppe Stabile (1920).

4. Fulvio Bolla (1924 – 1926)

Olivone, 25.1.1892 – Bellinzona, 12.3.1946.
Docente, giornalista, Consigliere di Stato. Conseguito il diploma di maestro alla Scuola magistrale di Locarno, studia fisica e matematica alle Università di Neuchâtel e Ginevra. Rientrato in Ticino, durante tre decenni insegna alla Scuola professionale femminile di Lugano. Scrittore e giornalista, nel 1929 assume la direzione di Gazzetta Ticinese, mostrandosi abilissimo polemista e distinguendosi per integrità morale negli anni critici tra il 1939 e il 1945. Nel 1935 entra in Gran Consiglio, dove presiede la Commissione della Gestione, e nel 1943 è eletto Consigliere di Stato. La morte lo coglie prima del termine del suo mandato. Socio della STSN dal 1919, partecipa attivamente alla ricostruzione del sodalizio dopo i difficili anni della prima guerra mondiale. Nel Bollettino sociale, accanto alle pubblicazioni concernenti la fisica quali la Nota bibliografica sulla teoria di Einstein (1921) e Sulle apparenze dovute alle grandi velocità (1923) va certamente evidenziata la monografia La Popolazione del Canton Ticino, apparsa in tre parti (1926: 1. Le variazioni del numero di abitanti, 2. La composizione e le sue variazioni, 3.La distribuzione sul territorio, 4. La situazione demografica nel 1920; 1927: 5. Il movimento naturale, 6. L’emigrazione; 1928: 7. La composizione professionale). Si tratta infatti del primo approfondito studio demografico dopo quello del Franscini.

5. Mario Jäggli (1927 – 1929)

Bellinzona, 2.5.1880 – Lugano, 27.12.1959.
Naturalista, educatore e uomo di cultura. Consegue la maturità classica al Liceo di Lugano e il dottorato in scienze naturali all’Università di Zurigo. Nel 1903 è tra i soci fondatori della STSN. Inizia la sua carriera didattica alla Scuola normale di Locarno, della quale è nominato direttore nel 1907. Passato alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona ne diviene direttore nel 1922. Nella sua veste di membro della Commissione di vigilanza del Liceo, tra il 1917 e il 1929 più volte perora lo sviluppo del Museo cantonale di storia naturale di Lugano, a quel tempo del tutto trascurato. Collabora attivamente a riviste botaniche svizzere ed estere. Scrittore elegante, è autore di diverse monografie floristiche, ma anche di studi di carattere storico. Due volte è insignito del Premio Pattani. Tra le sue opere principali vanno citate Il delta della Maggia e la sua vegetazione (1922), La vegetazione del monte di Caslano (1928), Le briofite ticinesi – Muschi ed epatiche (1950), e il monumentale Epistolario di Stefano Franscini (1937/1984), per il quale il comune di Bodio gli conferisce la cittadinanza onoraria. Nel Bollettino sociale ha pubblicato, tra altro, Sulla flora del colle di Sasso Corbario presso Bellinzona (1905), Monografia floristica del Monte Camoghè (presso Bellinzona) e Vette circostanti (1908), Naturalisti ticinesi (1936), Flora del San Bernardino (1940) e una serie di Contributi alla briologia ticinese (1919-1937). Nel 1940 è eletto socio onorario della STSN.

6. Achille Ferrari (1930 – 1933)

Marolta, 6.7.1886 – Minusio, 14.1.1943.
Docente di scienze fisiche e naturali. Dopo aver ottenuto la patente di maestro di scuola elementare e maggiore alla Scuola magistrale di Locarno, studia scienze naturali e geografia all’Università di Friburgo. Insegna alcuni anni all’Istituto Elvetico di Locarno, in seguito, dal 1906, alla Scuola di amministrazione e alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona. Nel 1916 fa ritorno a Locarno, alla Scuola magistrale, dove è nominato direttore nel 1923. Lascia l’insegnamento per alcuni anni allo scopo di continuare gli studi all’Università di Friburgo, dove consegue il dottorato in geografia. Nel 1931 assume nuovamente la direzione della Scuola magistrale, che mantiene fino al pensionamento, raggiunto nel 1940 per ragioni di salute. Nel 1935 fonda e dirige la rivista della Scuola magistrale “Minerva”, la cui pubblicazione cessa quando lascia l’insegnamento. Tre sono i suoi studi apparsi nel Bollettino sociale: Note di alcuni fatti di morfologia glaciale nel Locarnese e della loro interpretazione (1921), Paesaggi locarnesi al lume della morfogenetica e della geografia spiegativa (1929: I parte; 1930: II parte) e Pontebrolla et les formes du paysage. Essai d’interprétation scientifique (1931).

