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Lettera aperta della Società ticinese di scienze naturali

La Società ticinese di scienze naturali (STSN) già si era espressa pubblicamente l’11 ottobre scorso in merito al destino del Parco botanico del Cantone Ticino ospitato sulla maggiore delle Isole di Brissago. È di questi giorni – CdT del 22 marzo 2017 – la notizia che i Comuni comproprietari (Ascona, Ronco sopra Ascona e Brissago) hanno fatto due contro offerte in seguito alla proposta del Cantone di cessione della sua quota parte. Oltre alle maggiori richieste finanziarie all’indirizzo di quest’ultimo, è stata inoltre ventilata la proposta, peraltro già espressa in passato dalle stesse autorità comunali, di togliere il vincolo di mantenimento del Parco botanico nel caso non ci fossero contributi finanziari maggiori da parte del Cantone. Dal punto di vista della STSN si tratta di dichiarazioni molto forti, che pongono una grave ipoteca su quello che sarà, o non sarà, il futuro delle Isole di Brissago.

Vista la mancanza di volontà da parte dei Comuni comproprietari di prendersi a carico gli oneri necessari per la gestione del Parco botanico, la STSN a questo punto ritiene che solamente il Cantone avrebbe la possibilità e le competenze per garantire non solo la conservazione del Parco botanico ma anche il rilancio delle Isole di Brissago, facendole continuare ad essere a tutti gli effetti il gioiello del Lago Maggiore. La STSN chiede quindi al Consiglio di Stato di valutare la possibilità di formulare a sua volta una proposta per il ritiro delle quote di proprietà dei comuni, eventualità questa già espressa in passato dal Comune di Ascona all’indirizzo del Consiglio di Stato il 4 maggio del 2016. Un solo proprietario permetterebbe di trovare più celermente soluzioni stabili e definitive, pur lasciando la possibilità di delegare in futuro la gestione delle Isole e del Parco botanico a una fondazione da costituirsi ex novo. Questa soluzione permetterebbe inoltre di continuare la proficua collaborazione maturata nel corso degli anni tra il Parco botanico e numerosi servizi ed enti cantonali per quel che concerne sia gli aspetti di carattere scientifico, sia quelli relativi alla gestione e alla manutenzione, sia quelli inerenti lo svolgimento di attività culturali e didattiche.

La STSN si augura che, nelle trattative tra i comproprietari, sia sempre messo in primo piano il valore turistico, scientifico e culturale del Parco botanico del Cantone Ticino e che vengano finalmente adottate soluzioni in grado di garantire un futuro a questa perla di bellezza e patrimonio dell’intera collettività.

Per la STSN, la Presidente

Manuela Varini