Alla scoperta delle grotte del Ticino
Un affascinante mondo nascosto
La nascita della speleologia in Ticino
La prima descrizione a carattere divulgativo-scientifico
di alcune delle numerose grotte ticinesi risale con
tutta probabilità alla pubblicazione, nel 1859,
delle Escursioni nel Canton Ticino di Luigi
Lavizzari. L’interesse dei ricercatori ticinesi
per la speleologia rimase però scarso, sicuramente
anche per la difficoltà di accesso alle cavità.
Nel primo mezzo secolo del Bollettino della Società
ticinese di Scienze naturali si può trovare un
solo contributo speleologico, Note speleologiche
– Dieci caverne del bacino del Ceresio, redatto
da A. Ghidini nel 1906.
La situazione cambiò radicalmente alla fine
degli anni ’50. Infatti, Guido Cotti e Dario Ferrini,
sotto l’egida della Società Speleologica
Svizzera, pubblicarono sul Bollettino il primo di una
nutrita serie di contributi speleologici, con l’invito
agli appassionati di questa disciplina a praticarla
non solo sportivamente, ma anche con rigore scientifico.
La storia recente della speleologia ticinese
Nel 1980 naque la Sezione Ticino della Società
Svizzera di Speleologia (SSSTi), nella quale confluirono
il Gruppo Speleo Ticino e altri appassionati della speleologia.
La costituzione di questa sezione rappresentò
una svolta decisiva per la ricerca ipogea in Ticino,
come testimonia la ricca sequenza di contributi regolarmente
apparsi sui Bollettini della Società di scienze
naturali.
Notevole impulso fu dato in particolare alla scoperta
di nuove cavità, alcune delle quali ricche di
elementi di notevole importanza storica e scientifica,
come per esempio l’orso delle caverne e il giacimento
di ossa di pipistrelli in due grotte sul Monte Generoso
e alcune parti di una zecca clandestina nella Grotta
dei Giganti.
Alcuni studi hanno invece messo in risalto un approccio
innovativo in campo speleologico. Il monitoraggio dell’inquinamento
in grotta può per esempio rappresentare un riferimeno
utilissimo per la scoperta delle entrate, rispettivamente
delle uscite.
Con il perfezionamento delle tecniche subacquee, anche
in Ticino alcune cavità sommerse hanno potuto
essere esplorate e topografate. Tra le imprese più
impegnative, si può ricordare l’esplorazione
della Sorgente Bossi di Arogno, eseguita da Luigi Casati
nel 1993. In questa occasione lo speleologo effettuò
una prima mondiale per quanto riguarda le immersioni
in profondità con superamento di un sifone, avendo
dovuto percorrere un sifone lungo 400 metri e profondo
90 per raggiungere la struttura più interna della
grotta.
Fuori della regione del Monte Generoso, spedizioni
effettuate in altri massicci con rocce carsiche, come
per esempio la zona del Basodino, hanno portato al rilievo
di due delle più lunghe grotte del Ticino: l’Acqua
del Pavone e il Böcc al Pilat. Queste cavità
straordinarie si aprono in un ambiente geologico particolare,
costituito da marmi ricchi di miche e paragneis.
Il Laboratorio di ricerca sotterraneo
Nel 1995, alcuni membri della Società Ticinese
di Speleologia, Nicola Oppizzi, Francesco Bianchi-Demicheli
e Roberto Della Toffola, costituirono il Laboratorio
di Ricerca Sotterranea del Monte Generoso (LRSMG). Questa
data segnò l’inizio in Ticino dell’utilizzo
di strumentazioni elettroniche raffinate e molto precise
per la misurazione automatica, sistematica e prolungata
nel tempo di vari parametri ambientali, quali temperature,
umidità, flussi d’aria, livello dell’acqua,
ecc.
Inoltre, grazie a strumenti quale il laser per il rilievo
delle distanze e il teodolite per le misurazioni esterne,
nonché del GPS per il reperimento delle coordinate
delle entrate, i rilievi delle grotte possono oggigiorno
venir eseguiti con estrema precisione. L’utilizzo
del computer per l’analisi dei dati, la rappresentazione
grafica tridimensionale e la stesura delle carte aprono
prospettive impensabili solo qualche anno orsono per
l’interpretazione delle cavità e la comprensione
della struttura dei reticoli carsici rispetto alle strutture
geologiche conosciute e visibili all’esterno.
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| Passaggio
molto stretto in un cunicolo secondario. |
Il soccorso in grotta
Un aspetto molto importante nella storia della speleologia
ticinese è stato la nascita del soccorso speleologico.
All’inizio questo servizio era costituito da un
piccolo gruppo poco organizzato, anche se molto motivato.
Dal 1990 invece, grazie all’intraprendenza di
Silvio Baumgartner, lo speleo soccorso dispone di una
struttura efficiente, completa di tutto il materiale
necessario e con il sostegno della Rega.
L’evoluzione delle scoperte
Nel 2002, l’inventario delle grotte ticinesi
annovera ben 180 cavità. Le grotte conosciute
da più tempo sono quelle con le entrate più
appariscenti e spesso legate ad avvenimenti storici
o a leggende. L’aumento del numero delle nuove
cavità scoperte assume un andamento esponenziale
negli ultimi due decenni, grazie all’utilizzo
di nuovi strumenti, ma soprattutto grazie alla grande
esperienza acquisita in anni di ricerca sul terreno
e le molte ore dedicate allo studio del carsismo in
Ticino da alcuni membri della SSSTi.
Gli speleologi ticinesi non si sono limitati all’esplorazione
e alla ricerca delle grotte locali. Cavità molto
importanti sono state scoperte anche al di là
dei confini cantonali, sia in territorio italiano (Monte
Generoso, Grotta Immacolata, Grotta Generosa, ecc.),
sia nel Canton Vallese, mentre vi sono state attive
collaborazioni nell’ambito di esplorazioni sull’isola
di Cuba.
I molti aspetti delle grotte
La ricca trattazione di argomenti speleogici riportata
nei Bollettini della Società ticinese di Scienze
naturali evidenziano come la speleologia, contrariamente
a quanto si potrebbe credere a un primo esame superficiale,
non è una disciplina essenzialmente sportiva,
bensì un’attività dai molti risvolti
scientifici. Partendo dalla geologia (approccio indispensabile
nello studio della genesi delle grotte), la speleologia
interagisce con una moltitudine di altre discipline
scientifiche quali la geografia, l’idrologia,
la meteorologia, la biologia, la topografia, la paleontologia,
la meteorologia ecc.
L’ambiente delle grotte è comunque delicato
e ogni precauzione dovrebbe venir presa per non alterare
i complessi equilibri e per non distruggere le tracce
di vita passata o presente nelle cavità.
Grazie all’impegno della SSSTi e dei suoi membri,
si può senz’altro affermare che la speleologia
in Ticino abbia raggiunto un buon grado di completezza,
sia a livello sportivo, sia dal punto di vista scientifico.
Le esplorazioni in corso lasciano supporre che il potenziale
di nuove grotte in Ticino sia tutt’altro che esaurito,
anche nelle aree storicamente più conosciute.
In particolare il massiccio del Generoso cela sicuramente
un reticolo di cavità ancora molto vasto.
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