“L’altezza serena degli studi scientifici”
in cento anni di relazioni presidenziali STSN
La scienza e gli studi scientifici appartengono alla
sfera della ragione per cui dovrebbero compiersi ad
una “altezza serena” (1903). Fin dalla creazione
della Società Ticinese di Scienze Naturali (STSN),
gli studi scientifici sono stati messi o svolti …a
terra, a beneficio dell’ambiente, della comunità
e della natura. Non poteva essere diversamente in un
contesto non accademico, mancando nella Svizzera Italiana
l’istituzione universitaria. La storia centenaria
degli studi scientifici si legge nelle relazioni presidenziali
raccolte in novanta volumi del Bollettino della Società
ticinese di Scienze naturali. Il debutto è stato
un travaglio non da poco: “è rinata la
Società di Scienze naturali per trascinare penosamente
i suoi giorni e morir ingloriosamente o per vivere d’una
vita forte e laboriosa che la conduca presto a competere
colle sorelle della Svizzera, a portar con esse la sua
pietra al grande edificio del sapere?“ (1904).
Per il primo presidente occorre perseguire “l’esame
delle condizioni naturali del paese che offre, a mio
avviso, il più propizio e favorevole terreno
perché gli studi naturalistici abbiano ad essere
coltivati”, poi assecondare “gli studi della
fisica, della chimica, della fisiologia e d’altre
scienze ancora”, “Il carattere della Scienza,
bisogna riconoscerlo, è aristocratico”ed
infine chiamare “anche degli estranei a tener
conferenze sulle scoperte più recenti o sugli
ultimi dibattiti della Scienza“, conferenze a
cui è imprescindibile “annettere un’importanza
assai grande; il carattere della Scienza, bisogna riconoscerlo,
è aristocratico”. Tuttavia, “con
una sufficiente preparazione, la grande massa potrà
arrivare ad afferrare ed a comprendere quello che è
ancor oggi oscuro per i più: questa preparazione
dovrà essere opera della nostra Società”
(1904). Per promuovere la conoscenza della natura e
la salvaguardia ambientale, la STSN intende ”far
pratiche per l’istituzione di un osservatorio
sismologico nel Cantone, di una stazione limnologia
su uno dei nostri maggiori laghi, di reagire infine,
con ogni possa, contro la distruzione delle piante rare
o caratteristiche e contro il deturpamento delle nostre
bellezze naturali” (1906). Per la STSN teoria
e pratica vanno perseguite congiuntamente, per cui propone
di “organizzare, promuovere od appoggiare studi
ed investigazioni sulla storia naturale del nostro paese,
per far assurgere le Scienze a quel grado di dignità
e di utilità che dovrebbero avere ma non hanno
nel nostro paese e che tuttavia devono conquistare se
vogliamo che la psiche della collettività diventi
più civile, che la terra abbia più razionale
coltura, che le industrie abbiano lavoratori capaci”
(1911).
“Cattedre di cultura storica paesana e di cognizioni
scientifiche sulla nostra regione” Manifesta addirittura l’auspicio che il “Consiglio
di Stato crei delle cattedre di cultura storica paesana
e di cognizioni scientifiche sulla nostra regione”(1914).
È indispensabile “per approfondire le conoscenze
scientifiche della nostra terra” avvalersi della
“collaborazione di giovani ticinesi seriamente
preparati al lavoro scrupoloso di ricerca” (1935-36),
che deve includere anche “i fossili che tengono
vivo pur oggi l’interessamento profondo delle
menti curiose di conoscere le origini e gli sviluppi
della vita” (1947). Intanto la STSN si oppone
al progetto di “strada bassa” fra Castagnola
e Gandria, giudicata “banale e polverosa e clamorosa
carrozzabile”, in ragione della “indicibile
amenità del luogo, sia per la presenza di ricca
e prospera e variopinta schiera di piante mediterranee”(1924).
