Articolo 1

Dagli archivi della STSN articoli mensili proposti, durante il 2003, sul quotidiano la Regione

“L’altezza serena degli studi scientifici”

in cento anni di relazioni presidenziali STSN

Prof. dott. Gabriele A. Losa
Presidente STSN, 1983-1985

La scienza e gli studi scientifici appartengono alla sfera della ragione per cui dovrebbero compiersi ad una “altezza serena” (1903). Fin dalla creazione della Società Ticinese di Scienze Naturali (STSN), gli studi scientifici sono stati messi o svolti …a terra, a beneficio dell’ambiente, della comunità e della natura. Non poteva essere diversamente in un contesto non accademico, mancando nella Svizzera Italiana l’istituzione universitaria. La storia centenaria degli studi scientifici si legge nelle relazioni presidenziali raccolte in novanta volumi del Bollettino della Società ticinese di Scienze naturali. Il debutto è stato un travaglio non da poco: “è rinata la Società di Scienze naturali per trascinare penosamente i suoi giorni e morir ingloriosamente o per vivere d’una vita forte e laboriosa che la conduca presto a competere colle sorelle della Svizzera, a portar con esse la sua pietra al grande edificio del sapere?“ (1904). Per il primo presidente occorre perseguire “l’esame delle condizioni naturali del paese che offre, a mio avviso, il più propizio e favorevole terreno perché gli studi naturalistici abbiano ad essere coltivati”, poi assecondare “gli studi della fisica, della chimica, della fisiologia e d’altre scienze ancora”, “Il carattere della Scienza, bisogna riconoscerlo, è aristocratico”ed infine chiamare “anche degli estranei a tener conferenze sulle scoperte più recenti o sugli ultimi dibattiti della Scienza“, conferenze a cui è imprescindibile “annettere un’importanza assai grande; il carattere della Scienza, bisogna riconoscerlo, è aristocratico”. Tuttavia, “con una sufficiente preparazione, la grande massa potrà arrivare ad afferrare ed a comprendere quello che è ancor oggi oscuro per i più: questa preparazione dovrà essere opera della nostra Società” (1904). Per promuovere la conoscenza della natura e la salvaguardia ambientale, la STSN intende ”far pratiche per l’istituzione di un osservatorio sismologico nel Cantone, di una stazione limnologia su uno dei nostri maggiori laghi, di reagire infine, con ogni possa, contro la distruzione delle piante rare o caratteristiche e contro il deturpamento delle nostre bellezze naturali” (1906). Per la STSN teoria e pratica vanno perseguite congiuntamente, per cui propone di “organizzare, promuovere od appoggiare studi ed investigazioni sulla storia naturale del nostro paese, per far assurgere le Scienze a quel grado di dignità e di utilità che dovrebbero avere ma non hanno nel nostro paese e che tuttavia devono conquistare se vogliamo che la psiche della collettività diventi più civile, che la terra abbia più razionale coltura, che le industrie abbiano lavoratori capaci” (1911).

“Cattedre di cultura storica paesana e di cognizioni scientifiche sulla nostra regione”

