Verbale dell’Assemblea svolta presso Banca Stato, Bellinzona, 8 maggio 2009
Scusati
Aldo Antonietti, Nicola Bomio-Pacciorini, Marco Marcozzi e Giancarlo Ticozzi.
Parte amministrativa
L’ordine del giorno é modificato con l’eliminazione della seconda trattanda «Nomina del presidente del giorno». Due scrutatrici sono nominate: Lisa Conza e Sheila Barbarossa.
Il verbale della 153a Assemblea ordinaria STSN 2008, tenutasi presso il Museo di storia naturale a Bellinzona il 18 aprile 2008 è accettato all’unanimità. L’esonero della lettura é richiesto.
Relazione presidenziale
Alla presenza di una trentina di soci il presidente Mauro Tonolla prende la parola ricordando che la nostra società continua a portare in avanti la divulgazione scientifica collaborando con altre società scientifiche e non. In occasione dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra proclamato dall’ONU, la STSN ha proposto un viaggio alla riscoperta del nostro pianeta con un occhio particolare alla geologia. Gli appuntamenti in calendario hanno permesso ai nostri soci e al pubblico generale di avvicinarsi a questo tema grazie a conferenze, escursioni, esposizioni, proiezioni cinematografiche e due simposi. Inoltre la società ha sostenuto e curato l’opera «Magie di Pietra-Paesaggi geologici del Ticino» di Hélène Decuyper e Marco Antognini coedita dal Museo di Storia Naturale e da Armando Dadò Editore.
Alla fine del 2008 la Società ha ricevuto un importante lascito di fr. 43’000 a seguito dello scioglimento del Legato Antonio Vanoni. Antonio Vanoni contribuendo all’avvio del primo nucleo d’insegnamento delle scienze naturali, il “Gabinetto di storia naturale”, attorno al 1850 nel primo Liceo cantonale a Lugano, pensò di donare i suoi averi per l’istruzione e l’illuminazione della gioventù. Coerente con questa visione la STSN pone la divulgazione scientifica quale suo scopo principale. Il comitato della STSN ha lungamente discusso riguardo alla destinazione di questo versamento ed ha deciso di vincolarlo alla produzione di una pubblicazione di cui resti una chiara traccia sulla Biodiversità in Ticino (tema annuale 2010).
Rapporto della cassiera e dei revisori
La cassiera Cecilia Antognoli presenta i conti per l’anno 2008. Il conto economico chiude con una maggiore entrata di fr. 71'801.86 (ricavi fr. 112'683.65, costi fr. 40'881.79), mentre a bilancio (attivi e passivi) risultano fr. 97'078.96. La cassiera fa notare l’entrata eccezionale dovuta alla vendita della Memoria sulle Gole della Breggia di fr. 14'682.70.
Valerio Sala legge il rapporto dei revisori (Greco e Sala). L’Assemblea approva i conti e il rapporto dei revisori.
Rapporto della commissione divulgazione
Anno dell’Astronomia 2009 (Marco Cagnotti)
Gli eventi in cartellone sono organizzati in collaborazione con la Società astronomica ticinese (SAT), ma anche cercando di inglobare gli appuntamenti sul territorio fornendogli così un canale di visibilità. Il programma é molto ricco, dinamico e sempre in evoluzione. Per questa ragione quest’anno gli eventi non sono stati riportati sulla locandona, ma pubblicati sul web che é continuamente aggiornato. Fino ad oggi ci sono stati 45 eventi che hanno coinvolto 700 persone; un buon inizio! Ad ogni evento il materiale di presentazione della STSN come anche quello della SAT viene distribuito.
BaseCamp 09 (Giovanni Pellegri)
Il festival della scienza, organizzato da Science et Cité e dalla SCNat, sarà presente in 6 città della Svizzera con una tappa anche in Ticino (22-30 maggio 2009). Attorno a questo evento c’é una grande promozione a livello svizzero, lo scopo é quello di invogliare i giovani verso la scienza. Il BaseCamp 09 ospite a Lugano é sostenuto anche dalla STSN e dalla SAT. Gli eventi proposti saranno circa una sessantina e si svolgeranno al Parco Ciani che sarà adibito a «Villaggio della scienza».
