Articolo 11

Dagli archivi della STSN articoli mensili proposti, durante il 2003, sul quotidiano la Regione

Alla scoperta delle grotte del Ticino
Un affascinante mondo nascosto

Roberto della Toffola e Nicola Oppizzi

La nascita della speleologia in Ticino

La prima descrizione a carattere divulgativo-scientifico di alcune delle numerose grotte ticinesi risale con tutta probabilità alla pubblicazione, nel 1859, delle Escursioni nel Canton Ticino di Luigi Lavizzari. L’interesse dei ricercatori ticinesi per la speleologia rimase però scarso, sicuramente anche per la difficoltà di accesso alle cavità. Nel primo mezzo secolo del Bollettino della Società ticinese di Scienze naturali si può trovare un solo contributo speleologico, Note speleologiche – Dieci caverne del bacino del Ceresio, redatto da A. Ghidini nel 1906.

La situazione cambiò radicalmente alla fine degli anni ’50. Infatti, Guido Cotti e Dario Ferrini, sotto l’egida della Società Speleologica Svizzera, pubblicarono sul Bollettino il primo di una nutrita serie di contributi speleologici, con l’invito agli appassionati di questa disciplina a praticarla non solo sportivamente, ma anche con rigore scientifico.

La storia recente della speleologia ticinese

Nel 1980 naque la Sezione Ticino della Società Svizzera di Speleologia (SSSTi), nella quale confluirono il Gruppo Speleo Ticino e altri appassionati della speleologia. La costituzione di questa sezione rappresentò una svolta decisiva per la ricerca ipogea in Ticino, come testimonia la ricca sequenza di contributi regolarmente apparsi sui Bollettini della Società di scienze naturali.

Notevole impulso fu dato in particolare alla scoperta di nuove cavità, alcune delle quali ricche di elementi di notevole importanza storica e scientifica, come per esempio l’orso delle caverne e il giacimento di ossa di pipistrelli in due grotte sul Monte Generoso e alcune parti di una zecca clandestina nella Grotta dei Giganti.

Alcuni studi hanno invece messo in risalto un approccio innovativo in campo speleologico. Il monitoraggio dell’inquinamento in grotta può per esempio rappresentare un riferimeno utilissimo per la scoperta delle entrate, rispettivamente delle uscite.

Con il perfezionamento delle tecniche subacquee, anche in Ticino alcune cavità sommerse hanno potuto essere esplorate e topografate. Tra le imprese più impegnative, si può ricordare l’esplorazione della Sorgente Bossi di Arogno, eseguita da Luigi Casati nel 1993. In questa occasione lo speleologo effettuò una prima mondiale per quanto riguarda le immersioni in profondità con superamento di un sifone, avendo dovuto percorrere un sifone lungo 400 metri e profondo 90 per raggiungere la struttura più interna della grotta.

Fuori della regione del Monte Generoso, spedizioni effettuate in altri massicci con rocce carsiche, come per esempio la zona del Basodino, hanno portato al rilievo di due delle più lunghe grotte del Ticino: l’Acqua del Pavone e il Böcc al Pilat. Queste cavità straordinarie si aprono in un ambiente geologico particolare, costituito da marmi ricchi di miche e paragneis.

Il Laboratorio di ricerca sotterraneo

Nel 1995, alcuni membri della Società Ticinese di Speleologia, Nicola Oppizzi, Francesco Bianchi-Demicheli e Roberto Della Toffola, costituirono il Laboratorio di Ricerca Sotterranea del Monte Generoso (LRSMG). Questa data segnò l’inizio in Ticino dell’utilizzo di strumentazioni elettroniche raffinate e molto precise per la misurazione automatica, sistematica e prolungata nel tempo di vari parametri ambientali, quali temperature, umidità, flussi d’aria, livello dell’acqua, ecc.

Inoltre, grazie a strumenti quale il laser per il rilievo delle distanze e il teodolite per le misurazioni esterne, nonché del GPS per il reperimento delle coordinate delle entrate, i rilievi delle grotte possono oggigiorno venir eseguiti con estrema precisione. L’utilizzo del computer per l’analisi dei dati, la rappresentazione grafica tridimensionale e la stesura delle carte aprono prospettive impensabili solo qualche anno orsono per l’interpretazione delle cavità e la comprensione della struttura dei reticoli carsici rispetto alle strutture geologiche conosciute e visibili all’esterno.

Speologia

Passaggio molto stretto in un cunicolo secondario.

Il soccorso in grotta

Un aspetto molto importante nella storia della speleologia ticinese è stato la nascita del soccorso speleologico. All’inizio questo servizio era costituito da un piccolo gruppo poco organizzato, anche se molto motivato. Dal 1990 invece, grazie all’intraprendenza di Silvio Baumgartner, lo speleo soccorso dispone di una struttura efficiente, completa di tutto il materiale necessario e con il sostegno della Rega.

L’evoluzione delle scoperte

Nel 2002, l’inventario delle grotte ticinesi annovera ben 180 cavità. Le grotte conosciute da più tempo sono quelle con le entrate più appariscenti e spesso legate ad avvenimenti storici o a leggende. L’aumento del numero delle nuove cavità scoperte assume un andamento esponenziale negli ultimi due decenni, grazie all’utilizzo di nuovi strumenti, ma soprattutto grazie alla grande esperienza acquisita in anni di ricerca sul terreno e le molte ore dedicate allo studio del carsismo in Ticino da alcuni membri della SSSTi.

Gli speleologi ticinesi non si sono limitati all’esplorazione e alla ricerca delle grotte locali. Cavità molto importanti sono state scoperte anche al di là dei confini cantonali, sia in territorio italiano (Monte Generoso, Grotta Immacolata, Grotta Generosa, ecc.), sia nel Canton Vallese, mentre vi sono state attive collaborazioni nell’ambito di esplorazioni sull’isola di Cuba.

Speologia

Rilievi in un cunicolo.

I molti aspetti delle grotte

La ricca trattazione di argomenti speleogici riportata nei Bollettini della Società ticinese di Scienze naturali evidenziano come la speleologia, contrariamente a quanto si potrebbe credere a un primo esame superficiale, non è una disciplina essenzialmente sportiva, bensì un’attività dai molti risvolti scientifici. Partendo dalla geologia (approccio indispensabile nello studio della genesi delle grotte), la speleologia interagisce con una moltitudine di altre discipline scientifiche quali la geografia, l’idrologia, la meteorologia, la biologia, la topografia, la paleontologia, la meteorologia ecc.

L’ambiente delle grotte è comunque delicato e ogni precauzione dovrebbe venir presa per non alterare i complessi equilibri e per non distruggere le tracce di vita passata o presente nelle cavità.

Grazie all’impegno della SSSTi e dei suoi membri, si può senz’altro affermare che la speleologia in Ticino abbia raggiunto un buon grado di completezza, sia a livello sportivo, sia dal punto di vista scientifico. Le esplorazioni in corso lasciano supporre che il potenziale di nuove grotte in Ticino sia tutt’altro che esaurito, anche nelle aree storicamente più conosciute. In particolare il massiccio del Generoso cela sicuramente un reticolo di cavità ancora molto vasto.

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