Manifesta addirittura l’auspicio che il “Consiglio di Stato crei delle cattedre di cultura storica paesana e di cognizioni scientifiche sulla nostra regione”(1914). È indispensabile “per approfondire le conoscenze scientifiche della nostra terra” avvalersi della “collaborazione di giovani ticinesi seriamente preparati al lavoro scrupoloso di ricerca” (1935-36), che deve includere anche “i fossili che tengono vivo pur oggi l’interessamento profondo delle menti curiose di conoscere le origini e gli sviluppi della vita” (1947). Intanto la STSN si oppone al progetto di “strada bassa” fra Castagnola e Gandria, giudicata “banale e polverosa e clamorosa carrozzabile”, in ragione della “indicibile amenità del luogo, sia per la presenza di ricca e prospera e variopinta schiera di piante mediterranee”(1924). Appoggia l’iniziativa per l’acquisto delle Isole di Brissago “quel meraviglioso lembo di terra, dove cresce incontrastata la più rigogliosa vegetazione mediterranea”(1949), ove si insedierà il Parco Botanico del Canton Ticino. Sollecita “le competenti autorità cantonali onde mettere il monte di Caslano sotto protezione” in ragione “della varietà, spontaneità ed inusitata ricchezza della sua flora”, auspicando “qui il parco della Svizzera subalpina” (1960). È giocoforza constatare che “l’ecologia è ancora campo d’indagine per pochi specialisti e la difesa della natura professione ancora troppo accessoria”, cosicché, ”per mettere sotto controllo i più disparati inquinamenti non servirebbero molto le improvvisate investiture di profani” (1970). Pertanto la STSN appoggia la creazione di un organismo per “la difesa di un ambiente di indiscusso valore scientifico, sociale e paesaggistico situato entro i limiti territoriali del nostro Cantone” (1971), e provvede ad editare la collana “Le Memorie”(1988), un “significativo passo avanti nella divulgazione delle conoscenze sul nostro ambiente naturale, in alcuni settori ancora largamente inesplorati”. L’altro punto programmatico della STSN concerne l’insegnamento delle scienze e la trasmissione del sapere scientifico nella scuola e nella comunità. A tal fine occorre”una commissione che s’occupi delle questioni riguardanti l’insegnamento scientifico nelle scuole del Cantone” (1906), “poter formare una biblioteca scientifica” ed “impedire il decadimento delle scuole pubbliche che i nostri padri hanno saputo istituire”(1911). La precaria situazione si protrae: “non è a meravigliare perciò che la Scienza non abbia nelle nostre scuole né quella importanza, né quella cura che ha acquistato nei paesi più progrediti” (1913-14).

“l’Attenzione alla salvaguardia delle nostre preziose raccolte scientifiche affidate ai diversi musei del cantone”.

Le autorità devono rivolgere “l’attenzione alla salvaguardia delle nostre preziose raccolte Scientifiche affidate ai diversi musei del cantone”, insidiate da piccoli coleotteri che “distruggono in poco tempo i cimeli scientifici, retaggio dei nostri”(1954), riconoscere “la necessità di una nuova più confacente ubicazione di tutto il nostro patrimonio scientifico…così da poter essere di aiuto all’insegnamento”(1954), e consentire di “raccogliere in un’opera scientifica unica l’intero materiale faunistico, interessante la nostra terra insubrica” (1955-56). La STSN si impegna nella diffusione delle conoscenze sulla salute e lo stile di vita per la comunità. In merito alla lotta contro l’alcolismo, ritiene essere più efficace “la dimostrazione perentoria, scientifica, medica delle proprietà negative e perniciose che l’alcool e gli alcolici hanno come sostanze alimentari“ che “ogni azione restrittiva da parte dei poteri pubblici“ (1904). Persegue “uno sviluppo pratico della Scienza“ e perciò provvede ad allestire le “note mediche di condotta”(1905), a promuovere “l’alimentazione che influenza il sistema di vita quotidiano”,la prevenzione attiva ed illustrare il ruolo dell’alimentazione che “influenza il sistema di vita quotidiano”(1987). La corretta informazione scientifica è assicurata non solo impedendo “la diffusione, per opera di quotidiani e della Radio, di teorie dell’atomo – non previamente comunicate ad accademie o istituti né formulate in pubblicazioni di carattere rigorosamente scientifico” (1952-53), ma concedendo “spazio e diffusione alle ricerche dei naturalisti” anche con il ricorso ad internet, mezzo efficace che per di più consente “di marcare presenza sulla scena internazionale del mondo scientifico” (1998). La STSN dispone di infrastrutture quali il Centro di Biologia Alpina in Val Piora e soprattutto il Museo cantonale di Storia naturale, attrezzati per “far da ponte per la trasmissione delle conoscenze” (2000), ma è consapevole che “il reale contributo alla conoscenza del territorio” si realizza attraverso la ricerca periferica (“l’aiuto dei dilettanti”,1982) dei soci non strutturati.

Logo STSN