Mostra di Oetzi: ciclo di conferenze (Filippo Rampazzi)
La società ha sponsorizzato 3 conferenze che hanno suscitato forte interesse e richiamato un folto pubblico (100-120 partecipanti). L’idea di approfittare di un grande evento come la Mostra su Oetzi per proporre un calendario di attività collaterali (conferenze, laboratori didattici) ha avuto grande successo.
Anno della Biodiversità 2010 (Alberto Piatti)
Il tema annuale del prossimo anno sarà la Biodiversità. La società si propone come coordinatrice delle attività inerenti a questo tema tra le varie associazioni ticinesi. Come per l’anno dell’Astronomia si costruirà un sito web con un calendario degli appuntamenti sempre in evoluzione. Si proporranno tra le diverse conferenza sul tema anche delle escursioni, delle attività per gli specialisti, delle attività con le scuole, delle attività per persone con handicap fisici e dei dibattiti.
Giornata della scienza (Alberto Piatti)
La giornata della scienza per le scuole medie si è tenuta il 3 ottobre ed è andata bene. Le scuole che hanno partecipato hanno apprezzato e la Scuola media di Losone si è annunciata per ospitare la giornata del prossimo anno.
Pubblicazioni 2009
Il Bollettino 2009 é risultato corposo e come ci spiega il redattore ad interim Filippo Rampazzi non c’é nessuna difficoltà nell’avere buoni articoli da pubblicare. Marco Moretti riprenderà l’attività di redattore in settembre. Fosco Spinedi prosegue con l’attività d’impaginazione, di finalizzazione e di contatto con la tipografia.
La Memoria 2009 é in fase di preparazione e toccherà il tema della geomorfologia in Val di Blenio.
Ammissione di nuovi soci/dimissionari
Tra il 15 aprile 2008 e l’8 maggio 2009 ci sono stati 6 soci dimissionari e 22 nuove richieste di adesione. Il numero di soci sale così a 476.
Nuovi soci: Pierluigi Ballabeni (Forel), Sheila Barbarossa (Morbio Inferiore), Lorenza Beati (Statesboro, USA), Christian Benetollo (Bellinzona), Emilio Bono (Lugano), Lisa Conza (Taverne), Paola Decristophoris (Cresciano), Veronica Feroldi (Iragna), Nicola Ferrari (Malvaglia), Matthias Gianini (Zurigo), Monica Marchetti (Brissago), Silvano Mascheroni (Termine), Tiziana Pedrotta (Vaglio), Anya Rossi-Peduzzi (Quartino), Ivan Sasu (Claro), Sebastiano Schneebeli (Cureglia), Davide Städler (Comano), Nicola Storelli (Losone), Manuela Varini (Viganello).
Eventuali:
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Parte pubblica
"L'eredità dell'Apollo e il futuro umano nello spazio" conferenza di Luciano Anselmo, ricercatore presso il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale dell'ISTI/CNR di Pisa introdotto da Marco Cagnotti.
Un pubblico affascinato, quello che ha riempito l'Auditorium di BancaStato, a Bellinzona, l'8 maggio scorso. Affascinato e catturato da una voce, quella di Luciano Anselmo, del Laboratorio di Dinamica del volo spaziale dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa, che ha narrato le imprese umane di esplorazione dello spazio. In poco più di due ore sono state sfogliate numerose pagine di storia: una sorta di diario che ripercorre l'emozionante progresso scientifico che l'umanità ha sviluppato in poco più di una quindicina di anni. Quale eredità ci è stata lasciata? E quali scenari si apriranno nel futuro?