7. Pietro De Giorgi (1934 – 1936)

Loco, 21.3.1892 – Orselina, 9.5.1987.
Docente. Conseguite la patente di maestro alla Scuola magistrale di Locarno nel 1911 e la licenza in scienze all’Università di Neuchâtel nel 1913, nel 1922 ottiene il dottorato all’Università di Ginevra. Dal 1914 è docente alla Scuola normale di Locarno, dove insegna per quarant’anni e nell’anno scolastico 1940-41 è direttore ad interim. Accanto all’insegnamento, numerose altre attività lo vedono coinvolto: la creazione della prima azienda elettrica onsernonese (1914) e la realizzazione dell’acquedotto di Loco (1915), la fondazione della FLOC e della seggiovia Cardada-Cimetta (1955), la progettazione e la costruzione dell’albergo Astoria a Locarno (1955) e del Palazzo Coop in Piazza Grande (1965). Durante molti anni è attivo nell’industria. Nel Bollettino sociale ha pubblicato il Contributo all’indagine geologica del Locarnese (1921) e La teoria delle localizzazioni germinali di fronte alle ultime scoperte della biologia sperimentale (1923).

8. Giacomo Gemnetti (1937 – 1940)

Faido, 12.11.1885 – Bellinzona, 8.5.1963.
Docente di scienze naturali. Insegna dapprima al Liceo di Lugano, in seguito alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona. Socio della STSN dal 1913, durante 40 anni si occupa diligentemente della pubblicazione del Bollettino sociale, cui contribuisce personalmente soprattutto con numerose recensioni bibliografiche. Nel 1940 organizza a Locarno il 120° Congresso della Società elvetica di scienze naturali. Pubblica alcuni saggi nei campi della geografia e delle scienze della Terra, tra i quali Lo scoscendimento del Motto di Arbino (1929), I terrazzi delle nostre valli e la loro colonizzazione (1938), Panorami del Ticino preistorico. Il Sottoceneri all’epoca glaciale (1938), Villaggi di Leventina. Studio di geografia regionale (1938) e Le alluvioni nel canton Ticino (1945). Nel Bollettino sociale troviamo La geologia della penisola del San Salvatore (1923) e Le formazioni diluvionali del Luganese (1936). Suoi sono pure Il Cantone Ticino. Testo-Atlante di geografia ad uso delle Scuole Maggiori e Ginnasiali (1924), redatto in collaborazione con A. Pedroli, e la versione italiana di Fiori sul tuo cammino (1950), una delle prime opere divulgative nel campo della botanica prodotte dalle Edizioni Silva di Zurigo. Nel 1951 è eletto socio onorario della STSN.

9. Antonio Verda (1941 – 1944)

Parigi, 5.2.1876 – Lugano 9.9.1949.
Chimico. Frequentati il Collegio Papio di Ascona e il Liceo cantonale luganese, prosegue i suoi studi all’Università di Pavia, dove si laurea in farmacia nel 1898. Nel 1900 apre una farmacia a Losanna. Riprende gli studi alle Università di Basilea, Friburgo e Losanna. Nel 1905 vi consegue il dottorato in chimica. Nel 1909 cede la farmacia e si trasferisce a Chiasso, quale perito chimico federale alla stazione doganale. Nel 1911 è nominato direttore del neocostituito Laboratorio cantonale di chimica per il controllo delle derrate alimentari, dove può dare libero sfogo alla sua passione per la ricerca nel campo della chimica analitica. Negli anni della quiescenza si dedica invece soprattutto alle ricerche storiche. Socio dal 1904, porta nella STSN l’esperienza acquisita in altre associazioni scientifiche svizzere. Numerose sono le sue pubblicazioni apparse nel Bollettino sociale; tra di esse: Vecchi e nuovi orizzonti della chimica bromatologica (1911), Studio comparativo delle acque potabili del Cantone Ticino, dal punto di vista chimico e dal punto di vista microbiologico (1920), La costituzione di consorzi per la pubblica igiene nel Canton Ticino (1920), Ombre e luci nel quadro dell’alimentazione di guerra (1943), Studi e ricerche sulla vita di uno dei precursori delle scienze naturali del Cantone Ticino: D. Bartolomeo Verda di Lugano (1944), Nell’ottantesimo anniversario della morte dell’Abate Giuseppe Stabile (1951), Nel primo centenario della morte di Vincenzo d’Alberti (1951). Nel 1946 è eletto socio onorario della STSN.

