Articolo 6

Quando la terra racconta

Marco Moretti

I nomi di luogo (detti anche toponimi) sono quei nomi che l’uomo ha coniato per indicare località, paesi, vie e contrade. Tra di essi, molti fanno riferimento a piante, animali e alla topografia del territorio dal sapore antico, talvolta addirittura fiabesco, come per esempio Ca del Lüv (Brissago), Böcc dr Órs (Olivone), Volpéra (Intragna), la Fáura da Pines (“bosco sacro dei pini”, Mairengo), Dragunaa (Bellinzona), Vall dal Urócch (Pregassona) e decine di altri toponimi che arricchiscono il nostro territorio narrandoci storie e aneddoti di cose, persone e luoghi, come pure di usi e costumi del passato.

Ce ne dà notizia Mario Gualzata, noto glottologo della prima metà del 900, attraverso quattro appassionati articoli apparsi sul Bollettino della Società ticinese di Scienze naturali tra il 1925 e il 1929. Gualzata sottolinea così l’importante contributo offerto dalla toponomastica alle indagini sulle varietà e sulle ricchezze naturali di una determinata regione, richiamando nel contempo l’attenzione delle autorità nel riconoscere tale disciplina per la salvaguardia di questo patrimonio culturale.

Ma ancor prima di essere testimonianza storica, i toponimi sono nomi che stimolano la nostra fantasia e sollevano comprensibili domande: La Luera (Caslano; v. cartina del 1953) era veramente un covo di lupi? A Molino Nuovo (Lugano) c’era veramente un mulino, là dove oggi si vedono solo case e strade? La torbiera di Gola di Lago (Tesserete) ospitava veramente un lago? Brusada (Origlio) sta a indicare un luogo particolarmente colpito dagli incendi? Ai Saleggi (“da salici”, Bellinzona) come poteva presentarsi il paesaggio fluviale là dove oggi troviamo il MacDonald e case popolari?

Nei toponimi la storia di un territorio in trasformazione

Magliasina

Evoluzione della pianura della Magliasina (Caslano) dal 1953 al 1997. La Luera (“zona di lupi”)
è oggi occupata da un quartiere residenziale, mentre il Pro Grand dal golf
(Fonte: “Introduzione al paesaggio naturale del Cantone Ticino”
Museo cantonale di storia naturale, vol.3, 1997).

I nomi di luogo costituiscono un importante patrimonio storico di riferimento di un territorio in continua trasformazione. Considerato che i mappali più antichi risalgono solamente alla metà dell’800, i toponimi ci aiutano oggi a conoscere realtà territoriali ben più remote. Basti pensare che toponimi di fiumi, valli, rupi e montagne sono spesso di origine celtica o comunque prelatina. Più recenti, ma pur sempre antichi, sono i toponimi cosiddetti “tradizionali”, spesso legati al mondo contadino, come possono essere quelli usati per indicare un prato (el Prou do Nòi, Iragna), un monte (ol Mónt do Püpin, Osogna), un mulino (ur Murín du Nin Molinár, Pura), ma anche piante (Pomèra, Morbio Inferiore) e animali (Pró di Biss, Chiggiogna). Immaginate l’importanza di indicare con precisione luoghi, confini di proprietà e vie di comunicazione in epoche dove le carte geografiche non esistevano o erano accessibili solo a pochi. Ancora oggi i toponimi vengono utilizzati nella lingua parlata e per indicare parcelle catastali. Per legge, infatti, ogni numero di parcella deve essere accompagnata da un nome di luogo. Tuttavia molti di essi sono caduti in disuso, in particolare negli ultimi 50 anni, in coincidenza dell’abbandono delle attività agricole tradizionali. Al loro posto ne utilizziamo però altri, più consoni forse alle attuali esigenze, ma anche più effimeri e dettati da un territorio in continua trasformazione. Si tratta di nuove strade, piazze, centri commerciali e meeting-points: dal Centro Serfontana in zona Pulénta (Balerna) dove un tempo sorgeva u n mulino, al Golf di Magliaso in località Pro Grand (cfr. figura).

Ma come nasce un toponimo?

Si può affermare che un nome comune si trasforma in nome di luogo (ossia in un toponimo) dal momento che cessa di indicare un luogo generico (p.es. il riale, il bosco) e inizia invece a essere riconosciuto dalla comunità come un sito preciso e delimitato (p.es. el Riaa dal Éisset, ur Bósch di Fra). Non sempre i toponimi corrispondono a una descrizione fedele e oggettiva del paesaggio. E’ per questo motivo che luoghi molto simili portano nomi molto diversi. Tuttavia quelli riferiti a piante, ambienti e a elementi topografici e geomorfologici in generale sembrano siano più fedeli alla realtà.

I toponimi nello studio del paesaggio

La toponomastica è la scienza che raccoglie i nomi di luogo, li classifica e cerca di spiegarli dal profilo etimologico e storico-culturale. Oggi la toponomastica costituisce un importante punto di partenza per meglio conoscere la storia del nostro territorio e, in particolare, per ricerche di tipo storico-naturalistiche quali, per esempio, l’evoluzione del paesaggio o la distribuzione di particolari essenze vegetali o animali nel passato. In questo contesto, recenti studi sulla storia e la gestione dei boschi del comune di Pura o sulla distribuzione di vecchi alberi di castagno nelle zone di pianura del Ticino, hanno permesso, proprio grazie all’analisi dei toponimi, di ottenere risultati interessanti e complementari a quelli ottenuti a partire da documenti storici e da rilievi sul terreno.

La toponomastica popolare è dunque una risorsa preziosa da registrare e da investigare in modo interdisciplinare per meglio comprendere come fu vissuto e come può essere rivissuto il nostro territorio. E per tornare agli articoli di Mario Gualzata di inizio Novecento ecco alcuni esempi interessanti: Paü (Pianezzo) sta a significare palude, Alpe Drosina deriva da drose (Ontano verde), Genestrerio (Mendrisiotto) indica un luogo dove crescono le ginestre, mentre Cornaredo (Porza) deriva da corniolo (specie di arbusto), Carecchio (Valle Verzasca) per contro sta a indicare presenza di carice (pianta delle zone umide), mentre Faeda e Faido (Leventina) e a Faedètt e Faedon (Ronco s.Ascona) quella di faggio.

La toponomastica oggi

La raccolta, lo studio, la valorizzazione e l’archiviazione dei toponimi ticinesi sono curati dall’Archivio di Stato del Cantone Ticino, per mettere in salvo una risorsa culturale orale ampiamente usata in passato e che oggi sta subendo un inarrestabile degrado. A tale scopo è stata organizzata una serie di elenchi comunali comprendente, da un lato, l’Archivio dei nomi di luogo (11 comuni disponibili e 6 in preparazione) in parte anche inserito in un database online e, dall’altro, il Repertorio toponomastico ticinese disponibile per 13 comuni, mentre per altri 2 è prossima la pubblicazione .

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