Appoggia l’iniziativa per l’acquisto delle
Isole di Brissago “quel meraviglioso lembo di
terra, dove cresce incontrastata la più rigogliosa
vegetazione mediterranea”(1949), ove si insedierà
il Parco Botanico del Canton Ticino. Sollecita “le
competenti autorità cantonali onde mettere il
monte di Caslano sotto protezione” in ragione
“della varietà, spontaneità ed inusitata
ricchezza della sua flora”, auspicando “qui
il parco della Svizzera subalpina” (1960). È
giocoforza constatare che “l’ecologia è
ancora campo d’indagine per pochi specialisti
e la difesa della natura professione ancora troppo accessoria”,
cosicché, ”per mettere sotto controllo
i più disparati inquinamenti non servirebbero
molto le improvvisate investiture di profani”
(1970). Pertanto la STSN appoggia la creazione di un
organismo per “la difesa di un ambiente di indiscusso
valore scientifico, sociale e paesaggistico situato
entro i limiti territoriali del nostro Cantone”
(1971), e provvede ad editare la collana “Le Memorie”(1988),
un “significativo passo avanti nella divulgazione
delle conoscenze sul nostro ambiente naturale, in alcuni
settori ancora largamente inesplorati”. L’altro
punto programmatico della STSN concerne l’insegnamento
delle scienze e la trasmissione del sapere scientifico
nella scuola e nella comunità. A tal fine occorre”una
commissione che s’occupi delle questioni riguardanti
l’insegnamento scientifico nelle scuole del Cantone”
(1906), “poter formare una biblioteca scientifica”
ed “impedire il decadimento delle scuole pubbliche
che i nostri padri hanno saputo istituire”(1911).
La precaria situazione si protrae: “non è
a meravigliare perciò che la Scienza non abbia
nelle nostre scuole né quella importanza, né
quella cura che ha acquistato nei paesi più progrediti”
(1913-14).
“l’Attenzione alla salvaguardia delle nostre
preziose raccolte scientifiche affidate ai diversi musei
del cantone”.
Le autorità devono rivolgere “l’attenzione
alla salvaguardia delle nostre preziose raccolte Scientifiche
affidate ai diversi musei del cantone”, insidiate
da piccoli coleotteri che “distruggono in poco
tempo i cimeli scientifici, retaggio dei nostri”(1954),
riconoscere “la necessità di una nuova
più confacente ubicazione di tutto il nostro
patrimonio scientifico…così da poter essere
di aiuto all’insegnamento”(1954), e consentire
di “raccogliere in un’opera scientifica
unica l’intero materiale faunistico, interessante
la nostra terra insubrica” (1955-56). La STSN
si impegna nella diffusione delle conoscenze sulla salute
e lo stile di vita per la comunità. In merito
alla lotta contro l’alcolismo, ritiene essere
più efficace “la dimostrazione perentoria,
scientifica, medica delle proprietà negative
e perniciose che l’alcool e gli alcolici hanno
come sostanze alimentari“ che “ogni azione
restrittiva da parte dei poteri pubblici“ (1904).
Persegue “uno sviluppo pratico della Scienza“
e perciò provvede ad allestire le “note
mediche di condotta”(1905), a promuovere “l’alimentazione
che influenza il sistema di vita quotidiano”,la
prevenzione attiva ed illustrare il ruolo dell’alimentazione
che “influenza il sistema di vita quotidiano”(1987).
La corretta informazione scientifica è assicurata
non solo impedendo “la diffusione, per opera di
quotidiani e della Radio, di teorie dell’atomo
– non previamente comunicate ad accademie o istituti
né formulate in pubblicazioni di carattere rigorosamente
scientifico” (1952-53), ma concedendo “spazio
e diffusione alle ricerche dei naturalisti” anche
con il ricorso ad internet, mezzo efficace che per di
più consente “di marcare presenza sulla
scena internazionale del mondo scientifico” (1998).
La STSN dispone di infrastrutture quali il Centro di
Biologia Alpina in Val Piora e soprattutto il Museo
cantonale di Storia naturale, attrezzati per “far
da ponte per la trasmissione delle conoscenze”
(2000), ma è consapevole che “il reale
contributo alla conoscenza del territorio” si
realizza attraverso la ricerca periferica (“l’aiuto
dei dilettanti”,1982) dei soci non strutturati.
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