10. Oscar Panzera (1944 – 1946)

Cademario, 4.10.1900 – Cademario, 22.9.1981.
Docente di scienze naturali. Si forma come insegnante alla Scuola magistrale locarnese e come naturalista all’Università di Pavia. Dal 1932 fino al pensionamento è docente al Liceo di Lugano. Dal 1934 è incaricato di occuparsi delle collezioni naturalistiche del Liceo, che da anni giacciono dimenticate. Riorganizza il Museo cantonale di storia naturale, lo dota di validi collaboratori e con il loro contributo accresce le collezioni fino a raggiungere, alla fine degli anni Settanta, la rispettabile cifra di 100’000 pezzi. È il vero artefice del “nuovo” Museo cantonale di storia naturale, inaugurato nel 1979 nella neocostruita Palazzina delle scienze. Due sono le sue pubblicazioni apparse nel Bollettino sociale: Fossili pliocenici di Balerna (1934) e Il Museo Cantonale di Storia Naturale (questo sconosciuto) (1967), scritto insieme con i suoi collaboratori, che presenta anche in Ticino una nuova e più moderna concezione dell’istituzione museale.

11. Federico Fisch (1947 – 1950)

Lugano, 21.3.1892 – Brè (Lugano), 12.5.1955.
Medico dentista. Assolto il Liceo a Lugano, nel 1914 supera a pieni voti l’esame di stato a Zurigo. Seguiti i necessari corsi specialistici in cliniche universitarie, consegue il dottorato e diviene uno dei primi odontoiatri diplomati del Cantone Ticino. È tra i fondatori dell’Ordine ticinese dei medici dentisti e sono opera sua la Clinica popolare presso la Croce Verde di Lugano e il Servizio dentistico nelle scuole. Musicista, mecenate e collezionista d’arte, è assai attivo nella vita culturale ticinese, da un lato come promotore di innumerevoli manifestazioni concertistiche, dall’altro come membro della Commissione dei programmi della Radio della Svizzera Italiana. Naturalista e alpinista appassionato, diviene con gli anni un profondo conoscitore di geologia, petrografia, flora e fauna delle montagne ticinesi, tanto che la Sezione ticinese del Club Alpino Svizzero lo nomina presidente onorario.

12. Sergio Mordasini (1950 – 1952)

Luino, 15.3.1903 – Locarno, 13.4.1982.
Docente, sindaco di Bellinzona. Conseguita la maturità al Liceo di Lugano (Premio Maraini), prosegue gli studi superiori in scienze economiche all’Università di Losanna. Ottenuta la laurea, nel 1925 entra nel corpo insegnante della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, dove dal 1926 assume la cattedra di legislazione e tecnica commerciale. Tra il 1949 e il 1968 ne assume la direzione. A lui si deve la riforma interna della scuola con la costituzione nel 1966 di una sezione commerciale e di una sezione economica. È anche presidente della Commissione di vigilanza sui ginnasi, direttore del Ginnasio di Bellinzona e membro di commissioni di abilitazione per i ginnasi. In politica è attivo dal 1940 nel Consiglio comunale di Bellinzona tra le fila del Partito liberale-radicale. È sindaco della stessa città dal 1963 al 1969.

13. Guido Kauffmann (1953 – 1955)

Bellinzona, 15.11.1897 – Lugano, 24.12.1972.
Medico e naturalista. Compiuti gli studi liceali a Lugano, nel 1925 si laurea in medicina all’Università di Berna. Dopo un soggiorno alla Universitätsklinik di Vienna, rientra in Ticino. Per qualche tempo è medico condotto ad Airolo, poi si stabilisce a Lugano, dove diviene viceprimario all’Ospedale Civico. Nel tempo libero si occupa di botanica e di entomologia. Autorità nel campo delle Esperidi, riordina le collezioni dei musei di Berna e della Scuola politecnica federale di Zurigo. Al Museo cantonale di storia naturale di Lugano allestisce la collezione lepidotterologica Fontana-Kauffmann. Nel 1953 organizza a Lugano il 133° Congresso della Società elvetica di scienze naturali. Numerose sono le sue pubblicazioni apparse in riviste scientifiche svizzere ed estere, tra le quali Die Hesperiidae der Schweiz. Rassenanalytische Bemerkungen über Verbreitung und Formen dieser Familie (1951), come sua è la traduzione italiana de La nostra flora alpina di E. Landolt. Nel Bollettino sociale ha pubblicato, tra altro, Osservazioni genetiche in merito a Pyrgus malvae ssp. malvoides Elw. & Edw. (Lep. Hesperiidae) (1963), Le Pteridofite della Media Leventina (1963), Gli Equiseti della Valle del Ticino (1964), Cenni sulle farfalle ticinesi con speciale riguardo alla Famiglia delle Esperidi (1965) e Escursioni lichenologiche. Uno sguardo alle Physciae del Sottoceneri (1968). Nel 1961 è eletto socio onorario della STSN.