Le prime pagine: lo sviluppo della missilistica
nella Germania degli Anni Trenta
Wernher von Braun: scienziato e ingegnere tedesco, poi naturalizzato statunitense, che nella seconda metà degli Anni Trenta viene messo a capo del nascente programma missilistico hitleriano. Una nuova artiglieria, basata sui missili, doveva essere creata. Una nuova tecnologia più potente delle armi già esistenti doveva essere partorita. E von Braun la mise al mondo e la battezzò V2. Il razzo, il primo missile balistico della storia, l'innovativa arma di rappresaglia (dal tedesco Vergeltungswaffe) che venne scagliata durante il secondo conflitto mondiale contro Gran Bretagna e Belgio. Sebbene l'impatto bellico di queste armi fosse modesto, lo smarrimento che creò sulle truppe avversarie fu notevole: i V2 erano i primi razzi supersonici, quelli che colpivano prima che il loro suono giungesse alle orecchie dei militari. Al termine della guerra, von Braun e il suo team di ingegneri emigrarono negli Stati Uniti, dove vennero ingaggiati per sviluppare una tecnologia missilistica all'avanguardia.
4 ottobre 1957: il lancio dello Sputnik 1
Ma non fu l'America ad avere i primi successi in campo missilistico civile, bensì la Russia. È datato 1948 l'inizio del programma Sputnik quando, dopo il recupero dei missili tedeschi V2, si intuì la possibilità di trasformarli in vettori da utilizzare per il lancio dei satelliti. Un oggetto lanciato nello spazio? Impensabile per l’epoca. Eppure, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957, Radio Mosca annunciò il successo dell'operazione tenuta segreta fino a quel momento. Lanciato attraverso il vettore R7 dal cosmodromo di Baikonur, nell'odierno Kazakhstan, lo Sputnik 1 fu il primo satellite in orbita della storia. Invisibile all’occhio umano, quest’oggetto dal peso di soli 89 chilogrammi poteva essere però udito, perché emetteva onde radio. Gli speaker russi non esitarono quindi a informare i radioascoltatori sulle frequenze sulla quali si poteva ascoltare la nuova hit, forse poco ballabile, ma di sicuro emotivamente travolgente. Per gli Americani fu uno shock: com'era possibile che, nonostante avessero i migliori ingegneri, i Russi li avessero superati?
6 dicembre 1957, 31 gennaio 1958 e 17 marzo 1958:
Flopnik, Explorer 1 e Vanguard 1, le risposte americane
Il primo tentativo di lanciare un satellite artificiale statunitense fu un gigantesco fallimento, battezzato dalla stampa come Flopnik. Ma in meno di un anno gli Americani si rifecero costruendo e mandando in orbita l’Explorer 1, il primo satellite lanciato da Cape Canaveral grazie a un razzo vettore, il Jupiter C. E, poco più di un mese dopo, fu il mkomento del lancio del Vanguard 1, un piccolo satellite grande quanto un pompelmo e di soli 2 chilogrammi di peso. Fu a questo punto che l'allora amministrazione Einsenhower autorizzò von Braun, relegato solo alla sezione bellica, a occuparsi in parte anche dello sviluppo della missilistica civile, rappresentata dai satelliti.
3 novembre 1957, 15 maggio 1958 e il programma Luna:
i trionfi sovietici
Mentre negli Stati Uniti si stava ancora lavorando a quello che sarebbe stato un flop, i Russi proseguivano con il programma Sputnik, lanciando il 2 (con a bordo l'indimenticabile cagnolina Laika) e l'anno seguente, dopo i primi due successi americani, lo Sputnik 3. Ma fu con il programma Luna che i sovietici inanellarono un successo di seguito all'altro. Luna 1, che rappresenta la prima sonda spaziale, fu il primo oggetto a uscire dal campo gravitazionale terrestre, il 2 gennaio 1959. Verso la Luna, ovviamente. Risale al 12 settembre 1959 il lancio di Luna 2, che raggiunse e colpì il nostro satellite. Nuove emozioni furono suscitate nell'ottobre dello stesso anno, quando la Luna 3 non solo raggiunse la Luna, ma la fotografò anche. Riuscendo a immortalarne la faccia nascosta.
