Articolo 12

Dagli archivi della STSN articoli mensili proposti, durante il 2003, sul quotidiano la Regione

Gli albori della protezione delle acque nel Canton Ticino

Aldo Massarotti, già Chimico cantonale

Conferenza all’Assemblea della STSN tenuta a Lugano il 26 maggio 1961

Se ritornasse al mondo il grande Talete di Mileto, il quale 2600 anni or sono proclamava essere l’acqua l’origine divina di ogni cosa, dovrebbe lamentare con quale e quanta insensibilità l’uomo moderno scialacqui e rovini questa preziosa materia prima.

Purtroppo in ogni momento del suo imponente ciclo naturale, dall’atmosfera agli oceani, l’acqua, insostituibile premessa di vita, è oggi più che mai minacciata e colpita dagli interventi sconsiderati delle attività umane, sotto forma di un generale inquinamento con acque luride e sostanze tossiche di ogni genere e provenienza.

Valori naturali minacciati!

Numerosi sono i motivi di ordine igienico, estetico, piscicolo, turistico ed economico che richiedono urgenti e radicali provvedimenti di salvaguardia e di risanamento del prezioso patrimonio idrico del nostro Paese.

Dal punto di vista igienico e della salute pubblica, preoccupa il fatto che le acque dei laghi e dei fiumi sono insudiciate al punto da renderle pericolose per la sana pratica dei bagni, e da far prevedere le drastiche misure dei divieti di balneazione, con gravi ripercussioni sull’immagine turistica del Ticino. Ma le acque possono anche venir alterate in modo da renderle inutilizzabili per sopperire (dopo adeguati trattamenti di potabilizzazione) al sempre crescente fabbisogno di acqua potabile di importanti acquedotti.

Anche la pescosità delle acque è largamente compromessa, minacciando la fonte di guadagno dei pescatori professionisti e di sano svago dei numerosissimi pescatori dilettanti. I pesci, soprattutto quelli pregiati, sono infatti molto sensibili alle alterazioni delle acque, ed in particolare alla carenza di ossigeno, causate dallo scarico di acque luride e industriali, che provocano quelle morie di pesci che sono all’ordine del giorno in diversi nostri fiumi.

Le nostre bellezze paesaggistiche vengono deturpate dalle superfici dei laghi insudiciate da ogni sorta di immondizie in essi scaricate o convogliate dai corsi d’acqua, le cui rive sono il ricettacolo di ogni bruttura tali depositi abusivi evidenziano anche un inveterato malcostume.

Scienze provvidenziali: idrobiologia e limnologia

Dal punto di vista scientifico naturalistico, siamo grati a questi rami delle scienze naturali, che ci permettono di indagare e capire i fenomeni di alterazione, che le acque residuali ed i rifiuti di ogni genere causano alle acque aperte ed in particolar modo alle acque dei laghi, provocando il progressivo degrado del loro equilibrio ecobiologico.
Tra le molte sostanze dannose, è stato evidenziato in particolar modo l’importante ruolo che esplicano i fosfati ed i nitrati presenti nelle acque residuali, i quali, con una vera e propria azione concimante, causano la cosiddetta eutrofizzazione, ossia l’eccessivo sviluppo di alghe e piante acquatiche, le quali, alla fine del periodo vegetativo, precipitano in massa verso gli strati profondi, dove, decomponendosi, sottraggono l’ossigeno alla vita dei pesci.

L’allarme: l’alga rossa nel Ceresio!

Il male dell’eutrofizzazione ha colpito quasi tutti i laghi svizzeri e, purtroppo, anche il Ceresio, nel quale, a partire dall’autunno del 1954 ed in misura imponente nell’autunno del 1958 e nella primavera del i 1959 si è manifestato un diffuso arrossamento delle acque e l’affioramento di vaste chiazze dal colore delle vinacce. All’esame microscopico il fenomeno è risultato dovuto all’alga Oscillatoria rubescens, già tristemente nota come “alga rossa”, indice di profonda alterazione delle acque. Tale fenomeno ha finalmente fatto capire, anche ai più scettici, che il male andava colpito all’origine, con un radicale intervento sotto forma di depurazione delle acque delle fognature scaricate nei laghi e nei fiumi.

L’imperativo categorico: depurare le acque residuali!

La depurazione delle acque residuali è un insieme di raffinati trattamenti fisici, biologici e chimici, che imitano in gran parte i processi naturali di autodepurazione delle acque. Tali trattamenti avvengono in speciali stazioni di depurazione. In Svizzera, grazie alla ricerca scientifica condotta negli scorsi decenni dal prestigioso Istituto per le acque e la depurazione delle acque residuali (EAWAG), creato negli anni trenta presso il Politecnico federale di Zurigo, è stato possibile affrontare il problema delle depurazioni su basi scientifiche e tecniche d’avanguardia.

Che cosa si è fatto in Ticino?

In Ticino si è dovuto recuperare il tempo perso in anni di inerzia.

Il Dipartimento delle Opere sociali ha creato, presso il Laboratorio cantonale d’igiene e chimica, una speciale Sezione per la protezione delle acque. Si è allestito un programma di prima urgenza, che prevede il risanamento della situazione con la realizzazione di stazioni consortili di depurazione.

Sono stati cosi costituiti i consorzi di: Chiasso e dintorni (7 Comuni con 25’000 abitanti), Mendrisio e bacino del Laveggio (7 Comuni con 20’000 abitanti), Lugano e dintorni (10 Comuni con 65’000 abitanti), laghetto di Muzzano (5 Comuni con 5’000 abitanti), Locarno e dintorni (9 Comuni e 40’000 abitanti). Altri sono previsti.

La realizzazione degli impianti si urta tuttavia a grandi difficoltà di ordine finanziario, essendo insufficienti i sussidi federali. Il Ticino dovrà quindi bastare a sé stesso, e la nostra generazione dovrà fare uno sforzo considerevole, sobbarcandosi considerevoli oneri finanziari, che essa non dovrà addossare alle generazioni future: ne vanno di mezzo la nostra immagine e la nostra credibilità!

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