14. Ezio Dal Vesco (1956 – 1959)

Bellinzona, 29.5.1921 – Zurigo, 18.2.1980.
Geologo, professore alla Scuola politecnica federale di Zurigo. Consegue la maturità al Liceo cantonale di Lugano (premio Maraini), cui seguono gli studi in mineralogia e petrografia alla Scuola politecnica federale di Zurigo, dove nel 1945 ottiene il diploma in Scienze naturali e nel 1953 il dottorato con la tesi Genesi e metamorfosi delle rocce basiche e ultrabasiche nell’ambiente mesozonale dell’orogene pennidico; studio geologico-petrografico della catena Gaggio-Basal, cantone Ticino, ricevendo la medaglia dell’ateneo. Tra il 1947 e il 1957 è docente al ginnasio di Biasca e alla Scuola magistrale di Locarno, in seguito è chiamato dal professor Augusto Gansser come assistente di geologia alla Scuola politecnica federale di Zurigo. Nel 1971 è nominato docente ordinario della neoistituita cattedra di geologia applicata all’ingegneria civile. Collabora agli studi preliminari della galleria autostradale sotto il San Gottardo ed è il geologo-consulente durante la realizzazione del tracciato autostradale nel Ticino, in particolare per i problemi geotecnici inerenti il ponte-diga di Melide e le gallerie di Bissone, di Melide, di Gentilino e della Tremola. Partecipa pure alla realizzazione degli impianti idroelettrici della Maggia, di Blenio, della Verzasca e della Valle Morobbia. Durante la sua presidenza si occupa della creazione della Commissione per la Svizzera italiana del Fondo nazionale per la ricerca scientifica e di ottenere dal Consiglio di Stato una Commissione cantonale per il Parco botanico del Cantone Ticino. È presidente di diverse altre società, tra le quali la Società svizzera di mineralogia e petrografia e la Società svizzera di geologia, è delegato in società internazionali di geologia e membro tra altro della Commissione di sorveglianza della Scuola magistrale di Locarno e della Commissione federale per una Università della Svizzera italiana. Numerose sono le sue pubblicazioni. Tra quelle riguardanti il Ticino, vanno ricordate: La struttura geologica del Cantone Ticino (1948, 1949), Sulla continuazione della linea insubrica nella regione delle Centovalli (1963), Viadotto della Biaschina: Geologie des Baugrundes (1979) e, nel Bollettino sociale, Aspetti dell’intrusione ofiolitica nell’orogene pennidico (1954).

15. Elzio Pelloni (1959 – 1961)

Muralto, 14.12.1911 – San Nazzaro, 19.11.1995.
Docente. Licenziato in scienze naturali all’Università di Neuchatel nel 1933, tre anni più tardi consegue il dottorato in scienze naturali con la tesi Contributo all’indagine idrochimica e idrobiologica del Verbano (bacino di Locarno). Dal 1939 al 1962 insegna alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, dove diviene titolare della cattedra di fisica e chimica applicata. Pedagogo, studioso di innato temperamento matematico e umanistico, è altresì commissario di vigilanza per le materie scientifiche nei ginnasi e nei licei. È presidente della Commissione cantonale del Parco botanico delle Isole di Brissago. Tra le sue pubblicazioni vanno menzionate: Il problema ittico ticinese (1937), Presente e avvenire della Pesca e della Pescicoltura del Cantone Ticino (1939) e, nel Bollettino sociale, Osservazioni bioittiologiche sulla pesca di ripopolamento del Coregone (Coregonus Schinzii Helveticus Fat.) (1934), Contributo all’indagine idrochimica e idrobiologica del Verbano (Bacino di Locarno) (1936) e Contributo all’indagine idrobiologica delle acque ticinesi. L’ittiogenia e la situazione alieutica (1938).