Novembre 1958-maggio 1963: l'America e il programma Mercury
Negli Stati Uniti la situazione politica si era nel frattempo modificata: Eisenhower aveva concluso il proprio mandato e John F. Kennedy, nel novembre del 1960, era stato eletto come nuovo Presidente. Kennedy, che non condivideva la politica del predecessore, depotenziò attraverso una diminuzione dei finanziamenti la allora giovane NASA, fondata solo un paio di anni prima. Il suo dissenso nasceva dal prepotente utilizzo da parte del Presidente precedente delle nuove scoperte per fini bellici (i satelliti spia) e solo marginalmente per scopi civili. L'unica concessione che Eisenhower aveva fatto era stata il Programma Mercury, il cui obiettivo era lanciare una capsula spaziale con a bordo un equipaggio in grado di orbitare attorno alla Terra. In Russia intanto che cosa stava succedendo?
12 aprile 1961: Yuri Gagarin, il primo cosmonauta
«Man enters space»: era il titolo che si leggeva su The Huntsville, uno dei quotidiani a dare la notizia che, per la prima volta nella storia umana, un uomo è riuscito a orbitare attorno alla Terra e tornare alla base sano e salvo. Gagarin divenne così un'icona mondiale, una sorta di testimonial della presunta superiorità dell’astronautica sovietica su quella occidentale. Non sappiamo se per quell’evento straordinario la competizione sovietico-statunitense si sia fermata per lasciare spazio a una gioia comune, a pensieri condivisi dall'unanimità mondiale. L’uomo fece un progresso enorme nella tecnologia spaziale: una pietra miliare da aggiungere alla storia dell'esplorazione umana nello spazio.
25 maggio 1961: John F. Kennedy e il programma Apollo
“Credo che questo paese debba impegnarsi a realizzare l'obiettivo, prima che finisca questo decennio, di far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra. Non c'è mai stato nessun progetto spaziale più impressionante per l'umanità o più importante per l'esplorazione dello spazio; e niente è stato così difficile e costoso da realizzare”: queste furono le parole pronunciate dal Presidente durante una seduta speciale del Congresso. Per gli Stati Uniti ci voleva un nuovo stimolo, un nuovo grande progetto che riuscisse a risollevarli dagli insuccessi incassati uno dietro l'altro. Una grande missione che ridesse loro una dignità. Servirono ben dieci missioni Apollo e otto anni di ricerche, di costruzioni, di test, di addestramento del personale per concretizzare il messaggio di Kennedy. Il 20 luglio 1969 alle 22:17:40 (ora italiana). Questo è infatti il momento memorabile nel grande diario della storia dell'astronautica.
L'allunaggio rappresenta una delle imprese umane più coinvolgenti, forse il più emozionante. Due ore e mezza di escursione sul suolo lunare, anticipate dall'impazienza degli astronauti che, al posto di fare il pisolino concordato con il personale di terra, vollero subito mettere piede al di fuori della navicella. Di missioni Apollo ce ne furono altre sei, delle quali l'ultima, la 17.esima, detiene il record della quantità di pietre lunari portate sulla Terra: ben 117 chilogrammi su un totale di 385, considerando i prelievi delle missioni precedenti. Molti di questi reperti a oggi non sono ancora stati studiati. E potranno godere (si spera) delle future tecniche di indagine più avanzate.
L'eredità dell'Apollo
17 missioni, dal 1961 al 1972. Ma che cosa ci hanno lasciato? Che cosa ci riserva il futuro astronautico? Anzitutto ora anche altri Paesi, in primis la Cina e l’India, stanno perseguendo progetti di missioni lunari. Inoltre negli Stati Uniti è in corso di sviluppo il programma Costellation: attraverso la costruzione della capsula Orion si vuole, per cominciare, continuare l'esplorazione umana in orbita terrestre e poi (chissà?) magari un tornare sulla Luna. Si parla di una missione su Marte, ma verosimilmente questa sarà rinviata a dopo il 2030.
Ciò che resta è la curiosità, la sete di conoscenza, il desiderio di scoprire. Alla fine anche noi e il nostro pianeta non siamo altro che una parte di quel Tutto che tanto vorremmo avvicinare ma che, ahinoi, ancora ci sfugge.
Mara Mazzola
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