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Appunti di storia del tempo e del clima ticinesi
Introduzione
La storia della meteorologia in senso stretto incomincia
con i Greci e per due millenni i lavori di Aristotele
e dei suoi seguaci fecero scuola, oltre a definire buona
parte del vocabolario meteorologico. Un buon esempio
della concezione della meteorologia ai tempi dei Romani,
è invece costituto dalla Naturalis Historia
di Plinio il Vecchio (23-79 d.C.). Verso il IX°
Secolo, gli Arabi ripresero le conoscenze sull'atmosfera
dei Greci e dei Romani e le diffusero nel bacino del
Mediterraneo.
Soltanto a partire dal XV° Secolo furono sviluppati
i primi metodi di misurazione strumentale, ma si dovette
attendere l'invenzione del telegrafo nel 1835 per poter
effettuare uno scambio in tempo reale delle informazioni
meteorologiche e permettere le prime previsioni.
La meteorologia in Ticino
La storia della meteorologia in Ticino è strettamente
legata alle città di Lugano e Locarno, anche
se la serie di misurazione più vecchia è
detenuta dal Passo del San Gottardo, sul quale, tra
il 1781 e il 1792, la Societas Meteorologica Palatina
eseguì i rilievi della temperatura 3 volte al
giorno.
I primi rilevamenti della temperatura, a Lugano, furono
eseguiti verso la fine del 1700 dal pastore zurighese
Hans Rudolf Schino e nella prima metà del 1800,
le condizioni meteorologiche rilevate a mezzogiorno
furono pubblicate per alcuni anni sul foglio ufficiale
del Canton Ticino. A partire dal 1856, il professor
Giovanni Cantoni (primo direttore del Liceo) effettuò
osservazioni e misurazioni più volte al giorno
e nel 1863, su incarico della Commissione Meteorologica
Svizzera, il professor Ferri installò una stazione
presso il Liceo. |
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| L’eliografo di Lugano.
Questo rilevatore della durata del soleggiamento
è stato in funzione alla stazione di Lugano
dal 1864 al 1990. |
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| La stazione meteorologica seguì gli spostamenti
del Liceo, ma i responsabili della stazione furono relativamente
pochi, ciò che portò a una buona qualità
dei dati osservati e misurati. Il professor Ferri fu,
infatti, responsabile della stazione fino al 1914, seguirono
poi il professor Malatesta (1914-1930), il professor Vicari
(1930-1958) e, dal 1958 fino al 2000, il signor Armando
Tison. Il signor Tison, che già prima di diventare
responsabile della stazione aveva sostituito il professor
Vicari, ha così eseguito le osservazioni e curato
la stazione per oltre 40 anni! |
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| Andamento della temperatura
a Lugano a partire dal 1864. La linea orizzontale
rappresenta la media di tutto il periodo (11.7°C).
Il grafico mostra chiaramente le temperature relativamente
calde a partire dagli anni ’40 e l’impennata
verso la fine degli anni’80. |
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| Dopo il 1863, vennero installate altre stazioni, tra
le quali quella di Locarno-Muralto, tenuta per ben 55
anni (1878-1933) dal professor Giuseppe Mariani, assieme
al professor Ferri uno dei promotori nel 1903 della Società
ticinese di Scienze naturali.
Nel 1926 il dottor C. Schmid-Curtius fondò a
Orselina l’Osservatorio bioclimatico e geofisico
ticinese che, nel 1935, dopo esser stato rilevato
dalla Confederazione, fu trasferito a Locarno-Monti
diventando l’Osservatorio ticinese della Centrale
meteorlogica svizzera, il centro meteorologico
regionale per il Sud delle Alpi e l’Engadina.
All’inizio, la ricerca meteorologica in Ticino
fu essenzialmente finalizzata a dimostrare le qualità
del clima sudalpino per scopi terapeutici. Dei presunti
o effettivi benefici del clima insubrico, in particolare
per le malattie croniche legate alle vie respiratorie,
sono testimoni i numerosi centri di cura e di riabilitazione
(Orselina, Agra, Cademario, ecc).
Con l’istituzione del Centro meteorologico, la
ricerca assunse un indirizzo più fisico e meno
biomedico. Dopo la Seconda guerra mondiale, fu intrapresa
una lunga campagna di lotta antigrandine finalizzata
alla protezione delle culture di tabacco, che portò
a un approfondito studio della fisica delle nubi. In
seguito, le ricerche si concentrarono nella creazione
di strumentazione automatica e nell’utilizzo delle
nuove tecniche di rilevamento, quali radar e satelliti.
Le ricerche meteorologiche di base furono sempre accompagnate
da ricerche finalizzate alle previsioni del tempo e
all’analisi climatologia.
Il Centro meteorologico, ora MeteoSvizzera –
Ufficio federale di meteorologia e climatologia
o più spesso semplicemente chiamato Locarno-Monti,
produce oggigiorno numerose previsioni per svariati
campi di attività e continua la ricerca di base
e quella applicata.
La meteorologia e la climatologia sul Bollettino della
STSN
Contributi di meteorologia apparvero sul Bollettino
della Società ticinese di Scienze naturali già
nei primi anni della sua pubblicazione e dal 1937 viene
regolarmente pubblicato un resoconto annuale sul tempo
trascorso.
Oltre ad altri articoli sulla meteorologia, il Bollettino
può vantare la pubblicazione delle due più
importanti ricerche sul clima sudalpino pubblicate in
Ticino in lingua italiana: Il clima di Lugano nel
cinquantennio 1864-1914 di Giovanni Ferri e Il
clima del Ticino di Flavio Ambrosetti.
Il Ticino “Sonnenstube”
Anche il Bollettino, e non solo la promozione turistica,
ha contribuito a diffondere l’abbinamento di Ticino
come Sonnenstube, regione perennemente soleggiata
e con condizioni climatiche ideali per curare ogni malanno.
Nell’articolo di Schmid-Curtius sulla fondazione
dell’Osservatorio bioclimatico e geofisico ticinese,
questo concetto venne illustrato come segue: “L’Osservatorio
deve la sua fondazione al fatto scientificamente documentabile
che il clima del Ticino possiede elementi che non possiedono
altri climi noti d’Europa, e che costituiscono,
pertanto, una novità in materia. Da molto tempo
il clima del Ticino esercita una grande attrazione sia
da Nord che da Sud. In estate, chi viene dal Sud, incontra
nelle sue vallate – specie nella Leventina e nella
Mesolcina (sic!) – un sospirato refrigerio, mentre
chi vi scende da nord in autunno ed in inverno vi trova
luce e calore; - sole, insomma. –“
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| La valanga di Airolo del
1951. Le valanghe e le alluvioni del 1951 hanno
rappresentato l’evento naturale più
disastroso nel XX° Secolo nelle Alpi. |
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Fosco Spinedi
Presidente STSN, 2000 - 2003
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