17. Flavio Ambrosetti (1965 – 1967)

Biasca, 16.2.1914 – Locarno, 11.11.1979.
Matematico e meteorologo, direttore dell’Osservatorio Ticinese di Locarno-Monti della Centrale meteorologica svizzera. Nel 1933 consegue la maturità al Liceo cantonale di Lugano e nel 1938 il diploma in matematica alla Scuola politecnica federale di Zurigo. Dal febbraio del 1939 fino al pensionamento nel 1979 opera al Centro meteorologico di Locarno-Monti. Accanto all’attività di previsore, svolge diverse ricerche, in particolare sulla radiazione solare e sul clima del Ticino. È membro di numerose commissioni e di comitati di società (di alcune assume anche la presidenza), tra le quali la Società svizzera di geofisica e la Commissione per la Svizzera italiana del Fondo nazionale per la ricerca scientifica. A livello politico è attivo nelle fila del Partito socialista e membro del Municipio e del Consiglio comunale di Locarno dal 1948 fino alla sua scomparsa. È autore o coautore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche nei campi della meteorologia e della climatologia, in parte apparse nel Bollettino sociale. Tra di esse, in particolare Il clima al sud delle Alpi (1971). Per ben 35 anni, dal 1945 al 1979, ha inoltre curato i resoconti meteorologicio annuali.

18. Aldo Dell’Ambrogio (1968 – 1970)

Giubiasco, 29.1.1924 – Giubiasco, 27.7.1997.
Ingegnere agronomo. Ottenuta la maturità al Collegio Papio di Ascona, nel 1948 consegue il diploma alla Scuola politecnica federale di Zurigo, dove è allievo di Friedrich T. Wahlen, che in seguito lo chiamerà a far parte di commissioni e organi di fondazione federali. Dal 1950 al 1989 lavora nell’amministrazione cantonale, dapprima come capo dell’Ufficio zootecnico, poi come capo della Sezione dell’agricoltura. Nello stesso periodo è anche presidente della Commissione delle bellezze naturali, docente di agronomia alla Scuola magistrale e perito del Tribunale federale per la valutazione delle aziende agricole. Dal 1974 al 1984 ricopre la carica di sindaco del comune di Giubiasco. Partecipa al mutare delle priorità applicative delle scienze naturali in Ticino: dalla produzione agricola (foraggicoltura in particolare) alla protezione delle specie. Buon conoscitore della flora, traduce dal tedesco in italiano numerose pubblicazioni, scientifiche e manualistiche, in particolare le Tavole delle malerbe (1981).

19. Pier Luigi Zanon (1971 – 1973)

Bellinzona, 1.4.1936.
Botanico, docente di biologia. Nel 1955 ottiene la patente per l’insegnamento nella scuola primaria. Dal 1960 al 1962 compie studi di scienze naturali all’Università di Berna, conseguendo l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie inferiori e nel 1970 è abilitato all’insegnamento della biologia nelle secondarie superiori. Dal 1977, e fino al pensionamento (1996), è attivo professionalmente in parte nella scuola e in parte nella sezione botanica del Museo cantonale di storia naturale. Socio della STSN dal 1965, subito riveste la carica di segretario; mentre è presidente dal 1971 al 1973 e archivista dal 1977 al 1993. Durante l’ultimo anno della sua presidenza è responsabile dell’organizzazione a Lugano del 153° Congresso della Società elvetica di scienze naturali. È coautore del primo volume dell’Introduzione al paesaggio naturale del Cantone Ticino (1990). Suo è l’Elenco delle pubblicazioni apparse nel Bollettino della STSN dal 1904 al 1984 (1984). Tra gli altri suoi contributi pubblicati nell’organo sociale vanno menzionati il Catalogo delle piante vascolari rinvenute sul versante svizzero del Monte Caprino, della Sighignola e della Cima Crocetta (1976: 1. parte; 1978: 2. parte; 1983: 3. parte), la Cronistoria sommaria di oltre cinquant’anni di cartografia floristica della Svizzera (1982), il Catalogo degli “Archivi Alberto Franzoni” (1816-1886) (1986) e le biografie dei precursori dell’esplorazione botanica in Ticino: La vita e l’opera di Giuseppe Zola (1789-1831) (1981) e Notizie sulla vita e sull’erbario dell’abate Bartolomeo Verda (1744-1820) (1982).

20. Paolo Amman (1974 – 1976)

Ronco Sopra Ascona, 4.10.1938.
Geologo, docente, libero professionista. Nel 1958 ottiene la maturità federale al Collegio Papio di Ascona e nel 1963 il diploma di geologo alla Scuola politecnica federale di Zurigo. Successivamente, sempre presso lo stesso ateneo, consegue il titolo di dottore in scienze naturali con la dissertazione Geologia e petrografia della regione del Pizzo Molare (1973). Fino al 1985 insegna geografia presso le Scuole medie superiori del Locarnese, quindi lascia l’insegnamento per diventare libero professionista quale titolare di uno studio di geologia applicata all’ingegneria. Nel settore scientifico collabora come membro e vicepresidente della Commissione scientifica del Parco botanico delle Isole di Brissago alla ricerca sulla diffusione del Cisto bianco insieme con O. Tramèr e C. Franscella. Tra le sue pubblicazioni vanno annoverate L’alluvione del 7 agosto 1978 in Val Onsernone. La rottura dell’equilibrio idrogeologico (1980) e Storia geologica della Regione valmaggese (1990). Nel Bollettino sociale ha pubblicato Alcune osservazioni riguardanti due affioramenti di scisti grafitici nella regione del Pizzo Molare (1967) e Ritrovamento di antichi legni nel sottosuolo di Tenero (1988).

21. Odilo Pietro Tramèr (1977 – 1979)

San Gallo, 6.8.1914 – Einsiedeln 31.12.1996.
Biologo, botanico, docente. Dal 1935 al 1940 studia teologia a Einsiedeln e a Roma, dal 1940 al 1943 scienze naturali all’Università di Friborgo. Consegue il dottorato con la tesi Zur Kenntnis der periodischen Schwankungen der Saugkraft. Fino al 1964 è attivo come docente di botanica, zoologia e geografia al Collegio Papio di Ascona. In seguito si trasferisce al Convento di Einsiedeln, dove è docente e dal 1966 al 1973 rettore della Scuola ginnasiale e liceale. Alla fine del 1973 è incaricato dell’insegnamento della biologia alla Scuola magistrale di Locarno. Nel 1974 viene nominato membro della Commissione federale delle Alte Scuole e nel 1976, dal Consiglio di Stato, direttore dell’Ufficio dell’insegnamento medio superiore. Dopo il pensionamento, nel 1979, si occupa del Parco botanico delle Isole di Brissago. Nel 1985 rientra al Convento di Einsiedeln. Tra i suoi contributi scientifici nel campo della biologia vanno ricordati: Cent’anni di darwinismo biologico, Contributo allo studio dei valori osmotici di alcune alghe e dell’acqua marina, Zur Kenntnis der Saugkraft des Meerwassers und einiger Hydrophyten, Ueber osmotische Zustandsgrössen einiger Hydrophyten. Nel Bollettino sociale ha pubblicato, tra altro: Contributo allo studio dei fenomeni osmotici nella cellula vegetale in alcune specie del Delta della Maggia (1949), Sguardo generale alla flora d’Insubria e, in particolare, delle Isole di Brissago (1953), La Vegetazione del Ticino (1961), Ricerche ecologiche concernenti specie mediterranee nella zona insubrica, minacciate nella loro esistenza, in particolare il Cisto bianco (Cistus salvifolius) (1976: I parte; 1978: II parte), senza dimenticare le numerose relazioni annuali sull’attività della Commissione botanica delle Isole di Brissago (in parte con C. Franscella) tra il 1977 e il 1985.

22. Gabriele Losa (1983 – 1985)

Locarno, 12.11.1941.
Professore di biologia cellulare e biomatematica presso le Università di Losanna e di Messina, specialista FAMH in immunologia clinica, direttore dell’Istituto di studi scientifici interdisciplinari di Locarno. Conseguito nel 1972 il dottorato presso l’Università di Losanna, svolge attività scientifica presso il Dipartimento di Biologia cellulare dell’Università di Berna, l’Istituto di Patologia Cellulare (1976-77) dell’Università di Lovanio a Bruxelles diretto dal Prof. Christian De Duve (Nobel 1974), il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (1978) e l’Istituto per la ricerca clinica sul cancro dell’Università di Berna. Istituisce nel 1979 e dirige fino al 2000 il Laboratorio di patologia cellulare, dell’omonimo istituto cantonale di Locarno. Dal 1982 insegna biologia e patologia cellulare alla Facoltà di Scienze dell’Università di Losanna e dirige diverse tesi di dottorato in scienze naturali. Dal 1985 al 1996 insegna al Dipartimento di oncologia sperimentale dell’Università di Torino e ai corsi di specializzazione in biologia cellulare dell’Università di Pavia. Fino al 2001 è membro rappresentante della STSN e segretario della Commissione della Svizzera italiana per il Fondo nazionale svizzero della ricerca scientifica. Cofondatore della Società svizzera di citometria e della Società internazionale di patologia diagnostica quantitativa, è membro attivo di società scientifiche nazionali e internazionali. Socio della STSN dal 1978, membro di comitato dal 1981, intensifica la comunicazione scientifica verso la comunità allestendo cicli di conferenze e giornate di studio. È autore di numerose pubblicazioni, in riviste internazionali e nel Bollettino della STSN, nel campo della biologia cellulare e tumorale, della morfologia frattale, dell’analisi d’immagine ultrastrutturale e della biomatematica. Divulgatore scientifico presso quotidiani, riviste e media radiofonici, è relatore e organizzatore di manifestazioni internazionali quali il simposio “Fractals in Biology and Medicine”, i cui atti sono editi nella serie Mathematics and Biosciences in Interaction. Nel Bollettino sociale ha pubblicato, tra altro, Ultrastrutture e funzione delle membrane cellulari (1977/78), La morte cellulare per apoptosi (1997) e La geometria <indivisibilibus continuorum> di Bonaventura Cavalieri e la determinazione dei volumi in biologia cellulare e morfologia clinica (1998).

23. Ivo Ceschi (1986 – 1988)

Locarno, 23.l0.1935.
Ingegnere forestale. Conseguita la maturità presso il Collegio Papio di Ascona, nel 1960 ottiene il diploma di ingegnere forestale presso la Scuola politecnica federale di Zurigo. Dopo un soggiorno di studio presso la University of Washington di Seattle (USA), nel 1962 consegue il Master in scienze forestali con una tesi sul fotoperiodismo della Duglasia. Entra nell’Amministrazione cantonale alla fine del 1962 come ingegnere aggiunto presso la Sezione forestale. Dal 1970 al 1983 svolge la sua attività quale ingegnere nel Circondario forestale di Locarno e valli, dal 1983 al 1999 ricopre la carica di caposezione forestale a Bellinzona. Numerosi sono i suoi contributi scientifici apparsi in diverse riviste forestali. Nel Bollettino sociale ha pubblicato Nuovi ritrovamenti di carpinello (Ostrya carpinifolia SCOP.) nel Canton Ticino (1970), Gli incendi boschivi nel Ticino (1976), Gestione del bosco e protezione della natura in Ticino (1990), La diffusione del prugnolo tardivo (Prunus serotina Ehrhart 1787/92) nel Ticino (1992) e La distribuzione del Cisto femmina (Cistus salvifolius) nel Cantone Ticino (1995).

24. Raffaele Peduzzi (1989 – 1991; 1995 – 1996)

Airolo, 9.4.1942.
Dottore in scienze biologiche, specialista FAMH in microbiologia medica, direttore dell’Istituto cantonale di microbiologia e del Centro di biologia alpina di Piora, professore di microbiologia all’Università di Ginevra, direttore del Laboratorio d’ecologia microbica e batteriologica. Conseguito il dottorato nel 1970 a Ginevra, dal 1972 al 1978 lavora come ricercatore al Politecnico di Zurigo presso l’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG-ETH). E’ iniziatore e realizzatore del Centro di biologia alpina di Piora inaugurato nel 1994. Già membro della Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere (quale responsabile tecnico delle ricerche igienico-batteriologiche del Ceresio) e membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano di Idrobiologia di Pallanza (CNR), è commissario di biologia e membro di numerose commissioni scolastiche, è incaricato dell’insegnamento della microbiologia idrica nel quadro della specializzazione in genio ambientale al Politecnico di Losanna ed è professore a contratto all’Università dell’Insubria di Varese, all’Università degli studi di Milano e all’Accademia di architettura dell’USI di Mendrisio. È altresì presidente della Commissione di ricerca dell’Università della Svizzera italiana del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica e, sul piano federale, membro del Consiglio di fondazione dello stesso Fondo Nazionale. Nel 1984 e ancora nel 1995 è presidente annuale della Società svizzera di microbiologia, responsabile dell’organizzazione del Congresso nazionale a Lugano. Socio della STSN dal 1977, nel 1998 presiede l’organizzazione del 178° Congresso dell’Accademia svizzera delle scienze naturali ad Airolo. Autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, nel Bollettino sociale ha pubblicato, tra altro, La risposta della microbiologia alla crisi ambientale (1985), Risorgenza di parassitosi nel contesto regionale lacustre nel Canton Ticino (1992), L’esperienza transfrontaliera nella gestione delle acque italo-svizzere (1997) e Il problema dell’acqua (2000).

25. Claudio Valsangiacomo (1997 – 1999)

Coldrerio, 30.1.1962.
Biologo, Professore in cooperazione e sviluppo presso la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana dove è responsabile dell’Ufficio di cooperazione e sviluppo di swissuniversities (www.swissuniversities.ch) e del WASH Comptence Centre della SUPSI (www.supsi.ch/go/wash) . Consegue il diploma di scienze naturali alla Scuola politecnica federale di Zurigo nel 1985 e il dottorato presso lo stesso ateneo nel 1990. Dal 1990 al 1993 si occupa di genetica di popolazioni presso l’Istituto di fitomedicina ETH Zurigo. Dal 1993 al 2007 lavora presso il Dipartimento della sanità e della socialità nei settori della microbiologia medica e alimentare, contemporaneamente insegna presso le Università di Ginevra (Facoltà di biologia) e di Varese (Facoltà di medicina). Dal 2001 è membro attivo del Corpo svizzero di aiuto umanitario (Dipartimento federale degli affari esteri) e consulente per l’Organizzazione mondiale della sanità, UNICEF e USDA. Fa parte di varie commissioni nazionali e cantonali che si occupano di salute pubblica e ricerca nei paesi in via di sviluppo. Dal 2009 è presidente di Pro Natura Ticino. È autore di diverse pubblicazioni nei settori: fisiopatologia vegetale, genetica di popolazioni, microbiologia medica e microbiologia alimentare, ricerca nei paesi in via di sviluppo. Nel Bollettino sociale ha pubblicato: Zoonosi da zecche nel Canton Ticino (1996, con altri autori), Le zucchine amare sono tossiche, contengono cucurbitacina (2000), Distribuzione di Cryptosporidium parvum negli acquedotti ticinesi (2001) e Il radon nelle cantine e negli Splüi ticinesi. (2006). È inoltre coautore della pubblicazione “Valle della Motta, natura e storia” (2002, STSN e Geologia insubrica).

26. Fosco Spinedi (2000 – 2003)

Salorino, 18.2.1956.
Geografo, meteorologo, collaboratore scientifico presso MeteoSvizzera. Nel 1981 consegue il diploma in Scienze naturali alla Scuola politecnica federale di Zurigo con una ricerca sulla morfologia e sui fenomeni carsici di superficie e di profondità della regione del Basodino. Dal 1982, dopo una formazione specifica presso il Met Office College di Reading del Servizio meteorologico britannico, è attivo come previsore e climatologo, nonché bibliotecario, al Centro meteorologico di Locarno-Monti. Durante diversi anni è membro della Commissione scientifica del Parco botanico delle Isole di Brissago e della Commissione scientifica del Parco delle Gole della Breggia. A livelllo politico è attivo nell’esecutivo del Municipio di Cugnasco. Autore di diverse ricerche meteorologiche e climatologiche, nel Bollettino sociale ha pubblicato Le grotte della regione del Basodino. Note abiologiche IV (1980, con altri autori). Dal 1984 vi cura l’annuale Stato meteorologico.

27. Filippo Rampazzi (2003, presidente dell’anno giubilare)

Locarno, 6.2.1962.
Zoologo e naturalista, direttore del Museo cantonale di storia naturale. Nel 1981 consegue la maturità federale al Collegio Papio di Ascona e nel 1987 il diploma in zoologia all’Università di Zurigo. Dal 1977 al 1981 si adopera per l’istituzione della Riserva naturale della foce della Maggia con uno studio sull’avifauna che nel 1982 gli vale il premio nazionale “Scienza e gioventù”. Dal 1986 al 1994 è attivo come biologo indipendente. Nel 1990 svolge uno stage di formazione in entomologia all’Institut Royal des Sciences naturelles di Bruxelles e intraprende il dottorato all’Università di Neuchâtel con una tesi sulle comunità di invertebrati delle torbiere del Ticino e del Moesano, la cui conclusione è però frenata dalla sua nomina a direttore del Museo cantonale di storia naturale nel 1995. Membro di numerose commissioni nazionali e cantonali, dal 1993 rappresenta la Società ticinese di scienze naturali nella Commissione scientifica del Parco botanico delle Isole di Brissago, della quale è presidente dal 1996. È coautore del terzo volume dell’Introduzione al paesaggio naturale del Cantone Ticino (1997) e autore del volume Uomo e natura tra passato e futuro: dal Ticino dal 1798 al Ticino del 2198 (1998), redatto per le celebrazioni del Bicentenario di indipendenza delle Ticino. Nel Bollettino sociale ha pubblicato I Coleotteri Carabidi delle torbiere a sfagni del Cantone Ticino e del Moesano (1997) e Le libellule delle torbiere a sfagni del Cantone Ticino e del Moesano (1998). Nelle Memorie ha curato con altri autori lo Studio naturalistico del fondovalle valmaggese (1993).

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